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Cassa Depositi e Prestiti

CDP, il risparmio degli italiani e le dinamiche demografiche del Paese

Per decenni il risparmio delle famiglie italiane è stato considerato uno dei principali punti di forza del Paese. Oggi però quella ricchezza diffusa sta cambiando natura, composizione e funzione economica. È il quadro emerso dalla presentazione del volume “Famiglie e risparmio. Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani”, realizzato da Cassa Depositi e Prestiti per celebrare i 175 anni dell’istituzione, i 100 anni del buono postale e i 150 anni del libretto postale. Il libro raccoglie contributi di economisti, accademici e rappresentanti delle istituzioni per analizzare l’evoluzione del risparmio italiano tra trasformazioni demografiche, innovazione e nuovi comportamenti finanziari delle famiglie.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini, che ha spiegato il senso dell’iniziativa: “il risparmio non è statico. Il risparmio si evolve a seconda di chi lo utilizza e di chi lo produce”. Una trasformazione che riguarda famiglie, imprese e territori e che cambia anche nel tempo, “a seconda dell’età delle persone” e delle diverse fasi economiche del ciclo di vita delle imprese.

Il risparmio è l’aggregato chiave per conseguire una migliore allocazione intertemporale del consumo, ma soprattutto è uno dei principali motori per la crescita e lo sviluppo in un di un Paese, perché consente il finanziamento degli investimenti.

Negli ultimi quarant’anni il tasso di risparmio delle famiglie italiane si è ridotto, come ha ricordato Luigi Guiso, coordinatore scientifico del volume e docente presso l’EIEF. Ma il libro ribalta una convinzione diffusa: il problema non sarebbe la scarsità di risparmio a frenare la crescita, bensì il contrario.

In particolare, il tema demografico attraversa gran parte delle riflessioni emerse durante la presentazione. Il direttore dell’Istituto Einaudi per l’Economia e la Finanza (EIEF) ha ricordato che il 2026 sarà “il dodicesimo anno consecutivo di calo della popolazione italiana”, mentre l’amministratore delegato di CDP, Dario Scannapieco, ha sottolineato il record negativo delle nascite: “quest’anno abbiamo avuto 350mila nuovi nati, il minimo storico da quando si misura la natalità in Italia”.

Uno dei nodi centrali emersi dal confronto riguarda lacomposizione del risparmio italiano. Oggi una quota rilevante della ricchezza delle famiglie restaimmobilizzata nella liquidità o in strumenti a basso rendimento.

Per gli autori del volume, la questione non è tanto aumentare il risparmio quanto orientarlo meglio. “Il tipo di risparmio che serve per crescere è sostanzialmente l’investimento in equity“, ha spiegato Luigi Guiso, curatore del libro. In Italia la quota investita sull’equity è molto bassa. Per rivitalizzare la crescita dal lato del risparmio è necessario cambiarne la composizione: traghettare il risparmio dalla liquidità verso il mercato azionario.

Una sfida, quest’ultima, che però non può essere affrontata soltanto a livello nazionale. “Il gap rilevante non è quello tra Italia e Francia o Germania”, ha aggiunto Guiso, “ma quello tra Europa e Stati Uniti, e tra Europa e Cina”. Da qui la necessità di una strategia europea capace di mobilitare il risparmio verso innovazione, venture capital e crescita industriale.

Anche Ignazio Visco, Governatore onorario della Banca d’Italia, ha insistito sul legame tra investimenti, produttività e crescita economica. “Essenziale fare investimenti, perché gli investimenti generano crescita e dalla crescita si genera il risparmio”, ha affermato. Il nesso di causalità, secondo gli autori del volume, muove dalla crescita al risparmio e non viceversa. A questo si aggiunge il tema dimensionale del sistema produttivo.

Il volume dedica ampio spazio anche ai cambiamenti sociali e culturali che incidono sulle decisioni finanziarie delle famiglie. Tra i contributi più innovativi c’è quello sulle dinamiche di genere illustrato l’economista Laura Zaccaria, che mostra come la crescente partecipazione femminile alle decisioni economiche abbia modificato il comportamento finanziario delle famiglie italiane.

“Nel 1990 la persona a capo delle decisioni finanziarie era nella quasi totalità dei casi il maschio”, ha spiegato Zaccaria. Negli ultimi anni questo processo si è completamente invertito e nelle ultime coorti si è arrivati sostanzialmente alla parità di genere. Un cambiamento che ha prodotto effetti inattesi se si considera il mito della maggiore avversione al rischio femminile. “Nelle famiglie in cui c’è più coinvolgimento delle donne nelle decisioni finanziarie, c’è maggiore partecipazioni ai mercati finanziari, portafogli più diversificati e anche rendimenti più alti”.

Secondo Zaccaria, il motivo è che la maggiore parità trasforma il processo decisionale “da individuale a collegiale”. E come accade nelle imprese o nelle istituzioni, “decisioni prese da un gruppo di individui sono tipicamente più informate, più ragionate e attingono a fonti di informazione differenziate”.

Il libro affronta inoltre il rapporto tra risparmio privato, politiche pubbliche e coesione sociale. Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato, ha ricordato che “le politiche pubbliche, anche quelle disegnate nel modo migliore, non possono nulla senza un cambio di percezione collettivo“. Il risparmio viene così descritto non solo come scelta economica individuale, ma come atto con una valenza sociale più ampia.

“Essere agenti del cambiamento può voler dire rinunciare a qualcosa ed essere coraggiosi nel farlo”, ha osservato Perrotta, richiamando la necessità di coniugare “risparmio paziente” e investimenti orientati al lungo periodo e destinati alla crescita economica e all’innovazione, comprese le start-up.

Nelle conclusioni dell’incontro è emersa con forza l’idea che il risparmio resti una risorsa cruciale per il futuro del Paese, ma che debba essere ripensato alla luce delle grandi trasformazioni in corso: invecchiamento della popolazione, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e transizione energetica.

Il volume promosso da CDP prova dunque a leggere il risparmio non come una fotografia statica del passato, ma come uno strumento dinamico attraverso cui interpretare le trasformazioni economiche e sociali dell’Italia contemporanea.

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