Prysmian ottiene il via libera per l’interconnessione elettrica Italia-Tunisia ELMED e si aggiudica un contratto da 910 milioni in Grecia. I due progetti rafforzano le infrastrutture elettriche e l’integrazione delle energie rinnovabili nell’area mediterranea.
Prysmian rafforza il proprio ruolo nello sviluppo delle infrastrutture energetiche del Mediterraneo con due importanti avanzamenti strategici: la ricezione della notice to proceed per il progetto di interconnessione elettrica sottomarina ELMED tra Italia e Tunisia e l’aggiudicazione di un contratto quadro da circa 910 milioni di euro per la realizzazione di collegamenti elettrici tra le isole della Grecia. Le due operazioni portano il valore complessivo delle nuove commesse a circa 1,37 miliardi di euro e consolidano la posizione del gruppo nel settore delle reti elettriche ad alta tensione.
Per quanto riguarda ELMED, Prysmian ha ricevuto da Terna, gestore della rete elettrica italiana, e da STEG, operatore tunisino della rete elettrica e del gas, l’autorizzazione a procedere che dà ufficialmente avvio alla fase esecutiva del progetto. Il contratto, del valore di circa 460 milioni di euro, entrerà a far parte del backlog del gruppo.
L’interconnessione sottomarina rappresenta una delle infrastrutture energetiche più rilevanti nel Mediterraneo, destinata a collegare direttamente le reti elettriche di Italia e Tunisia e a favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili tra le due sponde del mare. Il progetto contribuirà inoltre a rafforzare la sicurezza energetica e la resilienza delle reti elettriche europee e nordafricane.
“Siamo pronti a trasformare questo ambizioso progetto in realtà”, ha dichiarato Raul Gil, Executive Vice President Transmission di Prysmian. “Facendo leva sugli asset italiani, tra cui il nostro stabilimento di Arco Felice per la produzione di cavi sottomarini, il sistema avanzato di monitoraggio con sede a Palermo e il know-how maturato nelle attività di installazione, porteremo l’energia rinnovabile pulita generata in Tunisia nel mix energetico italiano ed europeo. Questo contribuirà a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, mentre la Tunisia beneficerà di un accesso diretto e stabile alla rete elettrica europea, fondamentale per sostenere la crescita economica del Paese”.
Parallelamente, il gruppo ha annunciato l’aggiudicazione di un contratto quadro da circa 910 milioni di euro da parte di IPTO, l’operatore della rete di trasmissione elettrica della Grecia, per la realizzazione di nuove interconnessioni elettriche nel Dodecaneso e nelle isole del Nord Egeo.
Il contratto prevede la progettazione, la fornitura e l’installazione di cavi sottomarini e terrestri relativi al cosiddetto “Lotto B”, che comprende sette progetti per oltre 900 chilometri di collegamenti HVAC (High Voltage Alternating Current). La consegna finale è prevista entro il 2033 e il progetto raggiungerà profondità di posa fino a 1.150 metri, stabilendo un nuovo record per i cavi HVAC tripolari statici.
L’intervento è destinato a migliorare l’affidabilità e l’efficienza della rete elettrica greca, riducendo l’isolamento energetico delle isole e favorendo una maggiore integrazione con il sistema nazionale. Prysmian può contare su una lunga esperienza nel Paese, dove ha già partecipato a importanti progetti di interconnessione, tra cui quelli delle isole Cicladi, Creta-Attica e Creta-Peloponneso.
“Questo è un grande passo avanti per la Grecia”, ha commentato Gil. “Grazie alla nostra esperienza maturata nel Paese sappiamo quanto una rete elettrica più efficiente sia essenziale per le comunità insulari. Metteremo in campo tutte le nostre competenze, dalla progettazione all’installazione, inclusa la nostra flotta di navi posacavi, per realizzare infrastrutture che avranno un impatto concreto sulla vita di migliaia di residenti e visitatori”.
I due progetti confermano il ruolo crescente delle interconnessioni elettriche nella strategia europea di decarbonizzazione e integrazione dei mercati energetici. Collegare sistemi elettrici nazionali e territori insulari consente infatti di aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti, facilitare l’integrazione delle energie rinnovabili e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, contribuendo agli obiettivi della transizione energetica europea.
