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Mobilità

Scegliere un parco auto elettrico in azienda riduce i costi operativi fino al 64%

L’elettrificazione delle flotte aziendali potrebbe generare fino a 246 miliardi di euro di risparmi operativi cumulati entro il 2030 in Europa, contribuendo allo stesso tempo a evitare circa un miliardo di tonnellate di emissioni di CO₂ nel prossimo decennio. E un’azienda che sceglie di elettrificare il proprio parco auto può ridurre i propri costi operativi fino al 64%. Sono queste le principali conclusioni del report Fleet Forward: powering the transition to electric mobility, realizzato da EY insieme a Eurelectric, che analizza il potenziale economico e industriale della mobilità elettrica nelle flotte corporate.

Il dato assume un peso particolare se si considera che circa sei veicoli su dieci venduti nell’Unione europea sono acquistati da soggetti che gestiscono parchi auto (le cosiddette flotte) come imprese, società di leasing e operatori della mobilità: quindi organizzazioni che acquistano e utilizzano più veicoli per attività professionali o servizi.

Il peso delle flotte emerge con chiarezza anche nei livelli di utilizzo. In Europa infatti percorrono oltre il doppio dei chilometri rispetto alle auto private, arrivando a rappresentare circa il 40% della percorrenza totale su strada e quasi metà delle emissioni del settore.

In questo contesto, il passaggio all’elettrico nelle flotte aziendali non è soltanto una scelta ambientale ma anche un potenziale driver di competitività economica per imprese e operatori logistici. Tuttavia, secondo lo studio, la transizione resta condizionata da alcune barriere legate ai costi iniziali, alle infrastrutture di ricarica e alla stabilità delle politiche pubbliche.

I vantaggi economici dell’elettrificazione delle flotte

Secondo l’analisi EY–Eurelectric, i benefici economici della mobilità elettrica sono già evidenti nei costi operativi dei veicoli aziendali. Le flotte elettriche possono contare su spese energetiche più basse rispetto ai carburanti fossili, minori costi di manutenzione e incentivi fiscali in diversi Paesi europei.

In alcuni mercati europei, il report stima che i costi operativi delle auto aziendali elettriche possano risultare fino al 64% inferiori rispetto ai modelli con motore a combustione interna, mentre per i veicoli commerciali leggeri il risparmio può arrivare al 38%.

Il vantaggio economico diventa ancora più evidente quando si analizza la struttura dei costi lungo l’intero ciclo di vita del veicolo. Nei camion, ad esempio, le spese operative rappresentano tra il 60% e il 75% dei costi complessivi, mentre nelle auto aziendali incidono tra il 25% e il 40% e nei furgoni tra il 45% e il 65%. La riduzione dei costi di energia e manutenzione può quindi generare benefici rilevanti sul lungo periodo.

Un elemento determinante è anche il modello di ricarica adottato dalle aziende. Le flotte che utilizzano prevalentemente ricarica domestica o nei depositi aziendali riescono a ridurre ulteriormente il costo per chilometro, sfruttando tariffe energetiche più basse e sistemi di ricarica intelligente che ottimizzano i consumi energetici.

Anche nel segmento dei veicoli pesanti iniziano a emergere opportunità economiche. I camion elettrici possono risultare competitivi in termini di costi operativi soprattutto quando operano su rotte logistiche definite e in contesti in cui i sistemi di pedaggio e le politiche ambientali favoriscono i veicoli a zero emissioni.

Il nodo del costo totale di proprietà

Nonostante i vantaggi operativi, la diffusione su larga scala dei veicoli elettrici nelle flotte aziendali continua a essere influenzata dal costo totale di proprietà (TCO), che in molti casi resta più elevato rispetto ai veicoli tradizionali.

Il principale fattore è il prezzo di acquisto più alto dei veicoli elettrici, dovuto soprattutto al costo delle batterie. A questo si aggiungono altri elementi di incertezza per gli operatori di flotte, come il valore residuo dei veicoli sul mercato dell’usato e le differenze tra i regimi di incentivazione nei vari Paesi europei.

Secondo il report, questi fattori stanno rallentando le decisioni di investimento delle aziende, nonostante i benefici operativi siano ormai evidenti. Anche le infrastrutture di ricarica rappresentano un punto critico: i tempi di connessione alla rete e la disponibilità di capacità elettrica per i depositi aziendali possono incidere sui tempi di implementazione dei progetti di elettrificazione.

In prospettiva, la riduzione del costo delle batterie e la maggiore maturità del mercato dovrebbero contribuire a ridurre il divario di prezzo tra veicoli elettrici e modelli tradizionali. Questo processo potrebbe accelerare la competitività del TCO nei prossimi anni.

Flotte aziendali come leva della transizione energetica

Oltre ai benefici economici per le imprese, l’elettrificazione delle flotte aziendali può avere un impatto significativo sulla transizione energetica europea. Tra il 2025 e il 2030, questa trasformazione potrebbe evitare circa un miliardo di tonnellate di emissioni di CO₂, contribuendo in modo sostanziale agli obiettivi climatici dell’Unione europea.

Il potenziale di questa trasformazione cresce insieme alla dimensione del mercato: il numero complessivo di veicoli aziendali in Europa è destinato ad aumentare nei prossimi anni, e il segmento dei veicoli elettrici potrebbe espandersi fino a 24 volte rispetto ai livelli attuali entro il 2030. Ciò significa che, più grande è il mercato, maggiore sarà l’impatto sull’ambiente e più rapida la diffusione delle tecnologie pulite.

Le politiche europee stanno iniziando a sostenere questa evoluzione. Tra le iniziative in discussione figura la proposta di Regulation on Clean Corporate Vehicles, che prevede l’introduzione di quote minime di veicoli a zero o basse emissioni nelle nuove immatricolazioni delle grandi flotte aziendali a partire dal 2030.

Tuttavia, secondo gli autori dello studio, la diffusione su larga scala dei veicoli elettrici richiederà un approccio coordinato tra tutti gli attori dell’ecosistema, con i costruttori automobilistici che dovranno ridurre il differenziale di prezzo tra veicoli elettrici e tradizionali e migliorare la trasparenza sui dati delle batterie; mentre gli operatori energetici e i gestori delle reti dovranno accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e garantire una connessione efficiente dei nuovi hub logistici elettrificati.

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