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Tassonomia verde

Inclusione gas e nucleare: Greenpeace trascina in tribunale la Commissione UE

Greenpeace porterà la Commissione europea davanti alla Corte di giustizia europea per l’inclusione del gas fossile e dell’energia nucleare nell’elenco degli investimenti sostenibili dell’UE, la tassonomia. La mossa arriva mentre la Commissione ha respinto una richiesta formale avanzata da Greenpeace a settembre di abbandonare il greenwashing del gas fossile e dell’energia nucleare.

Nel settembre 2022, otto organizzazioni che fanno capo Greenpeace in Germania, Francia, Spagna, Italia, Belgio, Lussemburgo, Europa centrale e orientale e l’Unità europea di Greenpeace hanno inviato una richiesta formale di revisione interna alla Commissione. La richiesta sosteneva che l’inclusione di gas e nucleare nella tassonomia viola il regolamento sulla tassonomia, la legge europea sul clima e gli obblighi dell’UE nell’ambito dell’accordo sul clima di Parigi del 2015.

Il 9 febbraio 2023 la Commissione ha risposto, respingendo la richiesta di Greenpeace di ritirare gas e nucleare dalla tassonomia. Di conseguenza, Greenpeace ha deciso di presentare una causa alla Corte di giustizia europea, nell’aprile 2023. Anche il governo austriaco sta facendo causa alla Commissione per lo stesso motivo.

Le accuse

Secondo Greenpeace, per quanto riguarda il gas fossile i punti critici della posizione della Commissione sono:

  • La Commissione ha fissato una soglia per le emissioni di carbonio derivanti dalla produzione di energia elettrica da gas fossile pari a 270 grammi di CO2 equivalente per chilowattora. Questa soglia, secondo Greenpeace, non è conforme alla legislazione europea vigente. Infatti, il Regolamento sulla tassonomia, la Legge sul clima dell’UE e l’Accordo di Parigi del 2015 consentono di non superare i 100 grammi di CO2 equivalente per chilowattora;
  • Gli investimenti in nuovi impianti di produzione di energia elettrica da gas fossili non possono essere considerati “transitori”, come richiesto dal Regolamento sulla tassazione, perché tali impianti potrebbero rimanere in funzione oltre la scadenza del 2050 fissata dall’UE per realizzare la transizione energetica. Ciò, sottolinea Greenpeace, è in contrasto anche con la Legge sul clima dell’UE;
  • La Commissione sostiene erroneamente che l’inclusione del gas nella tassonomia è ammissibile perché non esistono “alternative tecnologicamente ed economicamente fattibili a basse emissioni di carbonio”, ma tali alternative esistono, come l’energia eolica e solare;
  • L’inclusione del gas fossile nella tassonomia crea un vantaggio competitivo per il gas e quindi ostacolerà gli obiettivi giuridicamente vincolanti dell’UE di transizione dai combustibili fossili.

Per quanto riguarda il nucleare, invece:

  • Secondo Greenpeace, l’energia nucleare non è conforme al principio “Non arrecare danni significativi” del regolamento sulla tassonomia. Le emissioni del ciclo di vita dell’energia nucleare, l’estrazione dell’uranio, l’elevato utilizzo di acqua, lo scarico di acque calde e la produzione su larga scala di rifiuti radioattivi violano questo principio. La produzione di energia nucleare compromette quindi diversi altri obiettivi del regolamento sulla tassonomia;
  • La Commissione presume “erroneamente” che l’energia nucleare sia un’attività abilitante per la transizione energetica, mentre in realtà porta alla riduzione delle energie rinnovabili;
  • La Commissione considera “erroneamente” l’energia nucleare come un’attività di mitigazione del clima, cioè un’attività che aiuta l’UE a raggiungere i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni. In realtà, sostiene Greenpeace, gli investimenti nell’energia nucleare richiedono così tanto tempo per entrare in funzione che ritarderebbero l’eliminazione graduale delle centrali a carbone e ostacolerebbero lo sviluppo delle energie rinnovabili,
  • L’energia nucleare, inoltre, non è una tecnologia di adattamento al clima, cioè in grado di resistere all’aumento del rischio di eventi avversi causati dalla crisi climatica. L’energia nucleare è infatti fortemente influenzata da eventi climatici avversi, come ondate di calore e siccità;
  • Infine, secondo Greenpeace la Commissione ha ignorato la possibilità che una centrale nucleare possa essere soggetta ad attacchi terroristici o militari e che questi eventi possano essere fonte di gravi incidenti e del relativo inquinamento.