La gestione delle variabili ESG rappresenta un elemento sempre più strategico per le aziende. Un’evoluzione dettata dalla continua adozione di nuove norme in ambito di rendicontazione ESG, ma anche dall’incremento della sensibilità da parte della comunità finanziaria e dei consumatori. Se fino a poco tempo fa redigere la dichiarazione non finanziaria poteva essere considerato principalmente un modo per aumentare la trasparenza e migliorare la reputazione nei confronti dei propri stakeholder, oggi risulta necessario anche in ottica previsionale.
La pianificazione strategica di breve e lungo periodo, sia delle grandi che delle piccole e medie imprese, deve infatti integrare i fattori ESG per poter operare in modo competitivo sul mercato dei capitali e dei finanziamenti.
ESG News ha intervistato Edilio Rossi, Sales Development Director for Digital Finance & Supply Chain Cloud solutions di Oracle, per un confronto su come i dati e la tecnologia possano aiutare nella gestione delle variabili ESG e in che modo la nuova piattaforma Cloud proposta dalla multinazionale del settore informatico possa aiutare le aziende nella rendicontazione della sostenibilità.
L’accelerazione normativa in materia di finanza sostenibile sta producendo un forte impatto sull’industria finanziaria. Il regolamento SFDR ha rivoluzionato l’approccio degli asset manager alla disclosure e la futura direttiva CSRD imporrà notevoli sforzi di compliance alle imprese quotate e alle società più grandi, ben superiori a quelli dell’attuale NFRD. Cosa cambia in particolare per le imprese e quali saranno le sfide maggiori che dovranno affrontare?
Il framework regolatorio ESG è in continua evoluzione. Di fatto le imprese che devono predisporre il reporting di sostenibilità si trovano di fronte a un quadro di compliance non univoco, perché devono accorpare contributi provenienti da aree aziendali che lavorano su tassonomie, strutture e dimensioni diverse, finalizzate a fornire le informazioni ai diversi stakeholder.
Oracle può fornire alle aziende una piattaforma digitale in Cloud flessibile e completa che possa accompagnarle in un percorso che sarà caratterizzato ancora a lungo da questa eterogeneità e molteplicità di modelli di misurazione e di disclosure ESG, sia in termini di regole di calcolo e di valutazione delle grandezze oggetto di riclassificazione, sia riguardo alle metriche ed indicatori richiesti (KPI di sostenibilità). Inoltre, possiamo aiutare i clienti a rendere disponibili le cosiddette “informazioni non finanziarie” in modo integrato e contestuale a quelle finanziarie, garantendo una coerenza complessiva della disclosure ai mercati. In questo momento le imprese fanno riferimento prevalentemente all’Integrated Reporting, basato sulle regole GRI (Global Reporting Initiative).
Le imprese sono “culturalmente” attrezzate per affrontare queste sfide? O c’è ancora una generale sottovalutazione degli aspetti ESG?
Le aziende italiane mettono oggi al centro dell’agenda dei consigli d’amministrazione questo tema, che rappresenta una priorità assoluta dei CFO, chiamati a definire modelli e processi per la misurazione ESG attraverso il reporting e, aggiungo, la pianificazione della sostenibilità nel breve e nel lungo termine.
L’impatto dell’ESG sulle imprese si sta estendendo: quello che era un problema di adeguamento dell’informativa e necessità di aumento della trasparenza verso i diversi stakeholder – in primis gli investitori – sta diventando un’opportunità per definire le strategie di crescita sostenibile e implementarle in modo concreto.
Gli scenari di business “letti” in chiave ESG possono e devono essere parte integrante dei processi di pianificazione strategica ed operativa al pari delle variabili e degli obiettivi economico-finanziari e patrimoniali.
In sintesi, occorre passare da un’ottica meramente di gestione della conformità a consuntivo ad una decisionale, in ambito previsionale.
Quali sono i rischi in cui incorrono le società che sottovalutano l’importanza degli aspetti ESG?

