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Settimane SRI

Finanza sostenibile: tutte le ultime novità delle policy europee

In occasione delle settimane SRI è durato sessanta minuti – e non trenta – il consueto incontro di aggiornamento mensile sulle policy ESG del Forum per la Finanza Sostenibile ed è stato aperto anche ai non soci. Tanti i temi al centro dell’attenzione, tra cui: la nuova Commissione europea, le prospettive per la finanza sostenibile in UE, le prossime mosse dell’ESMA, le priorità da tenere in mente per il reporting secondo la direttiva CSRD, gli standard SBTi per le istituzioni finanziarie, la relazione delle ESA sui PAI e l’attuazione dell’ESAP, il punto di accesso unico che fornisce un accesso elettronico centralizzato a informazioni pertinenti per i mercati dei capitali e i servizi finanziari.

La nuova Commissione europea e le prospettive per la finanza sostenibile in UE

La nuova commissione UE è stata eletta un mese fa e vede Maria Luis Albuquerque alla guida dei Servizi Finanziari e per l’Unione dei Risparmi e degli Investimenti (DG Financial Services and Savings and Investment Union). Due i mandati principali per il Forum: ridurre del 25% gli oneri di reportistica per le aziende, percentuale che sale al 35% per le PMI, e supportare la finanza sostenibile e sviluppare una categorizzazione di prodotti e servizi finanziari sostenibili.

L’inizio dei lavori della Commissioni è atteso per dicembre, dopo le audizioni dei Commissari designate e voto del Parlamento sul collegio dei Commissari che si terranno nei prossimi giorni.

In particolare la commissaria Albuquerque si presenta il 6 novembre all’audizione nella commissione ECON del Parlamento con piani chiari sulla finanza sostenibile che intendono consolidare il quadro normativo, semplificando le regole esistenti e supportandone l’attuazione su un orizzonte quinquennale. In particolare, la portoghese ex ministra delle finanze, intende porre attenzione trasversale a questioni di genere e generazionali, in un percorso di transizione giusta, e appoggiare il passaggio da Capital Markets Union a Savings and Investments Union. Sul fronte della SFDR, punta a valutare la fattibilità di un sistema di categorizzazione semplice e rigoroso e la coerenza con l’impianto normativo UE sulla disclosure, mentre su quello della Tassonomia UE a includere più attività economiche, semplificare i criteri DNSH (Do No Significant Harm), e rendere credibile il percorso delle attività di transizione. Spazio anche a linee guida ulteriori per ESRS, Tassonomia ed EUGBS migliorando al contempo la interoperabilità tra standard UE e internazionali, in particolare su transizione e report di sostenibilità. E infine proseguire nel contrasto al greenwashing, nella promozione dell’educazione finanziaria e nella tutela degli investitori finali.

Le prossime mosse dell’ESMA

È una timeline calzante quella dell’ESMA: a partire dall’entrata in vigore delle linee guida sulle etichettature dei fondi ESG il 21 novembre fino alla preparazione degli standard di rendicontazione per le PMI che dal 2029 saranno anche loro soggette alla CSRD.

Fonte: Forum per la Finanza Sostenibile
Le priorità da tenere in mente per il reporting secondo la direttiva CSRD

Sono tre le macroaree prioritarie da tenere in mente nella stesura dei report di sostenibilità 2024 conformi a CSRD: materialità, struttura e tassonomia. Per quanto riguarda la materialità è necessario fornire informazioni dettagliate sul processo di analisi di materialità seguendo le linee guida EFRAG sull’implementazione degli ESRS e garantire e dimostrare l’engagement con gli stakeholder impattati; in tema di struttura, è bene tenere in mente che il perimetro è lo stesso del bilancio finanziario, che sono necessarie informazioni quantitative a supporto dell’analisi di materialità e che bisogna dare un quadro sintetico tramite un indice dei contenuti; infine, sul fronte della tassonomia è necessario mostrare coerenza tra il report e i piani di transizione e fornire informazioni sull’analisi di materialità relativa all’intera catena del valore.

Inoltre,occhio alla conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) e alola redazione secondo il formato elettronico unico europeo (ESEF), suggerisce FFS.

SBTi lancia il primo standard net zero per la finanza

SBTi (Science Based Target initiative), organizzazione non profit nata per supportare le aziende e le istituzioni finanziarie di tutto il mondo nella lotta alla crisi climatica e fornire loro un percorso chiaramente definito per ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ha pubblicato di recente il primo standard volontario per obiettivi net-zero basati per il settore finanziario. Il nuovo standard si applica agli enti che generano il 5% o più dei loro ricavi da attività di prestito, investimento (in qualità di proprietario o gestore di asset), sottoscrizione assicurativa e/o attività nei mercati dei capitali e stabilisce requisiti sia a breve sia a lungo termine per affrontare le emissioni Scope 3 attraverso l’allineamento dei flussi finanziari con gli obiettivi climatici globali. Inoltre, stabilisce il divieto di nuovi finanziamenti di combustibili fossili per le istituzioni finanziarie con obiettivi validati dalla piattaforma.

Le istituzioni finanziarie dovranno raggiungere cinque risultati chiave: dimostrare la leadership climatica a livello di entità, impegnandosi nella transizione net-zero e integrando nella governance le considerazioni climatiche; aumentare la portata, la qualità e la trasparenza del loro inventario sulle proprie emissioni nel tempo; fissare obiettivi di allineamento climatico e obiettivi benchmark basati su un elenco predefinito di settori ad alta intensità di emissioni e garantire che i progressi rispetto agli obiettivi climatici siano tracciabili e accessibili attraverso la disclosure.

Fonte: Forum per la Finanza Sostenibile
La relazione delle ESA sui PAI

La scorsa settimana le autorità di vigilanza europea (le ESA, ovvero ESMA, EBA, EIOPA) hanno pubblicato il terzo rapporto annuale con l’analisi delle dichiarazioni PAI al 30 giugno 2023.

Tra i principali risultati emersi, le ESA hanno segnalato un significativo miglioramento nella qualità delle risposte fornite dalle autorità nazionali competenti e un miglioramento dell’accessibilità e della qualità delle informazioni sui PAI, soprattutto a livello di prodotto.

Le autorità ue hanno inoltre fornito esempi di buone e cattive pratiche nelle dichiarazioni PAI. Tra le prime il Forum ha evidenziato la stipula di un impegno per la decarbonizzazione degli investimenti, la descrizione della quota di portafoglio allineata all’Accordo di Parigi e la divulgazione delle azioni di engagement e delle politiche di escalation, tra le seconde riferimenti generici all’allineamento con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Per approfondire l’argomento leggi qui

A che punto è l’attuazione dell’ESAP

Infine, spazio durante l’aggiornamento del Forum all’ESAP il cui funzionamento avverrà attraverso un sistema a due livelli in cui le informazioni che saranno raccolte a partire a luglio 2026, saranno prima trasmesse dagli enti agli “organi di raccolta” (OAM) e poi saranno rese disponibili dagli organi di raccolta all’ESAP.

Gli Standard di Implementazione Tecnica (ITS) stabiliscono i compiti degli OAM specificando i requisiti dettagliati per questi organi, come per esempio le tempistiche e il formato da utilizzare, il controlli di convalida, la tipologia di metadati. Gli standard, inoltre, specificano i requisiti per rendere le informazioni facilmente accessibili agli utenti, tra cui la modalità di categorizzazione dei soggetti dichiaranti e i tipi di informazioni da rendere disponibili.

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