Milano rafforza il proprio modello di raccolta differenziata introducendo il riciclo domestico delle capsule di caffè in alluminio. L’iniziativa anticipa le nuove regole europee sugli imballaggi e punta a migliorare il recupero di materie prime.
A Milano cambia la gestione delle capsule di caffè in alluminio che ora verranno conferite direttamente nel sacco giallo della raccolta differenziata domestica destinata a plastica e metalli, anche se contengono residui di caffè. La novità segna un passo importante verso un sistema di riciclo più efficiente e nasce dalla collaborazione tra Comune di Milano, Amsa, A2A Ambiente, Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio e Nespresso.
Il progetto consente di recuperare un materiale prezioso come l’alluminio attraverso la filiera ordinaria della raccolta domestica, semplificando al tempo stesso il gesto quotidiano dei cittadini. L’iniziativa si inserisce nel percorso di transizione verso modelli di economia circolare più evoluti e punta ad aumentare le quantità di alluminio avviate a riciclo, riducendo così la quota di rifiuti destinata all’indifferenziato.
La possibilità di conferire le capsule nella raccolta differenziata milanese è resa possibile dalle tecnologie presenti nell’impianto di selezione di A2A Ambiente a Muggiano, alle porte della città. Qui è stato introdotto un sistema di separazione basato su un separatore a correnti parassite (ECS – Eddy Current Separator), capace di intercettare anche frammenti molto piccoli di metallo. Questa tecnologia permette di separare l’alluminio leggero e di piccole dimensioni, come quello delle capsule ma anche tappi o blister, dal resto dei rifiuti, evitando che venga scartato durante il processo di selezione. Il materiale recuperato viene quindi avviato alla fusione e trasformato in nuovi prodotti, mantenendo inalterate le caratteristiche del metallo.
L’alluminio rappresenta infatti uno dei materiali più strategici per l’economia circolare dato che può essere riciclato al 100% e riutilizzato all’infinito senza perdere qualità. Il recupero attraverso il riciclo consente inoltre un risparmio energetico fino al 95% rispetto alla produzione da materia prima, un aspetto particolarmente rilevante per un Paese come l’Italia che non dispone di produzione primaria di alluminio da bauxite.
Secondo l’assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano Elena Grandi, la possibilità di conferire le capsule nel sacco giallo rappresenta un passo avanti nella semplificazione della raccolta domestica e consente di recuperare una quantità significativa di alluminio che fino a oggi veniva dispersa. L’iniziativa si inserisce in un sistema di raccolta differenziata già avanzato: Milano supera infatti il 63% di raccolta differenziata, uno dei livelli più elevati tra le metropoli europee con oltre un milione di abitanti.
Il progetto sarà accompagnato da una campagna informativa rivolta ai cittadini, realizzata da Amsa e CIAL con il supporto di Nespresso, per promuovere il corretto conferimento delle capsule nella raccolta domestica. Dopo la fase iniziale nel capoluogo lombardo, il sistema sarà progressivamente esteso anche ai comuni dell’hinterland serviti da Amsa.
Verso il regolamento europeo sugli imballaggi
L’iniziativa milanese anticipa anche l’evoluzione normativa prevista a livello europeo. Con l’entrata in vigore del regolamento PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), prevista da agosto 2026, le capsule saranno riconosciute formalmente come imballaggi e dovranno quindi essere conferite nella raccolta differenziata.
Attualmente, infatti, la normativa non le classifica come imballaggi a causa della presenza di residui di caffè al loro interno, motivo per cui vengono generalmente destinate alla raccolta indifferenziata. Il nuovo sistema sperimentato a Milano dimostra però come l’innovazione tecnologica e la collaborazione tra istituzioni e imprese possano trasformare un cambiamento normativo in una soluzione concreta di riciclo.
