Il regolatore dei mercati brasiliani ha modificato le regole sulla rendicontazione di sostenibilità, cancellando l’obbligo previsto per le società quotate. Resta però un sistema basato sulla trasparenza verso gli investitori.
Il Brasile cambia approccio sulla rendicontazione di sostenibilità delle società quotate. La Comissão de Valores Mobiliários (CVM), l’autorità che vigila sui mercati finanziari del Paese, ha deciso di eliminare l’obbligo di reporting ESG che sarebbe dovuto entrare in vigore il prossimo anno sulla base dei dati 2026, sostituendolo con un sistema volontario basato sul principio del “comply or explain”.
La scelta rappresenta una significativa revisione del percorso regolamentare avviato nel 2023, quando il Brasile aveva annunciato l’introduzione degli obblighi di rendicontazione climatica e di sostenibilità allineati agli standard internazionali sviluppati dall’International Sustainability Standards Board (ISSB). Le società quotate non saranno quindi più tenute a pubblicare necessariamente queste informazioni.
Il nuovo modello mantiene però al centro la trasparenza nei confronti degli investitori. Le aziende che sceglieranno di non pubblicare un report di sostenibilità saranno infatti chiamate a motivare pubblicamente la decisione, spiegandone le ragioni contestualmente alla diffusione dei bilanci annuali. In questo modo il regolatore punta a preservare la disponibilità di informazioni rilevanti per il mercato senza imporre un obbligo generalizzato.
Per le società che decideranno di procedere con la rendicontazione ESG restano validi i riferimenti agli standard nazionali elaborati dal Comitato brasiliano per i pronunciamenti sulla sostenibilità, costruiti sulla base dei principi ISSB relativi sia alle informazioni generali sulla sostenibilità sia alle disclosure climatiche. L’obiettivo è garantire uniformità e comparabilità dei dati pubblicati dalle imprese che scelgono di aderire al sistema.
Le nuove disposizioni introducono inoltre un elemento di continuità. Una volta avviata la pubblicazione dei report, le aziende dovranno mantenere l’impegno per almeno tre anni consecutivi. Diversamente anche l’eventuale decisione di interrompere la rendicontazione dovrà essere comunicata preventivamente al mercato, evitando cambiamenti improvvisi che potrebbero compromettere la leggibilità delle informazioni per investitori e stakeholder.
La decisione del Brasile si inserisce in una fase di evoluzione globale delle normative ESG, caratterizzata da un confronto sempre più acceso tra esigenze di standardizzazione delle informazioni e richieste di semplificazione regolamentare.
