La Commissione europea introduce semplificazioni e proroghe nella legge anti-deforestazione. Slitta l’avvio per i piccoli operatori, si alleggeriscono gli adempimenti a valle della filiera.
La Commissione europea ha proposto una serie di modifiche che riscrivono, almeno in parte, il perimetro operativo della legge contro la deforestazione (EUDR), con l’obiettivo di evitare un impatto sproporzionato sulle piccole imprese e sulle catene di fornitura più complesse.
Nello specifico le nuove regole puntano a semplificare gli obblighi di due diligence e a ridistribuire la responsabilità lungo la filiera. In particolare:
- Gli operatori a valle (rivenditori, trasformatori, produttori di derivati) non dovranno più presentare la propria dichiarazione di dovuta diligenza (due diligence): basterà quella già compilata dall’importatore o dal soggetto che immette per primo il prodotto sul mercato europeo.
- Micro e piccole imprese ottengono una proroga: gli obblighi scatteranno dal 30 dicembre 2026, sei mesi dopo rispetto alla precedente scadenza.
- Grandi e medie imprese restano vincolate alla data del 30 dicembre 2025, ma potranno contare su un periodo di tolleranza di altri sei mesi prima dell’avvio effettivo dei controlli.
- Nei Paesi a basso rischio di deforestazione, sarà possibile presentare una dichiarazione unica o “una tantum” valida per più spedizioni, se i dati di tracciabilità risultano già disponibili.
Le modifiche arrivano dopo mesi di pressioni da parte di governi, associazioni di categoria e filiere produttive, che avevano denunciato la difficoltà di rispettare i tempi e la complessità tecnica del sistema informatico europeo per la raccolta delle dichiarazioni. Con questo pacchetto, Bruxelles punta a evitare un blocco delle esportazioni e un sovraccarico burocratico per le PMI, spostando il peso della conformità sull’anello iniziale della catena.
Dal punto di vista finanziario e operativo, la revisione è interpretata come un atto di pragmatismo. Le imprese avranno più tempo per implementare sistemi di tracciabilità e integrare i requisiti ESG nei propri processi di approvvigionamento, riducendo il rischio di non conformità e le possibili sanzioni.
Per le aziende e per gli investitori ESG, il messaggio è duplice: più tempo e meno burocrazia oggi, ma nessuno sconto domani. La tracciabilità delle materie prime resta dunque un cardine della finanza sostenibile e del posizionamento competitivo europeo. Chi si muoverà per tempo, adeguando sistemi, controlli e governance, sarà pronto quando, tra un anno, la legge entrerà davvero in vigore.
“Oggi presentiamo un pacchetto che risponde a reali sfide di attuazione. Semplifica le norme in particolare per i piccoli agricoltori e gli operatori, mantenendo al contempo la leadership mondiale dell’Europa nella lotta alla deforestazione. Non si tratta di ridurre l’ambizione, ma di far funzionare le norme in modo migliore e più intelligente, perché un’attuazione efficace è fondamentale”, ha commentato Jessika Roswall, Commissaria per l’ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva.
A questo punto la palla passa al Parlamento europeo e al Consiglio che dovranno decidere se adottare formalmente la modifica mirata del regolamento UE sulla deforestazione prima che possa entrare in vigore.
