Più trasparenza sulle emissioni, maggiore attenzione ai diritti umani e crescita delle valutazioni ESG: il nuovo report di EcoVadis racconta come cambia la gestione delle supply chain globali.
Oltre 2.500 miliardi di dollari di spesa globale vengono oggi gestiti utilizzando dati e valutazioni sulla sostenibilità dei fornitori. È uno dei dati centrali contenuti nel Purpose Report 2025 di EcoVadis, che fotografa l’evoluzione delle strategie di procurement in una fase segnata da volatilità economica, tensioni geopolitiche, nuove normative ESG e crescente pressione sulle catene di approvvigionamento.
Secondo l’azienda, la sostenibilità sta dunque uscendo dalla dimensione puramente reputazionale o regolatoria per diventare un elemento operativo nella gestione dei rischi e nella costruzione della resilienza aziendale. Il report mostra infatti come le organizzazioni utilizzino sempre più dati su emissioni, diritti umani e performance ambientali dei fornitori per orientare le decisioni di acquisto e rafforzare la continuità delle supply chain.
Questo ha portato Ecovadis a registrare, nel 2025, 25.852 nuove aziende che hanno adottato i suoi rating di sostenibilità, mentre 55.838 imprese hanno condiviso almeno un indicatore relativo alle emissioni di gas serra. Parallelamente, oltre 251 mila lavoratori sono stati coinvolti tramite la soluzione Worker Voice, integrata nella piattaforma per raccogliere feedback diretti sui temi legati ai diritti umani e alle condizioni di lavoro.
Il report evidenzia inoltre che le aziende sottoposte a valutazioni ripetute hanno migliorato mediamente di 15 punti il proprio punteggio ESG rispetto alla prima analisi.
“Le aziende che oggi performano meglio utilizzano la sostenibilità per proteggere i ricavi, gestire i rischi dei fornitori e prendere decisioni più rapide. Non è possibile costruire una supply chain resiliente senza sapere dove si concentrano l’impronta di carbonio e i rischi legati al lavoro, o conoscere quali fornitori potrebbero compromettere il business. Oltre 2.500 miliardi di dollari di spesa globale sono oggi analizzati attraverso questa lente. Questo dimostra che la sostenibilità è passata da tema marginale a elemento centrale nel modo in cui operano le aziende”, ha dichiarato Pierre-François Thaler, Co-Founder e Co-CEO di EcoVadis.
Indice
Cresce il peso della sostenibilità nelle decisioni di procurement globale
Sempre più spesso il procurement viene considerato una leva strategica per la trasformazione delle imprese. Secondo EcoVadis, le catene di approvvigionamento concentrano oggi gran parte dell’impatto ambientale e sociale delle aziende, diventando quindi uno dei principali terreni su cui si gioca la resilienza del business. Il report evidenzia infatti che fino al 90% dell’impatto ambientale e dei rischi sociali di un’organizzazione si concentra nella supply chain estesa. È per questo che le aziende stanno aumentando l’attenzione verso dati affidabili su emissioni Scope 3, condizioni di lavoro e pratiche ambientali dei fornitori.
EcoVadis sottolinea inoltre che il costo dell’inazione sta crescendo rapidamente. Entro il 2030, emissioni Scope 3 non gestite potrebbero tradursi in oltre 500 miliardi di dollari di passività annuali per le società dello S&P 500, con impatti che includono interruzioni operative, tassazione sul carbonio, danni reputazionali e perdita di competitività.
In questo scenario, i programmi di procurement sostenibile vengono sempre più associati a benefici concreti. Nel Sustainable Procurement Barometer citato nel report, l’80% dei responsabili acquisti indica l’innovazione come uno dei principali fattori di ritorno sugli investimenti ESG, mentre il 74% collega queste strategie alla riduzione dei rischi. Seguono compliance normativa (59%), contenimento dei costi operativi (57%), crescita dei ricavi (48%) e rafforzamento del brand (44%).

Carbonio, diritti umani e qualità dei dati al centro della metodologia di Ecovadis
Una parte rilevante del Purpose Report 2025 riguarda l’evoluzione metodologica della piattaforma EcoVadis. Nel corso dell’anno l’azienda ha completato diversi interventi per adeguare i propri sistemi ai nuovi standard ESG europei e migliorare l’affidabilità delle informazioni raccolte. L’obiettivo, spiega il report, è trasformare i dati ESG in strumenti operativi utilizzabili direttamente nelle decisioni di procurement e gestione del rischio. In questa direzione si inseriscono sia l’introduzione di controlli specifici sull’affidabilità dei dati carbon, pensati per migliorare la qualità del reporting sulle emissioni Scope 3, sia l’integrazione dei dati provenienti dalle soluzioni Worker Voice direttamente nella piattaforma di rating, con l’obiettivo di rafforzare le attività di due diligence sui diritti umani.
