Non è vero che la sostenibilità è “passata di moda”, come la narrativa statunitense vorrebbe far credere, bensì è motore di competitività, sviluppo e progresso. Un concreto strumento strategico, ma a una condizione: non deve essere approcciata come un mero adempimento normativo o una dichiarazione di intenti, ma essere interiorizzata e applicata come nuovo paradigma industriale in cui l’innovazione rappresenta lo strumento chiave capace di generare valore finanziario, ambientale e sociale. Lo dimostrano le storie, le interviste, le case history aziendali e i professionisti della terza edizione della guida ESGmakers- i protagonisti della sostenibilità, presentata il 9 ottobre in occasione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, durante il convegno L’innovazione come leva competitiva della sostenibilità. Moderato da Alessandra Frangi, Founder di ESGnews, l’incontro ha visto la partecipazione di Francesco Matraxia, Global Systems Compliance & Sustainability Manager di Angelini Technologies – FAMECCANICA, e Maurizio Rigolio, Group Environmental Sustainability Manager di MAIRE, i quali hanno portato testimonianza di come l’innovazione sia diventata un pilastro trasversale delle loro strategie di sostenibilità.
“Per la terza edizione di ESGmakers siamo partiti da una domanda: sostenibilità, a che punto siamo?” ha dichiarato Alessandra Frangi, “Ne è emerso un panorama vivace, ricco di iniziative, progetti e storie interessanti, come quelle di Angelini Technologies – FAMECCANICA e MAIRE”.
La nuova pubblicazione di ESGnews mette in luce infatti come un numero crescente di aziende consideri oggi la sostenibilità una leva di creazione di valore. “Ciò che emerge con forza è che la sostenibilità deve essere qualcosa di concreto, integrato nella strategia aziendale e capace di produrre cambiamento reale nei processi e nei prodotti. Lo strumento attraverso cui questo può avvenire è l’innovazione: solo innovando è possibile portare sul mercato prodotti sostenibili accessibili” ha proseguito Frangi.
La sostenibilità, quindi, deve essere qualcosa di vero e non solo un adempimento burocratico. Ma anche qui attenzione a fare di tutta un’erba un fascio. Le regole e i dati sono importanti e imparare a rendicontarli è essenziale per avere degli strumenti per capire dove si sta andando ed evitare fenomeni di greenwashing. E oramai esistono diverse soluzioni tecnologiche che, anche con l’ausilio dell’AI, permettono alle aziende di raccogliere, misurare e rendicontare i propri KPI ESG in modo agevole ed efficace, come dimostrano gli esempi citati nella guida.
Indice
Innovazione come chiave del cambiamento
La sostenibilità è reale solo se si traduce in processi innovativi, capaci di trasformare la produzione, la catena di fornitura e i modelli di business. Ne è convinta MAIRE, società quotata attiva nel settore ingegneristico, tecnologico ed energetico, con competenze specifiche nell’impiantistica, nella chimica verde e nello sviluppo di tecnologie per la transizione energetica. Il gruppo sulla sostenibilità ha costruito una linea di business dedicata ormai da tempo, ma è stato con l’implementazione della CSRD e con la definizione degli ESRS (gli standard di rendicontazione della sostenibilità dell’UE da seguire nella redazione di un bilancio CSRD compliant), che la sua integrazione ha subìto una ulteriore e forte accelerazione. Se infatti nel precedente piano di sostenibilità l’innovazione rappresentava uno dei sei pilastri, oggi MAIRE riconosce l’innovazione come elemento trasversale, che attraversa tutte le funzioni aziendali, inclusa la governance. “Perché l’innovazione possa generare un impatto concreto ed essere enabler di sostenibilità, deve partire dal top management, essere pienamente condivisa e penetrare tutte le attività aziendali” ha affermato Rigolio, “In questa visione, la sostenibilità diventa un motore al servizio dell’innovazione, e l’innovazione, a sua volta, diventa lo strumento per rendere la sostenibilità possibile. Tutte le linee di business sono coinvolte: ogni area deve vivere di innovazione, trasformando competenze ingegneristiche e capacità operative in soluzioni più efficienti e sostenibili”.
