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Certificazione

Top Employer 2026: chi sono i migliori datori di lavoro in Italia e nel mondo

Sono 138 le aziende italiane certificate nella classifica Top Employers 2026, realizzata dal Top Employers Institute, l’ente globale che valuta e certifica le pratiche di gestione delle risorse umane. Tra queste, 45 hanno ottenuto anche la certificazione Top Employer Europe, mentre 12 si distinguono ulteriormente per la certificazione Global, assegnata alle organizzazioni capaci di dimostrare standard HR di eccellenza in più Paesi e su diversi continenti.

Nel 2026 sono quasi 2.500 le organizzazioni certificate in 131 Paesi, riconosciute per la qualità delle loro politiche HR e per la capacità di costruire ambienti di lavoro performanti, inclusivi e orientati al futuro. Si tratta di aziende che, attraverso una validazione indipendente e basata sui dati, dimostrano come la gestione delle persone sia diventata una leva centrale di competitività, crescita e resilienza in un contesto economico sempre più complesso.

Top Employers Institute: un benchmark globale per le strategie HR

Fondato oltre trent’anni fa, il Top Employers Institute nasce all’inizio degli anni Novanta come progetto editoriale dedicato allo studio delle migliori pratiche di gestione delle persone. Dal 2005 avvia il proprio programma di certificazione, sviluppando una metodologia strutturata e comparabile a livello internazionale. Negli anni successivi il modello viene progressivamente esteso a livello globale, fino all’introduzione della Global Certification, oggi il livello più rigoroso e selettivo del programma.

Oggi Top Employers Institute rappresenta un punto di riferimento internazionale per il benchmarking delle politiche HR. Il processo di certificazione si basa sull’HR Best Practices Survey, che analizza sei ambiti chiave: People Strategy, Work Environment, Talent Acquisition, Learning, Diversity, Equity & Inclusion e Wellbeing. “Non un semplice bollino reputazionale, ma uno strumento che consente alle organizzazioni di confrontarsi con standard globali, individuare aree di miglioramento e rafforzare l’allineamento tra strategia HR e obiettivi di business” rende noto l’istituto.

I Global Top Employers 2026

Al vertice del programma si colloca la Global Top Employers Certification, riservata alle aziende che dimostrano coerenza e solidità delle pratiche HR su scala mondiale. Nel 2026 sono 17 le organizzazioni ad aver ottenuto questo riconoscimento, tra cui Amplifon, BAT, Boehringer Ingelheim, DHL Global Forwarding, Holcim, Infosys, JTI, Mondelez, NTT Data, Philip Morris International, PUMA, Saint-Gobain, STMicroelectronics e Tata Consultancy Services. Gruppi attivi in settori diversi, ma accomunati da un approccio evoluto alla gestione delle persone.

Come ha sottolineato Adrian Seligman, CEO del Top Employers Institute: “ottenere la certificazione nel 2026 rappresenta un risultato particolarmente significativo perché testimonia non solo l’eccellenza nei singoli Paesi, ma soprattutto la solidità delle pratiche HR su scala regionale e globale, in un contesto segnato da trasformazioni tecnologiche, nuove aspettative della forza lavoro e crescente incertezza macroeconomica”.

I migliori datori di lavoro in Europa e Italia

In Europa le aziende certificate Top Employers 2026 sono 605, mentre in Italia 138. La certificazione consente alle organizzazioni di accedere a benchmark internazionali, analisi basate sui dati e valutazioni indipendenti, rafforzando employer branding, chiarezza strategica e capacità di attrarre e trattenere talenti.

