Prima compagnia di navigazione nel Mediterraneo a introdurre, nel 2018, un traghetto dual fuel alimentato a Gas Naturale Liquefatto (LNG), Caronte & Tourist è un Gruppo pioniere della transizione energetica nel settore della navigazione. Oggi le navi della flotta a combustione ibrida sono diventate tre, perchè a Elio si sono aggiunte Nerea, entrata in flotta nel 2023 e premiata a livello internazionale da Shippax come modello di modernizzazione dei collegamenti con le isole minori, e Pietro Mondello, in servizio nello Stretto dal 2025.
Per decarbonizzare il trasporto marittimo, però, non bastano le navi, servono anche le infrastrutture che permettono di utilizzare le nuove tecnologie: dai punti di rifornimento per i combustibili alternativi alle banchine elettrificate, fino a regole chiare per l’impiego delle batterie a bordo. È qui che diventa decisivo il rapporto tra investimenti privati e intervento pubblico, soprattutto in territori, come lo Stretto di Messina e le isole minori, dove la continuità dei collegamenti è essenziale.
La volontà di supportare il cambiamento, da parte del gruppo c’è, e lo dimostrano gli investimenti in decarbonizzazione, persone e innovazione, a mare e a terra, guidati da Lorenzo Matacena Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Caronte & Tourist.
Napoletano, classe 1974, laureato in Scienze Politiche e armatore di terza generazione con una solida esperienza direttiva, maturata anche ai vertici di Confitarma, è da sempre cultore ed esperto di tematiche ambientali e in Caronte & Tourist ha portato la sua visione e il suo impegno, primo tra tutti quello a favore di uno sviluppo ecocompatibile.
In questa intervista Matacena racconta l’evoluzione del gruppo e le difficoltà ancora da affrontare per rendere il trasporto marittimo più sostenibile e resiliente.
Quali sono le priorità di Caronte & Tourist in materia di sostenibilità e quali traguardi intendete raggiungere nei prossimi anni?
Abbiamo sempre ritenuto che fare impresa comporti una responsabilità ulteriore verso il territorio e la collettività, da tradurre in impegni sempre nuovi, a partire dagli investimenti per la tutela dell’ambiente.
La nostra politica ambientale ha radici profonde e il suo primo risultato concreto porta il nome di “Elio”. Entrato in servizio nello Stretto di Messina nel 2018, il traghetto è stato la prima nave passeggeri dual fuel del Mediterraneo alimentata a Gas Naturale Liquefatto (LNG) e ha dato forma a un percorso orientato alla completa decarbonizzazione.
A Elio si sono aggiunte Nerea, entrata in flotta nel 2023 e premiata a livello internazionale da Shippax come modello di modernizzazione dei collegamenti con le isole minori, e Pietro Mondello, in servizio nello Stretto accanto a Elio dal 2025, entrambe dual fuel e ibride.
Il nostro impegno si compone anche di gesti quotidiani, meno visibili ma non per questo meno significativi, dalla riduzione della plastica negli uffici e a bordo, al sostegno ad organizzazioni ambientaliste come Marevivo, fino a un lavoro costante di promozione culturale, interna ed esterna all’azienda. Le nostre persone vivono da anni immersi in una cultura della sostenibilità: conoscono il nostro orizzonte di obiettivi e sono puntualmente formati per ridurre ogni impatto sull’ambiente. Inoltre, la nostra sede principale è dotata di un importante impianto fotovoltaico da 100 kWp, che sarà presto ulteriormente ampliato, che ci consente di coprire gran parte del fabbisogno energetico.
Sostenibilità significa anche tutelare le persone, il principale valore del Gruppo. Al 31 dicembre 2025 il nostro Gruppo conta 1.235 dipendenti, in aumento, il 77% dei quali con contratto a tempo indeterminato. A questa stabilità si affianca un investimento strutturato nella formazione: nel 2025 sono state erogate oltre 18.000 ore su salute e sicurezza, compliance, sostenibilità, diversity & inclusion e sviluppo tecnico-professionale. Cresce inoltre l’impegno verso i giovani, attraverso collaborazioni con scuole e università, borse di studio e tirocini formativi.