La richiesta di trasparenza, sottolinea EcoVadis, sta aumentando sia dal lato normativo sia da parte di investitori e clienti. Per questo motivo, la qualità dei dati ESG viene considerata un elemento essenziale per trasformare le valutazioni di sostenibilità in strumenti decisionali concreti e utilizzabili dalle funzioni procurement. In questo quadro rientra anche la crescita della piattaforma Vitals, il questionario gratuito dedicato ai fornitori per raccogliere informazioni preliminari su sostenibilità e due diligence. Nel 2025 il numero totale di aziende registrate alla piattaforma è infatti aumentato di cinque volte rispetto all’anno precedente.
Il lavoro metodologico ha riguardato inoltre la preparazione ai nuovi standard europei sulle valutazioni ESG. EcoVadis dichiara infatti di aver completato la documentazione necessaria per aumentare la trasparenza sui criteri di valutazione e sull’indipendenza dei rating, sviluppando parallelamente nuove linee guida per gli analisti e materiali dedicati ai clienti. Secondo il Purpose Committee, questi interventi rafforzano il ruolo dell’azienda nel mercato dei rating ESG, anche se la sfida futura sarà estendere l’affidabilità dei dati a tutte le metriche monitorate e non soltanto alle emissioni di carbonio.
Formazione, inclusione e partnership nella strategia di crescita
Accanto allo sviluppo della metodologia, EcoVadis punta anche a rafforzare l’ecosistema che ruota attorno alla sostenibilità della supply chain, intervenendo sia sulla formazione interna sia sulle collaborazioni con aziende, consulenti e università. Sul fronte delle persone, l’azienda segnala di aver mantenuto un punteggio di inclusività interno pari a 8,3 su 10, continuando a investire in iniziative dedicate a diversity, equity e inclusion. Nel 2025 sono stati inoltre sviluppati 14 percorsi di formazione professionale attraverso la piattaforma My Eco Growth, con l’obiettivo di sostenere la crescita interna e favorire l’accesso a nuovi ruoli professionali legati alla sostenibilità. A questo si aggiunge il lancio dell’Impact Training Program, un programma obbligatorio rivolto ai dirigenti senior per integrare competenze ESG e obiettivi di impatto nei processi decisionali aziendali.
Parallelamente, EcoVadis ha ampliato la rete di organizzazioni coinvolte nei programmi di procurement sostenibile. Nel corso del 2025 l’azienda ha creato un Living Wage Working Group sponsorizzato da L’Oréal e Unilever, dedicato alla condivisione di dati e pratiche sul salario dignitoso lungo la supply chain, e ha rafforzato la propria rete di consulenza specializzata con l’ingresso di 46 partner a supporto delle organizzazioni impegnate nella gestione dei rischi ESG. Sul fronte della ricerca sono state avviate tre collaborazioni accademiche con Insead, Cornell University e Nantes Université per approfondire la relazione tra sostenibilità aziendale e ritorno economico. Il report cita inoltre il lancio del Campus Program, iniziativa che offre accesso gratuito a corsi e strumenti di e-learning sulla sostenibilità a studenti e giovani professionisti. Nel 2025 il programma ha registrato oltre 800 utenti invitati, mentre le attività di divulgazione hanno portato alla realizzazione di 142 presentazioni tra università e conferenze internazionali.
Gli obiettivi al 2030 di Ecovadis
Il report EcoVadis termina con tre obiettivi di impatto di lungo periodo da raggiungere entro il 2030. Il primo riguarda l’espansione delle valutazioni ESG lungo le catene del valore, con il target di arrivare a 300 mila aziende valutate per promuovere pratiche di approvvigionamento sostenibile su scala globale.
Il secondo obiettivo punta ad accelerare la decarbonizzazione Scope 3 attraverso il coinvolgimento di 100 mila aziende nella condivisione di dati primari sulle emissioni. Per EcoVadis, standardizzare e verificare questi dati rappresenta il passaggio necessario per costruire inventari emissivi affidabili e avviare programmi di riduzione concreti.
Un altro fronte riguarda il lavoro e i diritti umani nella supply chain. L’azienda prevede di coinvolgere direttamente 3 milioni di lavoratori attraverso canali di feedback e strumenti di ascolto, con l’obiettivo di passare da un monitoraggio passivo a sistemi di individuazione e gestione attiva dei rischi sociali.
Nel 2026 EcoVadis prevede inoltre di lanciare la EcoVadis Community, una piattaforma collaborativa globale pensata per favorire lo scambio di conoscenze tra aziende, fornitori e professionisti della sostenibilità.
