La Svizzera propone nuove norme sulla sostenibilità aziendale che introducono criteri di reporting più chiari e standard internazionali. L’obiettivo è armonizzare il quadro normativo con le recenti direttive europee.
La Svizzera ha presentato una proposta di legge per introdurre nuove regole su reporting di sostenibilità e due diligence aziendale, allineandosi agli standard europei più recenti. Il progetto riguarda in particolare le grandi imprese e stabilisce nuovi obblighi di trasparenza sulle questioni ambientali, sociali e di governance.
La proposta della Federal Act on Sustainable Corporate Governance nasce alla luce dei recenti cambiamenti nella regolamentazione europea, che hanno modificato la portata degli obblighi previsti per le imprese nell’ambito della rendicontazione di sostenibilità e della due diligence nelle catene del valore.
Uno degli obiettivi principali della proposta è creare maggiore allineamento tra la normativa svizzera e quella dell’Unione europea. In particolare, il nuovo quadro normativo si ispira alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), che disciplinano la trasparenza ESG e la gestione degli impatti ambientali e sociali delle imprese.
Secondo la proposta, gli obblighi di reporting sulla sostenibilità saranno applicati principalmente alle società di dimensioni più grandi. La soglia prevista riguarda imprese con almeno 1.000 dipendenti e un fatturato annuo di circa 450 milioni di franchi svizzeri. In questo modo, il numero di aziende interessate dalle nuove regole potrebbe scendere a circa cento, rispetto alle circa duecento che oggi devono pubblicare report su temi ESG e climatici.
Per gli obblighi di due diligence, invece, la soglia è simile a quella CSDDD, pari a 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di franchi svizzeri. In base alle stime del Consiglio federale, sarebbero circa trenta le aziende interessate da questi obblighi.
Le imprese interessate dovrebbero anche verificare se le proprie attività, quelle delle società controllate o dei partner lungo la catena di fornitura possano generare impatti negativi, effettivi o potenziali, su diritti umani e ambiente. La proposta richiede inoltre l’adozione di strategie e codici di condotta dedicati, l’integrazione dei criteri di sostenibilità nei sistemi di gestione del rischio e l’introduzione di strumenti per prevenire o affrontare eventuali impatti.
Le aziende coinvolte dovranno redigere i loro report secondo standard riconosciuti a livello internazionale, come gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) o altri sistemi equivalenti. L’obiettivo è rendere i dati comparabili con quelli delle imprese europee e migliorare la qualità delle informazioni disponibili per investitori, istituzioni e altri stakeholder.
La Svizzera dispone già di una serie di obblighi di trasparenza sulla sostenibilità. Attualmente, infatti, le società con più di 500 dipendenti devono pubblicare report annuali su temi come ambiente, diritti umani, condizioni di lavoro e lotta alla corruzione. A queste norme si aggiungono anche requisiti specifici sul clima, che includono informazioni su emissioni di gas serra, rischi climatici e strategie di transizione.
Con la nuova proposta legislativa, il governo svizzero punta quindi a rivedere e semplificare il sistema esistente, concentrando gli obblighi sulle imprese più grandi ma rafforzando al tempo stesso la coerenza con gli standard internazionali.
