ETS e Aiuti di Stato | ESG news

Carbon tax

UE, approvati nuovi aiuti di Stato in Austria e Spagna per compensare le imprese dai costi dell’ETS

La Commissione europea ha approvato nuovi regimi di aiuto presentati da Austria e Spagna per compensare le imprese ad alta intensità energetica dell’aumento dei costi elettrici legati al sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS). La misura punta a ridurre il rischio che le aziende trasferiscano la produzione fuori dall’Unione europea verso Paesi con normative climatiche meno stringenti, fenomeno che rappresenta una minaccia sia per la competitività industriale europea sia per gli obiettivi globali di riduzione delle emissioni.

Il via libera arriva in una fase particolarmente delicata per l’industria europea, stretta tra prezzi energetici elevati, tensioni geopolitiche e crescente pressione competitiva internazionale. Negli ultimi mesi diversi Stati membri hanno chiesto alla Commissione di rivedere alcuni meccanismi dell’ETS per alleggerire il peso economico sui comparti industriali più esposti.

L’ETS, introdotto nel 2005, rappresenta il principale strumento europeo di carbon pricing e impone un costo alle emissioni di CO₂ dei settori più energivori, tra cui produzione elettrica, acciaio, cemento, raffinazione, chimica, carta e aviazione commerciale. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dell’energia registrato negli ultimi anni, inizialmente spinto dalla guerra tra Russia e Ucraina e successivamente aggravato dalle tensioni in Medio Oriente, ha riacceso il dibattito sull’equilibrio tra decarbonizzazione e competitività industriale.

A marzo, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva annunciato l’intenzione di introdurre misure a breve termine per rivedere il funzionamento dell’ETS, mentre una revisione più ampia del sistema è prevista per luglio 2026.

Il nuovo schema approvato per l’Austria prevede rimborsi fino al 75% dei costi indiretti legati all’ETS sostenuti dalle imprese nell’anno precedente. Il pagamento finale sarà effettuato entro il 2030 e gli importi verranno calcolati sulla base di benchmark di efficienza energetica, con l’obiettivo di incentivare il risparmio energetico.

Il regime sarà destinato ai settori considerati sia altamente energivori sia esposti alla concorrenza internazionale, tra cui siderurgia, alluminio, metallurgia, carta e chimica. Le aziende beneficiarie dovranno inoltre dimostrare di investire almeno l’80% degli aiuti ricevuti in misure di efficienza energetica o interventi di decarbonizzazione.

La Commissione europea ha approvato il programma con una dotazione massima pari a 900 milioni di euro.

Anche la Spagna ha ottenuto l’approvazione di una modifica al proprio schema di compensazione già esistente. L’emendamento estende l’accesso agli aiuti a nuovi settori considerati a rischio delocalizzazione e aumenta l’intensità massima del sostegno dal 75% all’80% dei costi indiretti delle emissioni.

La revisione del piano spagnolo riflette la crescente attenzione europea verso i comparti industriali più vulnerabili agli effetti del carbon pricing, soprattutto in un contesto di forte concorrenza globale e transizione energetica accelerata.

Nel motivare la decisione, la Commissione ha sottolienato che “i regimi sono necessari e appropriati per sostenere le imprese ad alta intensità energetica nell’affrontare i maggiori prezzi dell’elettricità ed evitare la delocalizzazione, che sono limitati al minimo necessario e che avranno un impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi commerciali nell’UE”.

Secondo Bruxelles, gli schemi approvati risultano quindi coerenti con la disciplina europea sugli aiuti di Stato e compatibili con gli obiettivi climatici europei, nella misura in cui sostengono la permanenza delle attività industriali nell’UE senza compromettere il percorso di decarbonizzazione e il libero gioco della concorrenza.

Scopri come ESGnews e i suoi partner possono aiutarti.