Eurosif accoglie positivamente la bozza del Parlamento europeo sulla revisione della SFDR, ma sottolinea la necessità di ulteriori modifiche per rafforzare il quadro normativo, evitare il rischio di greenwashing e garantire criteri più chiari e applicabili alle diverse classi di attività.
Eurosif accoglie con favore la bozza di relazione presentata dal Parlamento europeo sulla revisione del Regolamento SFDR, ma avverte che saranno necessari ulteriori interventi per evitare lacune normative e rafforzare la credibilità del quadro sugli investimenti sostenibili.
Il documento del PE, curato dall’eurodeputato Gerben-Jan Gerbrandy, rappresenta un passaggio chiave nel processo di revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation che ha l’obiettivo di superare la confusione generata dall’uso degli Articoli 8 e 9 come etichette di sostenibilità. La riforma punta a semplificare la classificazione dei prodotti finanziari, migliorando la trasparenza per gli investitori e riducendo al tempo stesso gli oneri di conformità per gli operatori di mercato. Secondo Eurosif, la proposta offre una base solida per il negoziato, pur richiedendo aggiustamenti per garantire efficacia e applicabilità.
Indice
Le modifiche al regolamento SFDR proposte dal Parlamento
Il fulcro della proposta parlamentare risiede nell’introduzione di tre categorie di prodotti finanziari denominate Sustainable, Transition ed ESG Basics. Per ciascuna di queste categorie diventerebbero obbligatorie le informative sui Principal Adverse Impact, ovvero i principali impatti negativi sui fattori di sostenibilità, insieme alla rendicontazione delle strategie di engagement adottate, secondo il principio del comply-or-explain. Una novità significativa riguarda la categoria ESG Basics, per la quale viene proposto l’obbligo di escludere almeno il 20% degli investimenti che presentano i rating di sostenibilità più bassi all’interno dell’universo di investimento o del benchmark di riferimento.
Inoltre, per tutelare gli investitori al dettaglio, i prodotti che non rientrano in nessuna categoria ma che dichiarano di integrare fattori di sostenibilità dovranno obbligatoriamente esporre un disclaimer che specifichi la mancata conformità agli standard europei per i prodotti sostenibili. La bozza prevede anche l’eliminazione della disposizione safe harbour per i prodotti che replicano indici di transizione climatica o allineati a Parigi, con l’obiettivo di garantire una competizione equa tra tutti gli operatori.
La bozza sarà presentata alla commissione per gli affari economici e monetari (ECON) del Parlamento a giugno mentre la votazione sulle proposte è prevista per metà luglio.
Le analisi e le richieste correttive di Eurosif
Pur sostenendo l’impianto generale della riforma, Eurosif evidenzia diverse criticità che, se non affrontate, rischiano di indebolire il quadro normativo.
Tra i principali punti di attenzione emerge l’esigenza di adattare criteri e soglie alle diverse classi di attività, incluse asset class meno standardizzate come private markets, real estate ed esposizioni sovrane. Senza questo adeguamento, secondo Eurosif, il rischio è quello di creare un sistema poco applicabile nella pratica. Un’altra criticità rilevata riguarda l’assenza del principio di “non arrecare danni significativi” nella categoria sostenibile, insieme alla mancanza di garanzie minime in ambito sociale e di governance per tutte le categorie. Questi elementi, secondo l’associazione, sono fondamentali per evitare dichiarazioni fuorvianti e rafforzare i processi di due diligence degli investitori.
Eurosif insiste inoltre sulla necessità di mantenere, seppur in forma semplificata, le informative a livello di entità. La pubblicazione di sintesi sulle politiche di due diligence e sulla distribuzione degli asset tra le diverse categorie è ritenuta essenziale per consentire agli investitori di valutare la coerenza tra i singoli prodotti e l’approccio complessivo delle società di gestione.
“Questa bozza fornisce una solida base di discussione, preservando l’architettura centrale della proposta della Commissione e apportando al contempo miglioramenti significativi. Sono ancora necessari alcuni ulteriori aggiustamenti affinché il quadro SFDR sia efficace e utilizzabile, come ad esempio adattare i criteri e le soglie alle diverse classi di attività, quali attività private, immobili e strumenti sovrani”, ha dichiarato Nathalie Dogniez, presidente di Eurosif.
L’associazione si è detta pronta a collaborare con il relatore Gerben-Jan Gerbrandy per arrivare a una versione finale della riforma capace di rafforzare gli investimenti sostenibili e prevenire il greenwashing, in linea con gli obiettivi dell’Unione del risparmio e degli investimenti.
