Una piantina, metafora di Esg

L'opinione di Jamie Franco, Cindy Paladines, Rebecca Kurland e Harun Dogo di TCW

Quale futuro per gli investimenti ESG?

Nonostante il difficile contesto di mercato del 2022, gli asset ESG hanno continuato a crescere, attirando una maggiore attenzione e controllo da parte delle autorità di regolamentazione che cercano di standardizzare le definizioni, migliorare la rendicontazione e prevenire il “greenwashing”. Date le tendenze osservate finora, a nostro avviso il 2023 potrebbe essere un anno di trasformazione – di seguito abbiamo evidenziato alcuni trend che ci aspettiamo per l’anno in corso.

Nuovi incentivi per dare impulso alla transizione energetica negli Stati Uniti e in Europa 

Il tema dominante è l’attenzione al clima e alla transizione energetica. L’approvazione dell’Inflation Reduction Act (IRA) negli Stati Uniti e del piano REPowerEU nell’Unione Europea ha segnato un importante sostegno legislativo agli investimenti legati al clima. L’IRA, in particolare, fornisce finanziamenti significativi per la transizione energetica in modo equo e orientato al benessere dei consumatori in vari settori, tra cui la produzione di energia e i trasporti. Le implicazioni di questa iniziativa normativa saranno rilevanti per le nuove opportunità di investimento nel prossimo decennio e oltre. L’Agenzia Internazionale per l’Energia stima che la spesa per le energie pulite sia aumentata del 12% all’anno dal 2020. Prevediamo che questa cifra aumenterà, ma soprattutto che la portata delle opportunità di investimento correlate si espanderà ben oltre la tecnologia pulita, includendo i settori industriali, i materiali, l’agricoltura e altri settori direttamente interessati o in cui gli investimenti sono essenziali per sostenere la transizione di altri settori.

Fronteggiare eventi climatici che causano danni più costosi – e più frequenti 
Jamie Franco, Senior Vice President, Head of Fixed Income ESG di TCW

Nel 2022 è stata sempre più evidente l’importanza di gestire gli effetti dei rischi climatici derivanti da una maggiore imprevedibilità del meteo e il suo impatto diretto sulle aziende o attraverso le catene di approvvigionamento, visto che diversi eventi meteorologici hanno creato notevoli disagi, devastazioni e perdite economiche. Con l’aumento del numero di eventi legati al clima e della gravità del loro impatto, sono aumentati anche i costi e i rischi per le aziende di molti settori. Parallelamente, le autorità di regolamentazione e le Banche Centrali stanno richiedendo a diverse entità di gestire e modellare i rischi associati al clima, una tendenza destinata a crescere in termini di portata e importanza, in particolare in alcune giurisdizioni, tra cui l’Europa.

Proseguire con i piani per un allineamento al Net Zero 

Abbiamo assistito a una crescente pressione da parte degli stakeholder e a un aumento in termini di commitment da parte di aziende, investitori e autorità sovrane a fissare obiettivi di emissioni di carbonio Net Zero e a dimostrare i loro progressi verso il raggiungimento di tali obiettivi. Ci aspettiamo di assistere a un’accelerazione degli impegni per il Net Zero e a un maggiore controllo dei progressi compiuti dalle aziende per ridurre le emissioni effettive di carbonio, nonché per garantire la credibilità di eventuali compensazioni ed evitare il greenwashing.

Sfruttare le opportunità sviluppando strategie di sostenibilità aziendale più innovative 

Questo sarà un anno critico per molte aziende, non solo in quanto saranno necessarie ulteriori azioni per rimanere rilevanti e competitive, ma anche perché la regolamentazione negli Stati Uniti e nell’Unione Europea sta imponendo sempre più queste azioni. Una valutazione della sostenibilità può riguardare un’ampia gamma di questioni, tra cui la resilienza del modello aziendale di fronte alla transizione climatica, la gestione della catena di approvvigionamento, la gestione dei rischi fisici legati al clima, la governance aziendale, i prodotti e le soluzioni sostenibili e le politiche per sostenere una forza lavoro sana e produttiva.

I fattori sociali continueranno a occupare un posto di rilievo nell’agenda degli investimenti sostenibili

Questioni come la diversità e l’inclusione e i diritti dei lavoratori hanno dominato la conversazione sulla componente sociale. L’aumento della regolamentazione ha spinto a introdurre una serie di fattori aggiuntivi significativi per questa categoria, dall’aumento delle informazioni sulla diversità dei Consigli di Amministrazione e dei luoghi di lavoro ai miglioramenti nel modo in cui i datori di lavoro trattano la loro forza lavoro, in particolare alla luce della pandemia. Tuttavia, la comprensione e lo sviluppo di metriche rilevanti per definire e misurare alcuni di questi aspetti ha rappresentato una sfida notevole per gli investitori. Per questo motivo, nel 2023 prevediamo un maggiore impegno collettivo per cogliere e divulgare questi fattori e per trovare il modo di evidenziare i rischi sociali, data la loro importanza.

Dopo un crollo delle emissioni di obbligazioni labeled nel 2022, il mercato di quelle ESG-labeled dovrebbe continuare a crescere nel 2023 

L’emissione di obbligazioni green, sociali, sostenibili o legate alla sostenibilità è cresciuta in modo esponenziale nell’ultimo decennio: gli analisti di Morgan Stanley stimano che dal 2013 siano stati emessi circa 3.400 miliardi di dollari di debito obbligazionario labeled. Nonostante le rosee proiezioni di mercato all’inizio del 2022, l’emissione per l’anno in corso non ha tenuto il passo, con stime che oscillano tra 800 e 900 miliardi di dollari. L’emissione rimane in gran parte concentrata nei green bond sovrani e societari, anche se prevediamo che si estenderà ad altre asset class e tipologie di titoli labeled. Complessivamente, prevediamo che il mercato dei titoli ESG-labeled crescerà nel tempo, man mano che gli emittenti struttureranno le obbligazioni per soddisfare la crescente domanda di questi asset, trainata dalla crescita dell’universo dei fondi sostenibili e dai commitment sovrani e aziendali in materia di sostenibilità e di ESG.

Fare il punto sull’evoluzione del contesto normativo relativo alla sostenibilità per le aziende, gli investitori e i fornitori di dati di terze parti 

Nel 2023 entrerà in vigore la nuova EU Sustainable Finance Disclosure Regulation, con i relativi requisiti di divulgazione per i fondi sostenibili, mentre le aziende europee inizieranno ad adottare i requisiti della Corporate Sustainability Reporting Directive, che saranno applicati a partire dal 2024. Quest’anno, negli Stati Uniti, la SEC è destinata a finalizzare le proprie normative ESG e climatiche, mentre la FSA del Regno Unito finalizzerà un regime di etichettatura e divulgazione che è attualmente in fase di redazione. Da parte sua, anche l’International Sustainability Standards Board finalizzerà i suoi standard di sostenibilità all’inizio dell’anno. Il panorama si sta evolvendo rapidamente e, a volte, in modo incoerente, il che ha portato a linee guida o definizioni contrastanti tra le varie giurisdizioni.