Il Regno Unito pubblica i Sustainability Reporting Standards definitivi.

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Reporting climatico, Londra fa marcia indietro sull’obbligo per le quotate

La Financial Conduct Authority (FCA) britannica ha deciso di non rendere obbligatoria per le società quotate l’adozione dei nuovi standard di reporting climatico, scegliendo di mantenere un approccio basato sul principio “comply or explain”. La decisione arriva dopo le preoccupazioni espresse dalle imprese sui costi di adeguamento e sul possibile impatto sulla competitività del Regno Unito come piazza finanziaria.

La nuova disciplina entrerà comunque in vigore dal 1° gennaio 2027 e allineerà il reporting delle società quotate ai nuovi UK Sustainability Reporting Standards, sviluppati sulla base degli standard internazionali dell’International Sustainability Standards Board. La differenza rispetto alla proposta iniziale della FCA riguarda soprattutto il grado di obbligatorietà: le aziende potranno scegliere di non fornire determinate informazioni, ma dovranno spiegare le ragioni della scelta.

La proposta iniziale, presentata a gennaio, prevedeva invece un passaggio più deciso verso la rendicontazione obbligatoria dei rischi e delle opportunità finanziariamente rilevanti legati al clima, degli obiettivi climatici e degli effetti che il cambiamento climatico può avere sulle attività aziendali.

La scelta della FCA si basa anche sull’evidenza che una larga parte delle società quotate già fornisce informazioni climatiche. Nella revisione dei bilanci 2025 delle società FTSE 350, il regolatore aveva rilevato che il 92% aveva scelto di comunicare i propri rischi climatici. Il dato suggerisce che una parte significativa del mercato sta già adottando volontariamente pratiche di disclosure, anche senza un obbligo generalizzato. Il ripensamento dell’autorità britannica si inserisce, inoltre, in un più ampio confronto internazionale sul peso della regolamentazione ESG. Le imprese hanno segnalato alla FCA soprattutto i costi associati alla produzione delle nuove informazioni e il rischio che requisiti più stringenti rendano meno competitivo il mercato britannico rispetto ad altre piazze finanziarie. La scelta arriva mentre anche altri grandi sistemi regolatori stanno rivedendo tempi e portata delle proprie norme sulla rendicontazione di sostenibilità.

Resta però aperto il tema della comparabilità delle informazioni. Un sistema basato sulla scelta delle imprese può rendere più difficile confrontare tra loro società e strategie climatiche, soprattutto se nel tempo diminuisse il livello di adesione volontaria. È uno dei nodi sollevati dagli operatori del mercato: meno obblighi possono ridurre gli oneri per le aziende, ma anche la quantità e l’uniformità dei dati disponibili per investitori e finanziatori.

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