Anche per Angelini Technologies – FAMECCANICA, divisione tecnologica del gruppo Angelini Industries, l’innovazione è “enabler di sostenibilità”: un mezzo per creare valore per clienti e stakeholder attraverso soluzioni tecnologiche avanzate. Due casi emblematici, racconta Matraxia, sono Greenpackt® e Battery Cell, progetti che uniscono efficienza produttiva e riduzione degli impatti ambientali. Greenpackt® è un sistema di packaging innovativo per detergenti monodose che consente di eliminare la plastica da fonti fossili, utilizzare materiali biodegradabili o compostabili e integrare in un’unica linea automatizzata le fasi di produzione e riempimento, riducendo sprechi e complessità. Battery Cell, invece, applica tecnologie di laser notching al settore dell’accumulo energetico, migliorando le performance delle batterie, riducendo i costi operativi e favorendo la transizione energetica. “È importante avere in mente che innovare non significa soltanto sviluppare un nuovo prodotto, ma anche ripensare i metodi, i processi e i modelli operativi” ha affermato Matraxia. Anche per Angelini Technologies – FAMECCANICA, la CSRD ha rappresentato un punto di svolta, spingendo l’azienda a ripensare il piano strategico in una prospettiva più integrata e sostenibile. “Il percorso è partito dalla “P” di People, mettendo al centro le persone, ma si è poi ampliato a un ecosistema di innovazione che coinvolge startup, biotech, digitale e welfare, in un modello aperto e collaborativo”.
Misurare l’impatto dell’innovazione
“Abilitare la sostenibilità” significa, anche, sviluppare soluzioni tecnologiche che aiutino altri operatori industriali a ridurre a loro volta i propri impatti su ambiente e persone. Ma per poterlo fare è necessario misurare tali impatti e quantificare gli eventuali benefici di un determinato processo innovativo. Da questo punto di vista, MAIRE ha creato un framework aziendale per calcolare, in modo oggettivo, gli effetti positivi delle proprie tecnologie in termini di riduzione delle emissioni. L’analisi si basa sul concetto di “Scope 4”, ossia le emissioni evitate. In pratica, l’azienda confronta le prestazioni ambientali delle proprie tecnologie con uno scenario Business As Usual (BAU), ovvero un modello di riferimento che rappresenta l’alternativa tradizionale, non innovativa. La differenza tra le due performance indica le emissioni di CO₂ evitate grazie all’adozione della tecnologia MAIRE.
Questa metodologia è stata validata da terze parti indipendenti, per garantirne la robustezza e la credibilità, e l’azienda sta lavorando affinché questi dati possano essere inclusi nel bilancio di sostenibilità. Attualmente, il calcolo viene applicato solo alle tecnologie già operative, cioè dove esistono dati reali e misurabili. Il gruppo sta inoltre cercando di estendere lo stesso approccio ad altri ambiti, come la riduzione dell’inquinamento da plastiche e la circolarità dei materiali, aree però più complesse, perché, a differenza della riduzione delle emissioni climalteranti, in cui c’è una metrica condivisa, ovvero le emissioni CO₂ equivalenti, non esistono invece metriche condivise o standardizzate per valutare quantitativamente la riduzione delle microplastiche o il miglioramento della circolarità. Per questo, l’azienda è impegnata nello sviluppo di nuovi indicatori e metodologie di misurazione, con l’obiettivo di rendere sempre più oggettivo e trasparente il contributo delle proprie innovazioni alla sostenibilità ambientale.
Proteggere l’innovazione
Al contempo, una volta investito nella ricerca di nuove tecnologie e modelli innovativi, sottolinea Angelini è anche importante riuscire a trarne un vantaggio competitivo, in questo modo all’investimento che ha contribuito ad alimentare processi sostenibili viene riconosciuto un ritorno economico. È quindi anche per questo che il gruppo riconosce grande valore alla proprietà intellettuale e dal 2021 è nella top 10 delle aziende italiane che inviano maggiori richieste di brevetti all’EPO (European Patent Office), sintomo dell’impegno nella ricerca di nuove idee e della creazione di una cultura dell’innovazione che è trasversale fra tutti i reparti dell’azienda.
In particolare, Angelini ha definito una vera e propria Intellectual Property Roadmap, ispirata al principio dei Twin Goals, cioè la convergenza tra obiettivi di business e obiettivi di sostenibilità. Questo approccio ha portato alla mappatura di oltre 200 obiettivi integrati, favorendo una cultura aziendale orientata alla trasversalità dei processi e alla multiculturalità, elementi chiave per alimentare l’innovazione in modo continuo e diffuso.
Un ecosistema di innovatori
La guida ESGmakers 2025 si propone come uno strumento pratico e autorevole per orientarsi nel mondo ESG, raccogliendo nomi, esperienze e storie di innovazione sostenibile. Una mappa di aziende e professionisti che investono in tecnologie, processi innovativi e persone per costruire un’economia a basse emissioni, capace di generare prosperità economica e promuovere comunità più equa e inclusiva.

