Nella ristorazione veloce l’87% degli imballaggi in carta viene riciclato. Lo evidenzia uno studio di Comieco e Ambiente Italia che analizza gestione dei rifiuti e raccolta differenziata in sette ristoranti McDonald’s italiani.
L’87% degli imballaggi in carta utilizzati nella ristorazione veloce viene effettivamente riciclato, mentre l’84% dei rifiuti prodotti nei fast food analizzati viene differenziato. È quanto emerge da uno studio promosso da Comieco e realizzato da Ambiente Italia, che fotografa il ruolo sempre più centrale della carta nella transizione verso modelli di consumo e gestione dei rifiuti più sostenibili nel settore del fast food.
La ricerca è stata condotta in sette ristoranti McDonald’s situati a Milano, Baranzate, Parma, Perugia, Roma, Bari e Palermo, con l’obiettivo di analizzare la produzione e la gestione dei rifiuti generati dalla ristorazione veloce. Lo studio ha osservato direttamente il comportamento di circa 1.000 clienti durante la fase di conferimento dei rifiuti e di svuotamento dei vassoi nei contenitori dedicati alla raccolta differenziata, verificando inoltre l’effettiva destinazione dei materiali raccolti.
Le evidenze emerse dalla ricerca suggeriscono che il modello organizzativo adottato nei ristoranti esaminati consente di ottenere risultati significativi nella gestione dei rifiuti. A contribuire all’efficacia del sistema sono la presenza di più punti di raccolta all’interno dei locali, una segnaletica chiara e la separazione delle diverse frazioni di rifiuto, tra cui carta, plastica e metalli, vetro, organico e indifferenziato.
“I dati confermano l’efficacia del modello: il tasso di riciclo degli imballaggi in carta analizzati nei ristoranti oggetto dell’indagine raggiunge l’87%, un risultato che dimostra quanto sia strategico continuare a investire su questo materiale rinnovabile, riciclabile e riciclato”, ha commentato Roberto Di Molfetta, Direttore Generale di Comieco.
L’indagine evidenzia inoltre un elevato livello di attenzione da parte dei consumatori: soltanto un cliente su dieci commette errori nel conferimento dei rifiuti, contribuendo così al buon funzionamento del sistema di raccolta differenziata.
Tra gli elementi che favoriscono le performance di riciclo emerge il crescente utilizzo di materiali a base cellulosica. Lo studio rileva infatti che oltre l’88% degli imballaggi e dei prodotti di servizio utilizzati nei ristoranti analizzati, come tovaglioli, cannucce, tovagliette e contenitori, è realizzato in carta. Di questi, quasi il 70% è costituito da materiale monocellulosico, mentre la restante quota è composta prevalentemente da carta associata ad altri materiali ma comunque caratterizzata da elevati livelli di riciclabilità.
I risultati confermano quindi il ruolo della carta come materiale strategico per la riduzione dell’impatto ambientale della ristorazione veloce, grazie alla sua natura rinnovabile e alla possibilità di essere reimmessa nel ciclo produttivo attraverso il riciclo.
Nonostante i regnali positivi, la ricerca individua alcune aree di miglioramento. In particolare, emerge la necessità di una maggiore attenzione nella fase di separazione dei rifiuti: attualmente circa il 14% dei materiali conferiti nella raccolta della carta dovrebbe essere destinato ad altre frazioni. A ciò si aggiunge una diffusione ancora non uniforme dei servizi di raccolta differenziata sul territorio nazionale, con differenze significative tra i diversi comuni e una frequenza dei ritiri non sempre adeguata alle esigenze delle attività di ristorazione.
“Per migliorare ancora, però, è fondamentale curare tutto il processo: dalla separazione del cliente alla gestione da parte del personale; dall’adeguata frequenza di ritiro del servizio di raccolta dei rifiuti al rafforzamento della logistica della raccolta”, ha aggiunto Di Molfetta. “
Secondo Comieco, il potenziale di miglioramento resta elevato. Una migliore organizzazione della raccolta, un rafforzamento della logistica e una più ampia diffusione delle buone pratiche lungo tutta la filiera della ristorazione informale potrebbero consentire di aumentare ulteriormente i tassi di recupero dei materiali e ridurre progressivamente il ricorso al rifiuto indifferenziato.
