governance

Rapporto sulla rendicontazione non finanziaria

Consob: la sostenibilità è sempre più integrata nella governance delle società italiane

Le società italiane sono sempre più attente alla sostenibilità: cresce il loro impegno verso la trasparenza e l’integrazione dei temi ESG nella propria governance e nella definizione delle strategie aziendali. Una spinta che arriva anche dagli stakeholder sempre più coinvolti nell’analisi delle tematiche ambientali, sociali e di governance. L’evoluzione delle italiane riguarda anche l’informativa finanziaria volta a includere gli impatti del cambiamento climatico, seppure in maniera graduale. Sono questi alcuni dei principali risultati del settimo Rapporto Consob sulla rendicontazione non finanziaria delle società quotate italiane, le cui evidenze verranno presentate con un webinar nella seconda metà del mese di settembre.

Nel 2024, 150 società con azioni ordinarie quotate su Euronext Milan (Exm) hanno pubblicato una dichiarazione non finanziaria (DNF), di cui 6 in forma volontaria. Tali aziende rappresentano il 72% del totale alla fine del 2023 e il 97% in termini di capitalizzazione complessiva di mercato. Il 75% (113 società) ha pubblicato la DNF separata dalla relazione sulla gestione, mentre il restante 25% l’ha inclusa. Tutte hanno preso come riferimento gli standard GRI.

Fonte: Rapporto Consob sulla rendicontazione non finanziaria delle società quotate italiane
Cresce il coinvolgimento di stakeholder e CdA

Tutte le società hanno svolto un’analisi di materialità per individuare le tematiche rilevanti riportate nella DNF. Da questo punto di vista, il rapporto della Consob rileva un aumento del coinvolgimento degli stakeholder, con il 73% delle imprese che ha considerato il loro punto di vista, rispetto al 70% nel 2023 e al 66% nel 2022. In particolare, il Consiglio di amministrazione è stato coinvolto a valle del processo di analisi di materialità nel 72% dei casi, segnando un aumento di oltre 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente e raggiungendo il massimo dal 2019, primo anno di rilevazione da parte di Consob.

Il 27,3% delle società, ovvero 41 emittenti su 150 che hanno pubblicato la DNF, ha associato almeno un obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) all’elenco dei temi valutati come materiali. Tale percentuale è più alta tra le imprese del Ftse Mib (38,2%) e del settore finanziario (41,7%) e molto bassa tra le società non appartenenti ad alcun indice. Gli SDGs più frequentemente citati sono SDG 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica (41 società) e SDG 13 – Agire per il clima (37 società).

Fonte: Rapporto Consob sulla rendicontazione non finanziaria delle società quotate italiane
Board sempre più ingaggiato sui temi ESG

Stando al rapporto, circa l’81% delle società ha fornito informazioni sui propri obiettivi di sostenibilità e il 27% ha citato obiettivi legati alla transizione climatica. Inoltre, l’82% delle società che hanno pubblicato la DNF ha istituito un comitato di sostenibilità. Anche questa è un dato in crescita rispetto al 75% nel 2023 e al 70% nel 2022 che evidenzia una crescente rilevanza dei temi ESG nelle discussioni in seno al board che rispecchia anche l’aumento dei riferimenti ai temi ESG e agli SDGs nei Piani strategici, rilevato negli abstract pubblicati da 67 società.

Fonte: Rapporto Consob sulla rendicontazione non finanziaria delle società quotate italiane

Per quanto riguarda poi le politiche in materia di remunerazione, nel 2024 le società con azioni ordinarie quotate su Exm che hanno integrato fattori non finanziari nei compensi variabili degli amministratori delegati sono state 151, in crescita rispetto alle 137 rilevate nel 2023, con una quota della remunerazione variabile legata ai fattori ESG in media pari al 18,8% per la remunerazione di breve periodo e al 20,6% per quella di lungo periodo.

Fonte: Rapporto Consob sulla rendicontazione non finanziaria delle società quotate italiane
L’informativa finanziaria si adegua al cambiamento climatico, ma è necessaria più trasparenza

In un addendum del rapporto sono esaminate, per la prima volta, le informazioni sul clima contenute nei bilanci pubblicati nel 2024 dalle dalle 32 società del FTSE MIB, di cui 20 società non finanziarie e 12 società finanziarie, rappresentative di circa il 75% degli emittenti quotati in termini di capitalizzazione.

L’analisi mostra un progressivo adeguamento dell’informativa finanziaria per riflettere gli effetti del cambiamento climatico, pur evidenziando aree di miglioramento. Per esempio, sebbene più della metà degli emittenti ha dichiarato nel bilancio o nella DNF di utilizzare gli scenari climatici per valutare gli impatti del rischio climatico, in rari casi si riportano indicazioni quantitative sugli esiti di dette analisi o un collegamento con le stime effettuate in bilancio. Il rapporto rileva che solo una minoranza delle società indica impatti sulle voci di bilancio come immobilizzazioni, accantonamenti per rischi e test di impairment su asset esposti a rischio climatico.

Il tema è stato già oggetto di un Richiamo di attenzione della CONSOB a dicembre 2024 in cui la Commissione sollecitava una maggiore trasparenza e invitava le società a evitare indicazioni generiche e indicare meglio nei bilanci gli effetti concreti del cambiamento climatico.

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