Con lo stesso rigore promuoviamo pari opportunità e inclusione in un settore, quello marittimo, storicamente maschile e particolarmente resistente al cambiamento culturale. Dal Comitato Paritetico istituito nel 2019 con le organizzazioni sindacali alla Consigliera di Fiducia, fino alle certificazioni per l’inclusione e la parità di genere.
Caronte & Tourist è stata la prima compagnia di navigazione a raggiungere risultati confermati anche dai numeri: oltre il 15% in più di assunzioni femminili a tempo indeterminato, 200.000 euro di bonus a sostegno della genitorialità e 700 giorni di permesso retribuito per l’inserimento scolastico dei figli. Completano l’impegno le policy sulla diversità e sulla “carriera Alias”, il servizio clienti in Lingua dei Segni Italiana e le iniziative sul territorio, dal sostegno ai centri antiviolenza alla collaborazione per la prevenzione sanitaria con Komen Italia, Croce Rossa Italiana fino alla raccolta fondi destinata ai progetti della Lega Del Filo d’Oro.
Per il nostro Gruppo, quindi, ambiente, persone e innovazione non sono aspetti separati della sostenibilità, ma parti di un unico percorso lungimirante, volto a tutelare le generazioni future e il loro diritto a vivere in un mondo migliore di quello conosciuto finora.
Il trasporto marittimo deve ridurre progressivamente le emissioni. Come state gestendo la transizione energetica della flotta e quali tecnologie considerate più promettenti?
Il traguardo finale è la decarbonizzazione del trasporto marittimo.
Caronte & Tourist è la prima società armatrice a rifornire in Sicilia le proprie navi dual fuel con LNG ed è stata anche la prima a integrare stabilmente il biodiesel HVO nelle operazioni. Dal 2025 possiamo navigare con un impatto prossimo allo zero utilizzando il BioLNG, tra i combustibili oggi più puliti: oltre a ridurre le sostanze nocive, limita le emissioni di metano che la decomposizione dei rifiuti organici rilascerebbe altrimenti nell’atmosfera.
L’innovazione prosegue anche a terra: shore power, monitoraggio energetico da remoto e sistemi di accumulo BESS consentono di controllare e ridurre le emissioni.
La sostenibilità, però, non dipende soltanto dagli investimenti sulle navi e dall’efficienza dei consumi. Nei prossimi anni sarà essenziale sviluppare una filiera integrata della decarbonizzazione, rafforzando la collaborazione con produttori e fornitori di combustibili rinnovabili, come il BioLNG, e promuovendo forme virtuose di cooperazione.
Vogliamo contribuire a creare un ecosistema in cui armatori, produttori di energia, operatori logistici e istituzioni collaborino per diffondere carburanti a basse emissioni e sostenere concretamente l’economia circolare. Nessun attore può affrontare da solo la transizione energetica del trasporto marittimo: servono collaborazione, una visione comune e responsabilità condivisa lungo l’intera catena del valore e normative chiare e stabile.
Avete introdotto nel Mediterraneo la prima nave alimentata a gas naturale liquefatto (LNG) e oggi la flotta ne conta tre. Quali benefici avete ottenuto e quali investimenti prevedete per migliorarla ulteriormente?
Il nostro modo di fare impresa nasce dalla volontà di anticipare il futuro e agire per tempo. Di fronte a una sfida ambientale epocale e a una normativa UE ambiziosa, questo approccio ci ha consentito di affrontare il cambiamento preparati e con un vantaggio concreto.
Nel 2025 abbiamo così ridotto del 7% le emissioni dirette rispetto all’anno precedente e del 10% i rifiuti prodotti, destinandone oltre la metà al recupero, nel rispetto degli standard ISO 14001 per la tutela dell’ecosistema marino.
I risultati confermano la validità del percorso: nei prossimi anni continueremo a investire per fare della nostra flotta un riferimento europeo nella sostenibilità marittima. Sono già in corso studi di fattibilità per nuove unità full electric e a idrogeno.
Quale ruolo ha il cold ironing nel percorso di decarbonizzazione? Quali vantaggi offre e quali ostacoli presenta l’elettrificazione dei porti?
