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Divario di genere

Global Gender Gap Report: ancora 132 anni per colmare il gap, Italia al 63° posto

Nel 2022, in un contesto di diverse crisi, tra cui l’aumento del costo della vita, la pandemia, l’emergenza climatica e i conflitti e gli sfollamenti su larga scala, i progressi verso la parità di genere sono finiti in fase di stallo, e ci vorranno 132 anni per colmare il gap. È quanto emerge dal Global Gender Gap Report pubblicato dal World Economic Forum, secondo cui l’Italia si trova al 63° posto nella classifica degli oltre 140 Paesi presi in esame. 

Dal report emerge che, sebbene negli ultimi decenni un numero maggiore di donne sia entrato a far parte del mondo del lavoro retribuito e, sempre di più, in posizioni di leadership, si sono presentati continui ostacoli: le aspettative della società, le politiche dei datori di lavoro, l’ambiente legale e la disponibilità di infrastrutture di assistenza. Ciò ha continuato a limitare le opportunità di istruzione per le donne e le possibilità di carriera che possono perseguire. 

In questo contesto, si sono aggiunte le conseguenze economiche e sociali della pandemia e dei conflitti geopolitici, che, si sottolinea nel report, hanno bloccato i progressi e peggiorato i risultati per le donne e le ragazze in tutto il mondo – e “rischiano di creare cicatrici permanenti nel mercato del lavoro”. 

Secondo il World Economic Forum, comunque, la base da cui partire per accelerare gli sforzi verso il raggiungimento della parità di genere in futuro è costituita dall’aumento della rappresentanza femminile nella leadership in diversi settori, l’impegno nell’istruzione terziaria in generale e la crescita della presenza femminile nei ruoli professionali e tecnici.

Il report suggerisce un monitoraggio attento e costante del divario di genere come primo passo fondamentale per l’azione collettiva necessaria per creare miglioramenti duraturi e arrestare i rischi di inversione. 

I risultati del Global Gender Gap Report di quest’anno servono ai leader per identificare le aree di azione individuale e collettiva. L’allargamento dei divari di genere legati al lavoro aumenta la necessità di protezione sociale e dei lavoratori, di opportunità di riqualificazione e reintegrazione, di infrastrutture di assistenza rafforzate, di potenziamento della leadership femminile nei settori in cui le donne sono sottorappresentate e di un approccio più proattivo per preparare il terreno alla parità di genere nei settori in crescita del futuro”, si legge nel report. 

Risultati principali

L’Indice globale del divario di genere, dalla sua istituzione nel 2006, valuta lo stato attuale e l’evoluzione della parità di genere in quattro dimensioni chiave: partecipazione economica e opportunità, risultati scolastici, salute e sopravvivenza ed emancipazione politica. 

Fonte: Wolrd Economic Forum, Global Gender gap Index, 2022. 

Nel 2022 l’Indice ha messo a confronto 146 Paesi, fornendo una base per una solida analisi internazionale. Il Global Gender Gap Index misura i punteggi su una scala da 0 a 100 e i punteggi possono essere interpretati come la distanza percorsa verso la parità (ovvero la percentuale del divario di genere che è stata colmata). I confronti tra Paesi mirano a sostenere l’identificazione delle politiche più efficaci per colmare i divari di genere.

Dai risultati principali emersi nel 2022, il divario globale tra i sessi è stato colmato del 68,1%. Pertanto, al ritmo attuale, ci vorranno 132 anni per raggiungere la piena parità. Pur rappresentando un miglioramento di quattro anni rispetto alla stima del 2021 (136 anni alla parità), la tendenza negativa iniziata nel 2020 non è stata recuperata: secondo il trend precedente al 2020, infatti, il divario tra i sessi si sarebbe dovuto colmare entro 100 anni.

