L’ISSB consentirà l’utilizzo delle metriche TNFD (Taskforce on Nature-related Financial Disclosures) per le disclosure sulla natura e conferma che il framework sarà alla base della futura IFRS Practice Statement dedicata ai rischi nature-related.
L’International Sustainability Standards Board (ISSB) della IFRS Foundation consentirà alle imprese di utilizzare le metriche sviluppate dalla Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD) per soddisfare i futuri requisiti di rendicontazione sui rischi e sulle opportunità legati alla natura. Contestualmente, il board ha confermato che il framework TNFD rappresenterà uno dei principali riferimenti per la stesura della futura IFRS Practice Statement dedicata alle disclosure nature-related, la cui bozza è attesa entro la fine dell’anno. L’obiettivo è favorire una maggiore coerenza nel panorama della rendicontazione di sostenibilità, evitando la proliferazione di framework differenti e semplificando il lavoro delle aziende che stanno già adottando gli standard IFRS sulla sostenibilità.
La nuova iniziativa rientra nel percorso avviato dall’ISSB per sviluppare indicazioni standardizzate sulla comunicazione dei rischi e delle opportunità connessi alla natura, dopo la pubblicazione nel 2023 dei primi standard internazionali di rendicontazione sulla sostenibilità (IFRS S1) e sul clima (IFRS S2).
Diversamente da quanto inizialmente ipotizzato, il board ha deciso di non sviluppare, almeno per il momento, un nuovo standard obbligatorio dedicato esclusivamente alla natura. Ha invece optato per una IFRS Practice Statement, uno strumento che, pur non essendo obbligatorio per definizione, segue il medesimo processo di elaborazione degli standard IFRS, inclusa la consultazione pubblica.
Secondo l’ISSB, questa soluzione consentirà alle imprese di integrare gradualmente le informazioni relative alla natura senza interrompere o complicare l’implementazione degli standard già in vigore. Allo stesso tempo, le singole giurisdizioni potranno decidere di rendere obbligatoria la Practice Statement nell’ambito dei propri ordinamenti.
Tra le decisioni assunte dal board figura inoltre la proposta di permettere alle aziende di utilizzare le metriche di disclosure sviluppate dal TNFD per rispondere ai requisiti informativi sulla natura. L’utilizzo sarà possibile a condizione che tali indicatori siano coerenti con gli obiettivi dello standard IFRS S1 e non siano in contrasto con gli standard ISSB o con la futura Practice Statement.
L’integrazione del framework TNFD punta a valorizzare un riferimento già ampiamente riconosciuto a livello internazionale per la valutazione e la rendicontazione delle dipendenze, degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla natura. Per garantire uniformità nell’applicazione, l’ISSB propone inoltre che le aziende che intendano dichiarare la conformità alla futura Practice Statement debbano rispettarne integralmente tutti i requisiti, che saranno definiti nella bozza attesa entro la fine dell’anno. L’obiettivo è ridurre la frammentazione delle disclosure, evitando il fenomeno del cherry-picking, e garantire maggiore comparabilità tra le informazioni pubblicate. Inoltre, le organizzazioni che adotteranno la Practice Statement dovranno applicare anche gli standard IFRS S1 e IFRS S2, creando così un quadro di rendicontazione coerente tra sostenibilità generale, clima e natura.
“L’ISSB vede una reale opportunità di affrontare la frammentazione dell’attuale panorama delle disclosure attraverso la proposta di una Practice Statement che si fonda sul framework TNFD e sviluppa ulteriormente gli standard IFRS S1 e IFRS S2”, ha sottolineato la vicepresidente dell’ISSB, Sue Lloyd. “La proposta di una Practice Statement ci permette di raggiungere questo obiettivo senza ostacolare l’implementazione e l’adozione degli standard ISSB nel mondo. Allo stesso tempo, scegliendo questo strumento, lasciamo aperta la possibilità di sviluppare in futuro un vero e proprio standard dedicato”.
L’iniziativa conferma, quindi, la volontà dell’ISSB di costruire un sistema di rendicontazione sempre più integrato tra clima, sostenibilità e capitale naturale, facendo leva su framework già consolidati anziché creare nuovi modelli paralleli.
Per le imprese si prospetta così un percorso di disclosure più coordinato e potenzialmente meno oneroso, mentre per investitori e altri stakeholder l’obiettivo è ottenere informazioni più omogenee e confrontabili sui rischi e sulle opportunità che la natura può generare per il business.