Già oggi, nel porto di Messina, durante le soste più lunghe le nostre unità possono alimentarsi dalla rete di terra, eliminando le emissioni locali e riducendo sensibilmente il rumore. Nonostante la presenza diffusa di città portuali, in Italia le banchine elettrificate sono ancora poche e si trovano soprattutto nei cantieri. Si tratta di una soluzione che comporta altresì costi di approvvigionamento energetico superiori rispetto all’energia direttamente autoprodotta a bordo delle navi.
Nei piccoli moli delle isole minori siciliane, inoltre, queste infrastrutture difficilmente saranno disponibili in tempi rapidi. Per questo Nerea e Pietro Mondello sono dotate di pacchi batterie che consentono di ormeggiare e sostare a motori spenti. In porto, ciò rende l’impatto delle emissioni inquinanti prossimo allo zero quando l’energia proviene interamente da fonti rinnovabili.
ETS e FuelEU Maritime stanno cambiando profondamente le condizioni economiche e operative del trasporto marittimo. In che modo influenzano le vostre decisioni di investimento e la gestione della flotta?
Nel tempo abbiamo riorganizzato il processo di approvvigionamento, diversificando carburanti e fornitori. Un ufficio dedicato all’Energy saving, guidato da un energy manager, analizza la normativa europea per orientare strategie e scelte, garantendo aggiornamento e piena conformità.
Oggi, inoltre, l’introduzione dell’ETS nel trasporto marittimo sta producendo un effetto opposto a quello voluto: il capovolgimento dei flussi di traffico merci dal mare alla strada, perché l’ETS non verrà applicato al trasporto su gomma prima del 2028.
Un disallineamento e una conseguente inversione di tendenza che stridono con decenni di politiche a sostegno del cabotaggio – le cosiddette “Autostrade del Mare” – come alternativa più sostenibile.
Quello che riteniamo essenziale è che una parte delle risorse raccolte con l’ETS sia destinata agli operatori dello shipping più preparati e determinati a investire nella decarbonizzazione. È un impiego mirato dei fondi che l’intero settore dello shipping auspica e attende.
Il nostro principio è semplice: ciò che viene dal mare deve tornare al mare.
Il cambiamento climatico rende gli eventi estremi più frequenti e intensi. Quanto sono importanti, per Caronte & Tourist, l’adattamento climatico e la resilienza di infrastrutture e attività?
Il rischio più immediato riguarda le condizioni meteomarine. Mareggiate, venti forti e mare mosso, sempre più frequenti e meno prevedibili, compromettono la regolarità dei collegamenti soprattutto con le isole minori, dove moli piccoli ed esposti possono rendere impossibile l’ormeggio. Per affrontare questi scenari abbiamo sviluppato il progetto navale di Nerea: grazie a due eliche prodiere da 800 kW, la nave può ormeggiare in sicurezza anche con venti fino a 45 nodi. In tre anni di servizio è riuscita ad attraccare nei piccoli moli insulari anche in condizioni estreme, diventando un riferimento affidabile per le comunità isolane.
Altrettanto decisive sono la preparazione dei comandanti e degli equipaggi e la flessibilità nella gestione della flotta.
La responsabilità verso questi territori si traduce anche nella disponibilità della flotta a supportare autorità e soccorsi nelle emergenze. Sono previsti protocolli specifici, anche per un’eventuale evacuazione delle isole. Più volte abbiamo consentito ai mezzi di soccorso di raggiungerle, come nel 2022, quando una frana colpì Stromboli.
La continuità del servizio è essenziale nello Stretto di Messina. Come rendere i collegamenti marittimi più resilienti rispetto a condizioni climatiche sempre più variabili?
Operiamo nello Stretto di Messina da oltre 60 anni e consideriamo irrinunciabili la continuità del servizio e la sicurezza. Le volte in cui abbiamo omesso delle corse su questa linea sono inferiori alle dita di una mano. Anche durante il ciclone Harry, lo scorso inverno, abbiamo garantito i collegamenti giorno e notte.
Questo risultato deriva innanzitutto dagli investimenti nelle navi, la leva più concreta per aumentare la resilienza del sistema: dalle zattere tradizionali alle nuove unità a doppio ponte, possiamo operare anche con mare e vento difficili. È altrettanto decisiva la professionalità e la dedizione dei nostri addetti. Se le condizioni meteomarine cambieranno ancora, sapremo adattare di conseguenza anche le modalità di servizio.

