Il Forum sulla Finanza Sostenibile rende nota la sua posizione sulla riforma del regolamento europeo: apprezza la semplificazione proposta dalla Commissione, ma restano nodi aperti su disclosure e investimenti sostenibili.
Il Forum per la Finanza Sostenibile ha pubblicato il proprio posizionamento sulla proposta della Commissione europea di revisione della SFDR, accogliendo positivamente nel complesso l’approccio adottato da Bruxelles ma evidenziando la necessità di preservare alcuni elementi chiave del quadro normativo, tra cui il principio DNSH (Do No Significant Harm) e gli indicatori PAI (Principal Adverse Impacts).
“Nel complesso accogliamo con favore l’approccio proposto dalla Commissione europea: l’introduzione delle categorie di investimento sostenibile, i nuovi criteri quantitativi, così come i nuovi criteri di esclusione chiari per le imprese coinvolte in nuove attività legate ai combustibili fossili e prive di piani di uscita dal carbone”, ha dichiarato Massimo Giusti, Presidente del Forum per la Finanza Sostenibile. “Il principio del DNSH e gli indicatori PAI sono strumenti fondamentali per garantire un approccio integrato alla sostenibilità: ci auguriamo che il loro spirito possa essere mantenuto. L’impegno del Forum sulla riforma di SFDR continua, con l’obiettivo di portare in Europa la voce degli investitori sostenibili italiani”.
Il documento punta a contribuire al confronto sulla riforma del regolamento europeo che disciplina la trasparenza ESG dei prodotti finanziari. Secondo il Forum, la revisione rappresenta un passaggio cruciale per il futuro della finanza sostenibile in Europa e introduce elementi innovativi che potrebbero rafforzare la credibilità dell’SFDR, pur lasciando aperti alcuni aspetti che richiedono ulteriore attenzione.
La proposta della Commissione si fonda su due direttrici principali: la semplificazione degli obblighi di disclosure e l’introduzione di un sistema europeo di categorizzazione dei prodotti finanziari ESG.
Tra gli elementi accolti favorevolmente dal FFS figura l’esclusione della gestione di portafogli dal perimetro della SFDR, considerata coerente con la natura di servizio della gestione patrimoniale e non di prodotto finanziario. L’associazione sottolinea tuttavia l’importanza di garantire che i gestori possano continuare a offrire mandati coerenti con le preferenze ESG dei clienti attraverso criteri chiari, verificabili e trasparenti. In questo contesto, viene indicata anche la possibilità di introdurre un meccanismo volontario di opt-in per consentire agli operatori di aderire comunque agli obblighi SFDR.
Uno dei punti più delicati riguarda la proposta della Commissione di eliminare la definizione di “investimento sostenibile” prevista dall’articolo 2(17) e il principio DNSH, sostituendoli con il concetto di “sustainability-related financial product” e con un sistema minimo di esclusioni più rigoroso.
Secondo il Forum, nonostante le difficoltà interpretative emerse negli anni, la definizione di investimento sostenibile ha rappresentato uno degli elementi più innovativi dell’SFDR, contribuendo a promuovere approcci più rigorosi da parte degli investitori. La sua eliminazione rischierebbe quindi di indebolire le pratiche esistenti e di essere percepita come un arretramento rispetto agli obiettivi originari del regolamento europeo. Il FFS propone inoltre di introdurre definizioni più chiare dei concetti di “impatto” e “transizione” per rafforzare la coerenza del nuovo framework normativo.
L’associazione valuta invece positivamente l’introduzione di tre categorie armonizzate di prodotti finanziari sostenibili e dei relativi criteri minimi, apprezzando in particolare il concetto di “safe harbour”, i criteri di esclusione per le aziende coinvolte nell’espansione dei combustibili fossili e per quelle prive di piani di uscita dal carbone, oltre al regime previsto per gli strumenti “use-of-proceeds”.
Sul fronte della disclosure, il Forum esprime invece preoccupazione per la proposta di eliminare gli obblighi informativi relativi ai PAI a livello aziendale e alle politiche di remunerazione collegate all’integrazione dei rischi di sostenibilità. Pur riconoscendo la necessità di semplificare il sistema, ad esempio riducendo il numero di indicatori PAI, il FFS considera l’informativa aziendale uno strumento essenziale per garantire trasparenza e responsabilità lungo tutto il percorso ESG delle organizzazioni.
Favorevole anche il giudizio sulle nuove regole relative alle comunicazioni di marketing e all’utilizzo di termini legati alla sostenibilità nei nomi dei fondi, considerate utili per ridurre il rischio di greenwashing. Il Forum ritiene tuttavia che alcuni termini debbano essere riservati esclusivamente a specifiche categorie di prodotti sostenibili.
