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Energia

Cattaneo (Enel): la chiusura delle centrali a carbone va valutata alla luce della sicurezza energetica

“La scelta di precedenti governi per l’anticipazione della chiusura delle centrali a carbone potrebbe essere oggetto, oggi, di una valutazione di sistema legata anche a condizioni oggettive di sicurezza energetica, diverse da quando è stata presa tale decisione. Bisogna infatti considerare che siamo in un Paese in cui aumentano i consumi energetici ma che, già il prossimo anno, avremo una riduzione importante di disponibilità di generazione”. Questo è quanto è emerso dalle riflessioni di Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel, che ha posto il confronto della situazione energetica italiana e delle iniziative da parte del Governo nell’adozione di scelte più sostenibili nel corso di un dibattito moderato da Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, al quale ha partecipato anche Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni. I due manager hanno concordato che bisogna tenere concretamente in considerazione i costi della transizione energetica nella valutazione di soluzioni come il nucleare, che garantisce continuità nella fornitura, in confronto alle fonti rinnovabili per la loro natura intermittente, o come il carbone, che richiede una riflessione effettiva nel processo di chiusura che il Paese sta attuando.

È infatti chiaro come la sicurezza energetica sia diventata un tema urgente, a partire dalle diverse opzioni strategiche che sono state discusse e che portano dibattiti accesi dal punto di vista degli impatti ambientali e economici, come nel caso del nucleare e del carbone quali fonti energetiche che risultano ancora impattanti o controverse, che tuttavia permettono di allargare le alternative dell’Italia nella fornitura di energia.

La riflessione posta da Cattaneo si focalizza sulla chiusura di due centrali a carbone entro il 2025, che a detta del manager risultano essere impianti perfettamente funzionanti e che durante la crisi del gas hanno attenuato le difficoltà. Perciò non si tratta “di voler tornare a produrre con il carbone, naturalmente, ma di fare una valutazione a livello di sistema sulla sicurezza energetica: queste centrali potrebbero ancora servire come backup in caso di necessità” ha ribadito l’ad di Enel, che si attiene alle decisioni del Governo e non ha intenzione di rinunciare alle rinnovabili come soluzioni energetiche, in quanto “la produzione a zero emissioni a livello di gruppo ha raggiunto l’84% del totale”, sottolineando il costante impegno di Enel nell’applicazione di offerte energetiche green.

Claudio Descalzi mette invece il focus sul giusto “mix energetico”, dove energie rinnovabili e combustibili fossili convivono. Infatti “più ci sono rinnovabili, più si ha bisogno di costanza e flessibilità. Il nucleare dà la costanza, il gas e il carbone danno la flessibilità, perché possono essere chiusi e aperti velocemente in funzione del quantitativo di rinnovabili che impongono dei costi”. Sottolinea, come Cattaneo, la necessità di essere concreti e di elencare i costi e i benefici di tutte le soluzioni.

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