La Taskforce on Inequality and Social-related Financial Disclosures (TISFD) pubblica la prima bozza degli standard per aiutare imprese e investitori a misurare impatti, rischi, dipendenze e opportunità legati a lavoratori, comunità e disuguaglianze
Dopo clima e biodiversità, la finanza prova a strutturare anche la rendicontazione sui temi sociali. La Taskforce on Inequality and Social-related Financial Disclosures (TISFD) ha pubblicato la prima versione del proprio framework dedicato alla rendicontazione di rischi, impatti e opportunità legati a disuguaglianze e fattori sociali, con l’obiettivo di creare uno standard internazionale comparabile per la reportistica “people-related”, ovvero che riguarda tutti gli aspetti connessi alle persone.
Il framework nasce per aiutare aziende e istituzioni finanziarie a comprendere come lavoratori, comunità, diritti umani, accesso alle opportunità economiche e disuguaglianze influenzino non solo la sostenibilità sociale, ma anche la resilienza economica, la stabilità dei mercati e la creazione di valore nel lungo periodo.
Secondo la task force, le attuali pratiche di reporting sociale risultano ancora frammentate e poco comparabili, rendendo difficile per investitori e stakeholder valutare correttamente i rischi sistemici legati alle disuguaglianze. Il nuovo framework punta quindi a costruire un linguaggio comune per integrare i temi sociali nei processi decisionali aziendali e finanziari.
Uno degli aspetti centrali del documento è il concetto di relazione tra imprese, sistemi economici e persone. La TISFD evidenzia infatti che le aziende non dipendono soltanto da capitale finanziario o naturale, ma anche dalla stabilità sociale, dalla qualità del lavoro, dalla fiducia delle comunità e dall’accesso equo alle opportunità economiche. Quando queste condizioni si deteriorano, aumentano i rischi economici, reputazionali e operativi per imprese e investitori.
Il framework si struttura in modo coerente con gli standard già esistenti sulla sostenibilità, in particolare quelli della Task Force on Climate-related Financial Disclosures e della Taskforce on Nature-related Financial Disclosures. L’obiettivo è favorire un approccio integrato tra rendicontazioni su clima, ambiente, biodiversità e aspetti sociali, evitando una proliferazione di standard separati.
Gli esperti del gruppo, che includono rappresentati di aziende e iniziative internazionali riconosciute tra cui ING, Schneider Electric, AXA, Oxfam, OCSE, sottolineano inoltre la volontà di garantire interoperabilità con gli standard dello International Sustainability Standards Board (ISSB), della Global Reporting Initiative (GRI) e con gli standard europei ESRS previsti dalla CSRD.
Nel documento vengono introdotti alcuni concetti chiave destinati a diventare centrali nella futura rendicontazione sociale: impatti sulle persone, dipendenze economiche e sociali, distribuzione del valore, vulnerabilità sistemiche e relazione tra disuguaglianze, clima e natura. La TISFD insiste in particolare sul fatto che crisi climatica, perdita di biodiversità e disuguaglianze sociali siano fenomeni interconnessi che non possono più essere affrontati separatamente.
La prima versione del framework include principi generali, raccomandazioni preliminari sulle disclosure e basi concettuali. Le future versioni dovrebbero invece introdurre metriche quantitative, indicatori comparabili e linee guida operative per imprese e investitori.
Con la pubblicazione della bozza (che puoi consultare qui) si apre ora una consultazione pubblica internazionale che resterà aperta fino al 31 luglio 2026. La versione definitiva del framework è attesa nel 2027, dopo una fase di test, pilot e confronto tecnico con aziende, istituzioni finanziarie, organizzazioni sindacali e società civile.
