report di sostenibilità delle aziende statunitensi

Report ESG

Negli Stati Uniti i report di sostenibilità resistono, ma le aziende ne parlano sempre meno

L’87% delle società dell’S&P 500 che aveva pubblicato un report di sostenibilità entro agosto 2025 lo ha fatto anche nel 2026. Crollano però i comunicati stampa e quasi scompare la sigla ESG: segnali di un crescente greenhushing.

Le grandi aziende statunitensi continuano a pubblicare i report di sostenibilità, ma preferiscono farlo lontano dai riflettori. È quanto emerge dalla sesta edizione dello studio annuale di Teneo, basato sull’analisi di 250 documenti diffusi tra gennaio e agosto 2026 da società incluse nell’indice S&P 500. L’87% delle imprese che aveva rendicontato entro lo stesso periodo del 2025 lo ha fatto anche quest’anno.

Il greenhushing è la risposta al clima anti-ESG dell’amministrazione Trump

A cambiare è soprattutto la comunicazione. Soltanto il 32% delle aziende ha accompagnato il report con un comunicato stampa, contro il 62% nel 2022. Anche le parole scelte nei titoli riflettono una maggiore cautela: “sostenibilità” compare ancora nel 49% dei casi, mentre cresce il ricorso a espressioni come “impatto” e “purpose”. La sigla ESG, presente nel titolo del 35% dei documenti analizzati nel 2022, è scesa al 4%. Anche all’interno dei report le sue occorrenze si sono dimezzate rispetto al 2025.

I dati danno una misura del fenomeno del greenhushing, cioè la scelta di ridurre la comunicazione pubblica sulle iniziative ambientali e sociali per evitare contestazioni politiche o accuse di greenwashing. Nel caso delle aziende statunitensi, questa prudenza si inserisce nel clima ostile alle politiche ESG alimentato dall’amministrazione di Donald Trump. La Casa Bianca ha promosso interventi contro le iniziative climatiche ed ESG adottate dagli Stati, mentre la Securities and Exchange Commission ha proposto di cancellare le regole federali sulle informative climatiche approvate nel 2024.

Come cambiano i report di sostenibilità delle aziende statunitensi

Nonostante la minore esposizione pubblica, si assiste a un rafforzamento di alcuni processi. Il 75% delle società analizzate ha sottoposto almeno una parte dei dati alla verifica di un soggetto esterno, rispetto al 54% del 2022. Aumentano inoltre le aziende che nei propri report di sostenibilità svolgono analisi di doppia materialità e si preparano a utilizzare standard internazionali di rendicontazione. Emergono anche maggiori difficoltà nel rispettare gli impegni assunti. Il 12% delle società dichiara di essere in ritardo su almeno un obiettivo ESG e un altro 12% ne ha modificato o riposizionato almeno uno. Nel 2025 le percentuali erano rispettivamente del 9% e del 2%.

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