I rischi per le imprese che non affrontano il tema ESG con la dovuta attenzione e impegno sono numerosi e diversi, e hanno un impatto sostanziale sul business nel breve e nel lungo termine.
Sicuramente la scarsa trasparenza o adeguatezza informativa nella non-financial disclosure, oggi evoluta nei framework ESG, può ridurre la fiducia degli investitori, fino a causare la perdita di fonti di finanziamento, sia di rischio (equity) che di debito (banche, SGR). Con la conseguenza di dover affrontare un incremento complessivo del costo del capitale.
Un altro esempio riguarda il rischio reputazionale, che si presenta su più fronti. Penso a quello dei clienti – sempre più sensibili ai temi ESG – che potrebbero rivolgersi a concorrenti più attenti a questi temi, e far perdere all’azienda l’opportunità di difendere un posizionamento premiante, anche in termini di prezzo, sul mercato; un ulteriore ambito è quello HR, dove l’attenzione ai temi ESG gioca oggi un ruolo chiave sia nell’acquisizione sia nella retention dei talenti.
Cosa possono fare le imprese, in particolare quelle che finora non avevano avuto particolari obblighi di disclosure, per prepararsi adeguatamente ad affrontare con serenità le future regole sul reporting ESG?
Certamente occorre fare riferimento a chi, per ruolo e storia, può fornire nel tempo linee guida aggiornate sull’evoluzione del framework regolatorio e di compliance ESG; mi riferisco alle società di consulenza che già supportano da anni i CFO con le funzioni AFC delle imprese, ad esempio nell’adeguamento ai principi contabili internazionali (IAS/IFRS).
Ritengo molto probabile che a breve assisteremo ad un consolidamento di principi ESG nell’ambito dell’ISSB (International Sustsinability Standard Board).
Una volta stabilite le policy e i modelli ESG da adottare, all’azienda serve una solida tecnologia applicativa digitale in Cloud con cui implementare il framework definito e che semplifichi e governi l’intero processo: dalla raccolta e trasformazione dei dati rilevanti, alla loro aggregazione e consolidamento, fino alla predisposizione automatica del reporting (con KPI predefiniti nel modello) e degli scenari di pianificazione pluriennale strategica (business plan), ed operativa annuale ed infrannuale (budgeting e forecasting).
Oracle ad esempio ha sviluppato un framework ESG che copre tutte queste esigenze, utilizzando le diverse componenti della propria suite EPM (Enterprise Performance Management), leader di mercato assoluta, come confermato da Gartner e IDC.
La regolamentazione sembra produrre una sorta di frattura tra le società grandi e quotate, che dovranno impegnarsi molto su trasparenza e reporting di sostenibilità, e quelle più piccole che non rientrano nelle categorie considerate dalla normativa. Crede che possa essere un problema per aziende piccole e virtuose, che magari fanno fatica a mettere in luce i propri sforzi per essere sostenibili?
No, perché anche le PMI rientrano pienamente nei rischi e nelle opportunità derivanti dall’impatto dei principi ESG sul proprio business. È probabile che, per queste realtà, si andranno a sviluppare dei modelli e degli strumenti più semplici e adatti a loro, facendo leva sul potenziale di standardizzazione proprio delle soluzioni digitali in Cloud che consentono di gestire già oggi in modo facile, veloce e collaborativo il processo di planning e reporting di sostenibilità.
In questi casi possiamo ritenere che la fase precedente di raccolta, riclassificazione e preparazione dei dati a fini ESG sia meno impegnativa di quella delle grandi imprese e che quindi possa essere gestita senza grossi sforzi di system integration tra l’applicazione dedicata alla sostenibilità e le fonti che la alimentano (tipicamente i dati che risiedono nei sistemi transazionali ERP, HCM e di Procurement, ad esempio). Le PMI italiane hanno a mio avviso un grande potenziale nel perseguire un approccio strategico basato su ESG, dato che la qualità delle filiere, dei processi produttivi e dei prodotti delle nostre imprese è mediamente molto più elevata dei concorrenti internazionali e non può che beneficiare di una comunicazione esterna che metta al centro la sostenibilità.
