L’Unione Europea mette il freno definitivamente sulla legge anti-deforestazione. Consiglio e Parlamento hanno trovato un accordo per rinviare di un anno l’entrata in vigore dell’EUDR e alleggerire gli obblighi di tracciabilità che stavano mandando in allarme intere filiere, dal cacao al legno. La revisione mirata, definita “tecnica” ma dagli effetti molto concreti, punta a evitare un crash del sistema informatico e a dare respiro soprattutto alle piccole imprese, senza però toccare gli obiettivi ambientali della normativa.
“Il cuore del regolamento UE sulla deforestazione rimane intatto. Proteggiamo le foreste che affrontano un reale rischio di deforestazione, evitando al contempo obblighi inutili in aree dove tale rischio non esiste. Questo accordo tiene seriamente conto delle preoccupazioni di agricoltori, silvicoltori e imprese e garantisce che il regolamento possa essere attuato in modo pratico e funzionale” ha dichiarato la relatrice del Parlamento Christine Schneider (PPE, DE).
L’accordo politico verrà ora formalmente approvato da Consiglio e Parlamento. Una volta adottato, sostituirà l’attuale EUDR e stabilirà nuovi tempi e modalità per l’applicazione delle regole.
Indice
Perché una revisione della Eudr?
Negli ultimi mesi diversi Stati membri, imprese e attori della filiera hanno espresso preoccupazioni riguardo alla capacità di adattarsi in tempo utile alle nuove norme. A pesare maggiormente sono stati problemi tecnici legati al nuovo sistema informatico dell’Unione, la difficoltà per le imprese, soprattutto le più piccole, nel soddisfare gli obblighi di due diligence e i dubbi sulla capacità delle amministrazioni nazionali di implementare e controllare efficacemente le nuove procedure.
In risposta, la Commissione aveva quindi proposto una revisione mirata volta a eliminare complessità superflue senza indebolire gli obiettivi iniziali del regolamento.
Le principali novità della revisione della direttiva anti-deforestazione
Applicazione posticipata a fine 2026
Le nuove norme non saranno più operative dal 30 dicembre 2025, come previsto dopo la prima proroga, ma dal:
- 30 dicembre 2026 per grandi imprese e commercianti;
- 30 giugno 2027 per micro e piccole imprese, che avranno dunque ulteriori sei mesi di tempo.
Il “periodo di grazia” proposto dalla Commissione per le imprese medio-grandi è stato eliminato. Consiglio e Parlamento hanno dunque optato per un rinvio uniforme per tutti gli operatori che beneficiano ora di una proroga chiara e uniforme.
Questo tempo aggiuntivo, rende noto il parlamento UE in una nota, “è pensato per assicurare una transizione graduale e per consentire miglioramenti al sistema informatico che operatori, commercianti e loro rappresentanti utilizzeranno per inviare elettronicamente le dichiarazioni di due diligence.
Due diligence semplificata
La responsabilità di presentare la dichiarazione di due diligence ricade solo sulle aziende che per prime immettono un prodotto sul mercato UE. Gli operatori successivi nella catena non dovranno più trasmettere a loro volta la dichiarazione, ma solo conservare il numero di riferimento fornito dal primo operatore.
I micro e piccoli operatori primari dovranno presentare una dichiarazione semplificata una tantum a cui sarà associato un codice identificativo che basterà ai fini della tracciabilità.
È stato inoltre stabilito che entro il 30 aprile 2026, la Commissione dovrà presentare una relazione per valutare l’impatto e l’onere amministrativo della legge, in particolare per micro e piccoli operatori.
Monitoraggio e miglioramento del sistema informatico
Poiché il sistema informativo dell’UE è essenziale per il funzionamento dell’EUDR, gli Stati membri avranno l’obbligo di segnalare alla Commissione eventuali malfunzionamenti significativi, così da permettere interventi tempestivi.
Scambio costante con esperti e stakeholder
L’implementazione dell’EUDR continuerà a essere seguita attraverso il gruppo di esperti della Commissione dedicato alla protezione e al ripristino delle foreste globali, garantendo il coinvolgimento di imprese, ONG e autorità nazionali.
“Entrambe le istituzioni” si legge in una nota del Consiglio “hanno sottolineato l’importanza di garantire un continuo scambio con esperti, stakeholder e tutti gli operatori rilevanti sull’attuazione dell’EUDR. Questo dovrà avvenire nell’ambito della piattaforma multi-stakeholder del gruppo di esperti della Commissione per la protezione e il ripristino delle foreste mondiali. È stato inoltre concordato di richiedere alle autorità competenti di segnalare alla Commissione eventuali disfunzioni significative del sistema informatico, garantendo il corretto funzionamento del sistema ma con la flessibilità necessaria a minimizzare gli oneri amministrativi”.
Esclusione dei prodotti stampati
Libri, giornali, immagini stampate e altri prodotti simili escono definitivamente dal campo di applicazione del regolamento, dato il loro rischio marginale di generare deforestazione.
Revisione e possibile nuova proposta nel 2026
Consiglio e Parlamento UE hanno infine stabilito che la Commissione europea dovrà presentare entro il 30 aprile 2026 una valutazione completa su:
- impatti del regolamento,
- oneri amministrativi,
- indicare modalità per affrontare le criticità riscontrate, anche tramite linee guida e miglioramenti del sistema informativo,
- necessità di ulteriori semplificazioni.
Il rapporto potrà includere una nuova proposta legislativa.
Perchè una legge anti deforestazione
Il Regolamento UE contro la deforestazione è entrato in vigore nel giugno 2023. Colpisce sette materie prime considerate a maggior rischio di deforestazione:
- bovini,
- cacao,
- caffè,
- olio di palma,
- gomma,
- soia,
- legno.
Il suo scopo è impedire che sul mercato europeo arrivino prodotti responsabili di deforestazione o degrado forestale.
Secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), 420 milioni di ettari di foresta, un’area più vasta dell’UE, sono andati perduti per deforestazione tra il 1990 e il 2020. Il consumo dell’UE è responsabile di circa il 10% della deforestazione globale. Olio di palma e soia rappresentano oltre due terzi di questa quota.
La prima applicazione del regolamento era fissata per dicembre 2024, poi rinviata al 2025. L’accordo raggiunto ora prevede un ulteriore rinvio, in risposta ai problemi operativi riscontrati dai diversi attori della filiera.
