Con 17 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astensioni la commissione giuridica del Parlamento Europeo, la JURI, ha approvato, nel contesto della semplificazione proposta dal pacchetto Omnibus, nuove soglie e modalità di applicazione delle normative sulla rendicontazione della sostenibilità (CSRD) e sulla due diligence (CSDDD).
In particolare, per quanto riguarda la CSRD, la commissione è giunta a un nuovo compromesso: mantenere la soglia di applicazione della direttiva alle aziende con almeno 1.000 dipendenti, ovvero quella attuale, ma aggiungendo un nuovo criterio, ossia un fatturato superiore a 450 milioni di euro.
Per le imprese non più soggette alle norme, la rendicontazione sarebbe quindi volontaria. Inoltre le grandi imprese, soggette agli obblighi, non potranno chiedere informazioni alle pmi che vadano oltre gli standard volontari.
Per facilitare l’applicazione delle linee guida di rendicontazione della sostenibilità europee, la Commissione istituirà però comunque un portale digitale per le aziende, con libero accesso a modelli, framework e informazioni su tutti gli obblighi di rendicontazione dell’UE, a integrazione del Punto di accesso unico europeo.
In merito invece alla CSDDD, la direttiva che obbliga le imprese ad affrontare gli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente lungo tutta la catena del valore, la JURI ha votato a favore di una soglia di applicazione che includa solo le società con 5.000 o più dipendenti e con un fatturato netto annuo superiore a 1,5 miliardi di euro, nonché alle imprese straniere con un fatturato netto nell’UE superiore alla stessa soglia. Al contempo, oltre alle modifiche dimensionali, la CSDDD subirà anche una trasformazione metodologica: l’approccio alla due diligence passerà da un modello basato sull’entità (entity-based) a un approccio basato sul rischio (risk-based approach).
“Il voto odierno conferma il nostro sostegno alla semplificazione. Stiamo garantendo prevedibilità alle aziende europee, con una relazione che riduce i costi, rafforza la competitività e mantiene la transizione verde dell’Europa sulla buona strada”, ha commentato relatore Jörgen Warborn (PPE, SE).
Ora la palla passa al Parlamento che, nel caso approvasse il testo approvato dalla commissione JURI nella prossima sessione plenaria, darebbe il via libera ai negoziati tra i deputati e i governi dell’UE sul testo definitivo della legislazione che si terranno il 24 ottobre.
