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CSRD, l’ Omnibus riduce dell’88% le aziende extra-UE soggette agli obblighi di rendicontazione

Il numero di aziende extra-UE tenute a rispettare gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità, quindi soggette alla CSRD, passerà da 10.000 a 1.200 a seguito delle modifiche del pacchetto Omnibus. Significa una una riduzione dell’88%. Sono queste le stime diffuse dall’EFRAG, l’organismo incaricato di sviluppare gli standard tecnici alla base della direttiva, che confermano un importante ridimensionamento del perimetro della Corporate Sustainability Reporting Directive europea.

La revisione è una delle conseguenze più rilevanti del pacchetto Omnibus, lanciato dalla Commissione europea con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti normativi e alleggerire gli oneri amministrativi per le imprese. Le nuove soglie previste restringono in modo significativo il campo di applicazione della CSRD per i gruppi internazionali operanti nel mercato europeo.

Nella versione originaria della direttiva, rientravano nell’ambito di applicazione le aziende non europee con ricavi superiori a 150 milioni di euro nell’Unione e una controllata o filiale europea con almeno 40 milioni di euro di fatturato. Con la proposta Omnibus, invece, saranno coinvolte soltanto le società che generano nell’UE oltre 450 milioni di euro di ricavi netti per due esercizi consecutivi e che dispongono di una presenza europea con ricavi superiori a 200 milioni di euro.

Secondo le valutazioni di EFRAG, il nuovo perimetro interesserà principalmente le grandi multinazionali. Tra queste, rimarrebbero soggette agli obblighi di reporting circa 350-450 aziende statunitensi, 150-200 britanniche e tra 100 e 150 società provenienti da Svizzera e Giappone.

Parallelamente, EFRAG ha ricordato la ripresa dei lavori sugli standard di rendicontazione dedicati ai gruppi extra-europei, i cosiddetti Non-EU European Sustainability Reporting Standards (N-ESRS). Lo sviluppo era stato sospeso nel 2025 proprio in attesa di conoscere l’esito del processo Omnibus.

La bozza degli standard dovrebbe essere pubblicata per consultazione pubblica a metà luglio. Rispetto agli ESRS applicati alle imprese europee, che richiedono informazioni su impatti, rischi e opportunità, gli N-ESRS dovrebbero concentrarsi principalmente sugli impatti delle attività aziendali in materia di sostenibilità. L’architettura della rendicontazione resterà comunque simile a quella già prevista per le aziende europee, con 12 standard tematici dedicati, tra gli altri, a cambiamento climatico, inquinamento, risorse idriche e requisiti generali di disclosure, articolati in quattro aree principali: governance, strategia, gestione degli impatti attraverso politiche e azioni, metriche e obiettivi.

EFRAG prevede di sottoporre la bozza a una consultazione di 100 giorni e di trasmettere il proprio parere tecnico definitivo alla Commissione europea entro gennaio 2027. Un passaggio che contribuirà a definire in modo più chiaro il quadro della rendicontazione di sostenibilità per le multinazionali non europee che operano nel mercato comunitario.

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