Sul piano della salute e della sopravvivenza, nei 146 Paesi considerati dall’indice nel 2022 il divario di genere si è ridotto del 95,8%il livello di istruzione del 94,4%la partecipazione economica e le opportunità del 60,3% e l’emancipazione politica del 22%.

Sebbene secondo il Gender Gap Index abbia rilevato che nessun Paese ha ancora raggiunto la piena parità di genere, le prime 10 economie hanno colmato almeno l’80% dei loro divari, con l’Islanda (90,8%) in testa alla classifica globale.  Altri Paesi scandinavi come la Finlandia (86%, al secondo posto), la Norvegia (84,5%, al terzo posto) e la Svezia (82,2%, al quinto posto) figurano nella top 5, con altri Paesi europei come l’Irlanda (80,4%) e la Germania (80,1%) rispettivamente in nona e decima posizione.

In base ai risultati dell’analisi, se si guardano i sottoindici, il tasso di progresso peggiora: ci vorranno 155 anni per colmare il divario di genere nell’emancipazione politica151 anni per il divario nella partecipazione economica e nelle opportunità e 22 anni per il divario di genere nel livello di istruzione. Per quanto riguarda il tempo necessario per colmare il divario di genere in materia di salute e sopravvivenza esso rimane addirittura indefinito, dal momento che i progressi verso la parità sono in fase di stallo.

Confrontando i risultati di quest’anno con quelli dell’anno scorso, il World Economic Forum evidenzia che il punteggio complessivo della parità di genere è salito dal 67,9% al 68,1%. Anche il sottoindice legato alla partecipazione economica e all’opportunità è aumentato (dal 58,7% al 60,3%), così come il sottoindice riferito alla salute e alla sopravvivenza (dal 95,7% al 95,8%). 

Copertura e risultati dei Paesi

Al fine di garantire una rappresentazione globale del divario di genere, il World Economic Forum ha coperto il maggior numero possibile di economie, ovvero quelle che riportano i dati relativi ad almeno 12 dei 14 indicatori che compongono l’indice. 

Tra i 146 Paesi inclusi quest’anno, un insieme costante di 102 Paesi è stato coperto in tutte le edizioni a partire da quella inaugurale del 2006 e sono anche quelli su cui è possibile fare confronti nel tempo.

Secondo l’analisi, i progressi verso l’eliminazione del divario di genere si sono arrestati nella maggior parte dei Paesi: solo 30 delle 146 economie prese in considerazione sia in questa edizione che in quella precedente hanno registrato progressi per almeno un punto percentuale, mentre 57 Paesi hanno visto miglioramenti solo marginali. Inoltre, 46 Paesi hanno registrato addirittura un calo (sebbene marginale, ovvero inferiore a 1 punto percentuale).

Risultati e tempi di raggiungimento della parità in Europa

Secondo i dati del Global Gender Gap Index, l’Europa ha colmato il 76,6% del suo divario, posizionandosi al secondo posto subito dopo gli Stati Uniti (76,9%). Secondo le stime del World Economic Forum, la regione ha un’attesa di 60 anni per colmare il divario, meno della metà degli anni necessari a livello globale, principalmente grazie ai risultati di Paesi come l’Islanda, la Finlandia e la Norvegia che occupano i primi posti nel mondo e nel Vecchio Continente.

L’Italia

In questo contesto, l’Italia si trova al 63° posto, con uno score pari a 0,720 su 1. Il sottoindicatore rispetto al quale il nostro Paese è particolarmente carente è l’emancipazione politica (con uno score di 0,319), principalmente perché rispetto alla voce “anni in cui una donna ha guidato il Paese” il punteggio è 0. L’altro sottoindicatore rispetto al quale l’Italia potrebbe fare diversi progressi è la partecipazione economica e l’opportunità (con uno score pari a 0,603), dal momento che ancora rispetto alla parità salariale il divario è lungi dall’essere colmato (score di 0,567).

Fonte: Wolrd Economic Forum, Global Gender gap Index, 2022. 
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