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Entra ufficialmente in vigore dopo 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta la direttiva UE che recepisce il pacchetto Omnibus I che semplifica CSRD e CSDD. Gli Stati Memebri ora hanno un anno di tempo per recepire le modifiche negli ordinamenti nazionali.
Entra ufficialmente in vigore oggi la direttiva (UE) 2026/470, che recepisce il pacchetto Omnibus I, approvato il 25 febbraio dal Consiglio dell’Unione europea, per la semplificazione delle norme su due diligence e rendicontazione della sostenibilità. Il provvedimento diventa efficace allo scadere dei venti giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, come previsto dal testo normativo.
La direttiva interviene in modo significativo sul quadro regolatorio europeo, con l’obiettivo di rendere più proporzionati gli obblighi a carico delle imprese e rafforzare la competitività del sistema economico. In particolare, vengono riviste al rialzo le soglie di applicazione sia della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) sia della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), restringendo il perimetro delle aziende coinvolte.
Per quanto riguarda il reporting di sostenibilità, l’obbligo si applicherà ora solo alle imprese di grandi dimensioni con oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato netto annuo, riducendo in modo significativo il numero di società tenute alla rendicontazione ESG secondo gli standard europei. Parallelamente, sul fronte della due diligence, la nuova soglia viene fissata a 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato, concentrando gli obblighi sui gruppi di dimensioni maggiori.
Il pacchetto introduce inoltre un cambio di approccio nella gestione dei rischi lungo la catena del valore, privilegiando un modello basato sulla materialità e sui rischi effettivi rispetto a una mappatura estesa e sistematica. Viene così ridotto anche l’impatto indiretto sulle PMI, limitando il cosiddetto “effetto a cascata” degli obblighi informativi.
Tra le novità più rilevanti, anche il rinvio dell’applicazione della direttiva sulla due diligence: le imprese interessate dovranno adeguarsi entro il 2029.
Gli Stati membri avranno invece dodici mesi di tempo, a partire da oggi, per recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti nazionali.
| Ambito | PRIMA | DOPO |
|---|---|---|
| Grandi imprese | Obbligo per le società con più di 250 dipendenti | Obbligo per le imprese che hanno più di 1.000 dipendenti e oltre 450 milioni di euro di fatturato netto annuo |
| PMI quotate | Incluse | Escluse completamente dall’ambito di applicazione della direttiva |
| Imprese extra UE | Soggette alla normativa se generavano oltre 150 milioni di euro di fatturato netto nell’UE e avevano almeno una presenza stabile (filiale o succursale) nel territorio UE | Solo se generano oltre 450 milioni di euro di fatturato netto nell’UE e hanno una controllata o succursale nell’UE che genera più di 200 milioni di euro di fatturato |
| Catena del valore | Obblighi estesi con effetti a cascata su tutte le filiere e anche le PMI | Le imprese devono concentrarsi solo sui rischi rilevanti e concreti |
| Tempistiche | Entrata in vigore progressiva a partire dal 2024 | Rinvio dell’entrata in vigore operativa e introduzione di una fase transitoria per gli esercizi 2025–2026 |
