Report di sostenibilità

Banca Generali, la crescita sostenibile vale oltre i numeri

Nel racconto della performance di un istituto finanziario, i numeri sono il punto di partenza. Ma non bastano: oggi la crescita perde valore se non è sostenibile. Un impatto che non si esaurisce nei dati di bilancio, ma si misura nella capacità di generare valore positivo per le persone, la comunità e l’ambiente. Nel caso di una private bank, significa anche creare legami di fiducia e accompagnare i clienti in scelte orientate al lungo periodo.

È il caso di Banca Generali, fotografato dal Community Report del primo semestre 2026, che offre una chiave di lettura dell’attività dell’istituto oltre la performance finanziaria. Il documento non è solo un rendiconto istituzionale, ma uno strumento di trasparenza e dialogo con il mercato. Si affianca alla Sustainability Policy, alla Relazione Integrata, all’Active Ownership Report, al Tax Transparency Report e agli altri documenti con cui il gruppo rende conto del proprio impatto, dei progressi compiuti e delle sfide ancora aperte.

Accanto ai risultati finanziari, con il conto economico in crescita a doppia cifra e risultati commerciali record, si delinea un modello che integra alla solidità economica indicatori di sostenibilità concreti, misurabili e sempre più presenti nella strategia industriale.

Sul fronte ambientale, Banca Generali utilizza il 100% di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili nelle sedi di Milano e Trieste e ha ridotto del 46% l’impronta carbonica degli investimenti rispetto ai livelli del 2019. Nello stesso periodo le emissioni dirette e indirette di CO₂, Scope 1 e Scope 2, sono diminuite del 31%. Numeri che non rappresentano un capitolo separato del bilancio, ma il segnale di obiettivi ESG entrati nei processi decisionali e nella gestione quotidiana dell’attività bancaria.

Insieme all’ambiente, il secondo pilastro è rappresentato dalle persone, in un’ottica di diversità, relazioni di lungo periodo e formazione come leva per affrontare un futuro in costante cambiamento. Tra gli oltre 1.300 dipendenti, la parità di genere è quasi raggiunta, con una componente femminile pari al 49%. Il 97% delle risorse è assunto a tempo indeterminato, mentre il 72% delle nuove assunzioni riguarda professionisti under 35: un dato che racconta non solo il ricambio generazionale, ma anche la volontà di investire su competenze destinate a sostenere la crescita futura. Per coltivare questo capitale umano, nel 2025 sono state erogate oltre 75 mila ore di formazione, pari a una media di 56 ore per dipendente.

La stessa logica riguarda la rete dei consulenti finanziari, punto di contatto tra la banca e i clienti. I professionisti della private bank hanno beneficiato di oltre 163 mila ore di formazione complessive, di cui 8.800 dedicate alle tematiche ESG. Un investimento che rafforza l’idea di sostenibilità come componente della pianificazione finanziaria, non come etichetta accessoria: scegliere, proteggere, allocare risorse e accompagnare i passaggi generazionali significa incidere sulla vita economica delle famiglie nel tempo.

Questa visione è coerente con la missione della banca: affiancare i clienti con uno sguardo al futuro fondato su un orizzonte di lungo periodo. L’obiettivo è spostare l’attenzione dal breve termine alla durata del valore creato, mettendo sullo stesso piano risultati economici e responsabilità sociale.

Il concetto di sostenibilità assume così il suo significato più pieno: non solo attenzione alle metriche ambientali, ma qualità delle relazioni, continuità delle competenze, trasparenza verso il mercato e responsabilità nel modo in cui il valore viene costruito, distribuito e restituito al territorio e alla comunità.

In questa direzione va l’impegno per l’educazione finanziaria, tema centrale della strategia ESG della banca, che ha coinvolto nell’ultimo anno oltre 5.000 studenti in più di 50 scuole italiane, con iniziative sviluppate insieme a FEduF ed ELIS. A queste si affianca Time to Change, progetto dedicato ai 17 Obiettivi dell’Agenda ONU 2030, con oltre 30 incontri sul territorio, 15 allestimenti della mostra fotografica e 20 proiezioni del docufilm dedicato al tema.

La sostenibilità non è un capitolo laterale rispetto alla crescita: ne è la condizione di qualità. La performance più solida non si misura soltanto nelle masse gestite, nei ricavi o negli utili, ma nella capacità di trasformare quei risultati in fiducia, competenze, inclusione, tutela del risparmio e attenzione alle nuove generazioni. È lì, oltre i numeri di bilancio, che una banca dimostra quanto valore è davvero in grado di lasciare.

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