Chi sono le aziende certificate Top Employers in Italia

In italia le 138 certificate Top Employers sono: A2A, Acque Bresciane, ADP Italia, Alfa, Allianz, Alpitour, Amazon Italia, Amplifon Italia, Angelini Pharma, ARAG SE – Rappresentanza Generale e Direzione per l’Italia, Arkema, Art, AS Watson Group Italy, AstraZeneca Italia, Automobili Lamborghini, Autotorino, BAT Italia, Becton Dickinson Italia, Beiersdorf, Beko Europe, Biofarma Group, Birra Peroni, BNL BNP Paribas, Boehringer Ingelheim Italia, Bonfiglioli, Booking.com Italy, Bosch Rexroth Oil Control, BPER Banca, Bracco, Brightstar Lottery, Capgemini Italia, Cassina, CHEP, Chiesi Farmaceutici, Coca-Cola HBC Italia, Coop Italia, Crédit Agricole Italia, Dana Italia, Danieli Group, Deghi, Dentsu, DHL eCommerce Italy, Ducati Motor Holding, Edison, EDP Renewables Italia, Egnazia, Emilgroup, Engineering, Entain, Esprinet Italia, Europ Assistance Italia, EY, Ferrari, Fincantieri, FinecoBank, Fondazione Poliambulanza – Istituto Ospedaliero, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, GEA Group, Generali Group Head Office, Generali Italia, Golden Goose, Groupama Assicurazioni, Gruppo AB, Gruppo ACEA, Gruppo Autostrade per l’Italia, Gruppo AXA Italia, Gruppo Credem, Gruppo Helvetia Italia, Gruppo Hera, Guna S.p.A., HSBC Continental Europe – Italy, Huawei Technologies Italia, Iberdrola Italia, Inditex Italia, ING, Intesa Sanpaolo, Italdesign, Italgas, ITAS Mutua, JYSK Italia, JTI Italy, Kirey, Konica Minolta Business Solutions Italia, Korian, Lagardère Travel Retail Italia, Lavazza Group, Lear Corporation Italia, Lefay Resorts & Residences, Leroy Merlin, Lidl Italia, Links Management and Technology, Lottomatica, Magroup, Magnaghi Aerospace, Maiora, Marazzi Group, Mashfrog Group, MediaWorld, Meliá Hotels International, Merz Aesthetics Italia, Metro Italia, Novomatic Italia, NTT Data Italy, Opocrin, Palladium Hotel Group, Penny Italia, Perfetti Van Melle, Philip Morris Italia, Poste Italiane, PUMA Italy, Q8, QVC Italia, Rai Way, RDS, Radio Dimensione Suono, Renault Group, Rhenus Logistics, Saati, Saint-Gobain Italia, Sanlorenzo, SGB Humangest Holding, SMAT, Smurfit Westrock Italia, Socomec, STEF Italia, STMicroelectronics Italy, Tata Consultancy Services Italia, TeamSystem, Technogym, TEHA Group, Terna, The Estée Lauder Companies, Tirreno Power Italy, Toyota Motor Italia, Umbragroup, UniCredit, Verisure Italy, Volkswagen Financial Services, Wabtec Italy, WindTre, Worldline, WPP Media Italia, Würth Italia, Zelestra Italy, Zurich.

Intesa Sanpaolo: people strategy su scala internazionale

Tra i principali protagonisti italiani figura Intesa Sanpaolo, riconosciuta Top Employer Italia per il quinto anno consecutivo e Top Employer Europe per il secondo anno di fila. Il riconoscimento è stato esteso anche alle banche controllate in Albania, Croazia, Serbia, Slovacchia e Romania, a testimonianza di un modello HR strutturato e replicabile a livello internazionale.

Il Top Employers Institute ha premiato la capacità del gruppo guidato da Carlo Messina di accompagnare la trasformazione organizzativa e tecnologica mantenendo le persone al centro. Tra gli elementi distintivi figurano le politiche di work-life balance, uno dei sistemi di welfare aziendale più articolati in Italia, le iniziative di inclusione e sostegno alla genitorialità e l’investimento continuo nella formazione, rafforzato dal lancio di Academy4Future, il polo formativo dedicato alle competenze della banca del futuro.

CHEP: impegno nella gestione delle risorse umane tra Italia, Europa e mondo

Tra le aziende certificate in Italia anche CHEP, che ottiene per il sesto anno consecutivo la certificazione Top Employer Italia 2026, confermandosi al tempo stesso Top Employer Europe per il nono anno di fila e Top Employer Global per il quarto anno consecutivo, entrando così nel ristretto gruppo delle 17 aziende certificate a livello mondiale.

Il riconoscimento premia un approccio alle risorse umane fondato su strategie guidate dai dati, valutazione indipendente e forte allineamento tra people strategy e obiettivi di business. “La certificazione ci offre una valutazione oggettiva dell’efficacia delle nostre politiche nel tempo ed è uno strumento di confronto con standard internazionali”, ha spiegato Giulia Villa, HR Manager CHEP Italy, Greece & Balkans, sottolineando anche l’impegno dell’azienda su diversità e leadership femminile, con il 53% delle posizioni manageriali in Italia ricoperte da donne.

Toyota Motor Italia: undicesimo anno consecutivo da Top Employer

Si conferma Top Employer Italia per l’undicesimo anno consecutivo anche Toyota Motor Italia: un impegno quindi di lungo periodo quello del branch italiano della casa automobilistica giapponese nella costruzione di un ambiente di lavoro innovativo, inclusivo e orientato alla crescita delle persone. Alla base del riconoscimento c’è l’approccio del miglioramento continuo, parte integrante del DNA dell’azienda e delle sue politiche HR.

Nel corso dell’ultimo anno Toyota ha ulteriormente rafforzato i programmi di formazione e sviluppo, introducendo iniziative come Shadowing, Coaching manageriale e Mentoring intergenerazionale, accanto a un potenziamento dei programmi di welfare e wellbeing, con attenzione al benessere fisico e mentale, alla flessibilità lavorativa e al supporto alle famiglie.

“La certificazione Top Employer non è un punto di arrivo, ma una tappa intermedia di un percorso di evoluzione continua”, ha dichiarato Ilaria Bono, People, Legal, Corporate & External Affairs General Manager di Toyota Motor Italia.

Un benchmark per il mondo del lavoro

Nel complesso, la certificazione Top Employers 2026 indica l’intenzione di un’azienda di mettere al centro le politiche HR nelle strategie aziendali. Il programma supporta le organizzazioni nel rafforzare engagement, retention e performance di lungo periodo. In un mercato del lavoro sempre più competitivo, investire sulle persone si conferma una delle leve più solide per una crescita sostenibile.

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