ISS ESG, provider di soluzioni che permettono agli investitori di sviluppare e integrare politiche e pratiche di investimento responsabile, ha lanciato una nuova versione personalizzabile del suo Climate Impact Report, lo strumento pensato per aiutare gli investitori a monitorare e comunicare le loro attività in ambito climatico, inclusi la definizione degli obiettivi, la gestione dei rischi, la reportistica e il coinvolgimento con lgli stakeholder. L’obiettivo è fornire una visione dettagliata e comprensiva delle impatti climatici dei portafogli d’investimento, permettendo agli utenti di allineare meglio le loro strategie alle normative e agli standard internazionali.
Il report offre analisi dettagliate delle emissioni Scope 1, 2 e 3, dei rischi legati alla transizione energetica e dei rischi fisici derivanti dal cambiamento climatico, nonché una valutazione degli scenari climatici basati sullo scenario di sviluppo sostenibile dello IEA.
E proprio la possibilità di personalizza l’allineamento con gli scenari climatici è una delle principali novità della versione aggiornata del Climate Impact Report. Gli utenti possono scegliere tra diversi modelli di scenario, dal Network for Greening the Financial System (NGFS) e dal modello One Earth Climate dell’UNEP, selezionando pacchetti di modelli standard o avanzati. Questi offrono rispettivamente due o cinque modelli e fino a 22 scenari possibili, permettendo agli investitori di adattare il report alle proprie esigenze specifiche. In questo modo, è possibile ottenere una visione dettagliata e personalizzata dell’impatto climatico previsto a seconda delle diverse strategie di investimento.
La nuova versione aggiornata dello strumento risponde alla crescente domanda di mercato per un approccio più unificato all’allineamento degli scenari, incorporando le ultime best practice per misurare l’allineamento del portafoglio, comprese le raccomandazioni della Glasgow Financial Alliance for Net Zero (GFANZ), e fornisce un’analisi delle performance dei portafogli su orizzonti temporali a medio e lungo termine (2030 e 2050).
