ESMA | ESG News

European Common Enforcement Priorities 2025

ESMA: per i bilanci 2025 priorità su rischi geopolitici, sostenibilità e qualità del reporting digitale

L’ESMA (European Securities and Markets Authority), l’autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari, ha pubblicato le nuove European Common Enforcement Priorities (ECEP) per i bilanci 2025 delle società quotate. Un appuntamento annuale che orienta la vigilanza dei regolatori nazionali e delinea le aree su cui emittenti, revisori e autorità di controllo dovranno concentrare l’attenzione nella prossima stagione di rendicontazione. Le priorità per ESMA quest’anno sono tre: i bilanci IFRS, le dichiarazioni di sostenibilità e la rendicontazione digitale ESEF. Le nuove linee guida dell’autorità di vigilanza EU segnano un passo ulteriore verso l’integrazione effettiva tra informativa finanziaria e sostenibilità.

Bilanci IFRS: attenzione ai rischi geopolitici e alla trasparenza dei segmenti

L’ESMA invita le imprese a migliorare la chiarezza delle informazioni sui rischi geopolitici e sulla loro incidenza sui bilanci. Le tensioni internazionali, dal conflitto in Ucraina al genocidio a Gaza, e la volatilità di materie prime e forniture richiedono assunzioni e stime più trasparenti, soprattutto in tema di continuità aziendale, fair value e flussi di cassa.

L’Autorità chiede quindi di evitare riferimenti generici a “incertezze geopolitiche” e di descrivere con precisione gli eventi e le circostanze che influenzano valutazioni e risultati. L’obiettivo è assicurare che le informazioni nei bilanci riflettano non solo la fotografia contabile, ma anche la resilienza strategica delle imprese. Pertanto l’ESMA invita le aziende a valutare se siano necessarie ulteriori informazioni, anche oltre quelle previste dagli IFRS, per consentire agli investitori di comprendere appieno l’impatto (o la mancanza di impatto) di tali rischi sulla posizione finanziaria, sui flussi di cassa e sui risultati.

Parallelamente, l’Autorità richiama le imprese a una maggiore trasparenza nel reporting per segmenti (IFRS 8). L’obiettivo è garantire che le informazioni sui diversi business siano coerenti tra loro e accompagnate da spiegazioni chiare sui criteri utilizzati per definire e aggregare i segmenti. Le tensioni geopolitiche e le sfide climatiche, sottolinea l’Autorità, possono modificare l’organizzazione dei business e rendere necessario aggiornare la modalità di presentazione dei ricavi e dei risultati. ESMA chiede quindi alle aziende di fornire dati puntuali su ricavi e costi per ciascun segmento, specificando anche le voci straordinarie o di rilievo, e di essere trasparenti sulla distribuzione geografica dei ricavi e sull’esposizione verso i principali clienti, un’informazione essenziale per valutare la reale diversificazione e i rischi del modello di business.

Sostenibilità: doppia materialità e chiarezza delle informazioni

La seconda priorità, invece, riguarda la dichiarazione di sostenibilità. Il 2025 infatti è stato il primo anno di applicazione della CSRD per la grandi imprese (società Wave 1). L’ESMA riconosce le difficoltà di implementazione in un contesto normativo in evoluzione ma ribadisce due capisaldi: la corretta valutazione della materialità e una struttura del report chiara, leggibile e coerente. Il principio di doppia materialità resta la chiave di volta dell’intero impianto degli standard ESRS, evidenziando che l’informazione deve essere utile sia per capire l’impatto dell’impresa sull’ambiente e la società, sia per valutare come i fattori di sostenibilità incidano sulle sue performance economiche. L’Autorità invita quindi le aziende a evitare descrizioni standardizzate e a fornire spiegazioni specifiche su metodologia di analisi, soglie di rilevanza e stakeholder coinvolti nel processo di valutazione. Anche la mappatura degli impatti, rischi e opportunità (IROs) rispetto ai temi ESRS dovrà essere più esplicita, facilitando la navigazione e la comparabilità tra emittenti.

Reporting digitale (ESEF): qualità dei dati e coerenza tecnica

Altro punto tecnico ma fondamentale è l’ESEF, il formato elettronico unico europeo per i bilanci. Dopo diversi anni di applicazione, l’ESMA rileva ancora errori diffusi nella marcatura dei rendiconti, in particolare nei flussi di cassa. Tra i problemi più frequenti figurano l’uso scorretto dei concetti della tassonomia IFRS, marcature incomplete o incoerenti tra esercizi, e strutture di presentazione non conformi alle regole tecniche. L’ESMA richiama inoltre gli emittenti a una corretta gestione delle estensioni e degli anchoring, evitando duplicazioni e collegamenti impropri che compromettono la leggibilità e l’affidabilità dei dati. Vengono segnalati anche errori nei segni e nella scala numerica, che possono alterare la precisione delle informazioni. L’Autorità incoraggia pertanto un utilizzo esteso della nuova specifica XBRL Calculations 1.1, pensata per migliorare la coerenza e la validazione automatica dei dati, e invita le società a rafforzare i controlli interni sulla qualità del reporting digitale per garantire dati comparabili, accurati e fruibili dagli investitori.

Le osservazioni dell’ESMA sulla rendicontazione 2025 e i temi ESG

Infine, il documento dedica un’ampia sezione a osservazioni trasversali e raccomandazioni di prospettiva. Tra queste:

  • L’ESMA sottolinea la necessità di coerenza tra le informazioni finanziarie e quelle di sostenibilità, ad esempio nelle stime sugli impatti climatici
  • Richiama anche l’attenzione sulle imminenti modifiche ai principi IFRS. Nello specifico ricorda che dal 1 gennaio 2026 entreranno in vigore gli IFRS 9 e 7 che coprono la rendicontazione sui contratti di elettricità dipendenti dalla natura, la liquidazione elettronica delle passività finanziarie e la valutazione delle caratteristiche dei flussi di cassa delle attività finanziarie con caratteristiche legate a ESG. Per farsi trovare preparati gli emittenti dovrebbero analizzare tempestivamente il potenziale impatto e divulgare eventuali effetti materiali previsti nei loro bilanci 2025. Inoltre pone l’accento anche sulla necessità di iniziare a valutare l’impatto dell’IFRS 18 sui bilanci, sui sistemi di rendicontazione e sulle comunicazioni
  • Infine gli emittenti dovranno assicurare stabilità e trasparenza nella definizione delle alternative performance measures (APM), evitando aggiustamenti opportunistici legati al contesto geopolitico.

Nel complesso, le European Common Enforcement Priorities 2025 segnano un passo ulteriore verso l’integrazione effettiva tra informativa finanziaria e sostenibilità. La sfida per le società europee sarà conciliare conformità tecnica e narrativa di valore, in un equilibrio tra trasparenza, comparabilità e rilevanza per investitori e stakeholder.