La Commissione europea riformula la strategia sul riscaldamento domestico: niente più divieto di vendita delle caldaie a gas nel 2029, ma stop agli incentivi dal 2025 per orientare il mercato verso soluzioni più sostenibili.
Un significativo cambio di rotta normativo da parte della Commissione europea sta ridefinendo il mercato del riscaldamento in Europa: sebbene il temuto divieto di commercializzazione delle caldaie a gas tradizionali, previsto inizialmente per il 2029, sia stato completamente ritirato, i consumatori e gli investitori devono prepararsi alla rapida eliminazione degli incentivi finanziari per l’acquisto di questi dispositivi.
La Commissione ha infatti avviato una consultazione su una nuova proposta di revisione del regolamento 813/2013/Ue sull’Ecodesign. Questa bozza attuale ha eliminato ogni riferimento a una messa al bando totale delle caldaie tradizionali, smentendo la versione preliminare circolata nella primavera del 2023 che stabiliva un divieto di commercializzazione a partire dal 2029.
Nonostante questo allentamento regolamentare, l’obiettivo strategico a lungo termine rimane invariato: eliminare le caldaie alimentate da combustibili fossili entro il 2040, come stabilito dalla direttiva Epbd (Energy Performance of Buildings Directive), comunemente chiamata direttiva sulle «case green».
Quello che cambia, dunque, è il metodo per raggiungere tale obiettivo, non sarà più un vincolo normativo stretto, ma verrà perseguito attraverso politiche nazionali e, soprattutto, attraverso la leva degli incentivi.
Il punto finanziariamente più rilevante è che, se le caldaie a gas potranno ancora essere vendute e immesse sul mercato, esse non saranno più sostenute da sussidi all’acquisto. La direttiva Epbd infatti introduce un vincolo che, a partire dal 2025, impedirà agli Stati membri di prevedere misure di incentivo per l’acquisto delle moderne caldaie. Di conseguenza, la direzione degli incentivi si sposterà, concentrandosi sulla dismissione degli impianti più datati piuttosto che sul sostegno all’acquisto di nuove unità.
La procedura legislativa è in corso e la consultazione pubblica si concluderà il 26 dicembre. A partire da quella data la Commissione europea consulterà i paesi membri sulle bozze definitive e sui commenti ricevuti. I regolamenti finali saranno adottati e pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, a meno che il Parlamento europeo e il Consiglio non sollevino obiezioni durante la fase di esame.
