La commissione europea stop alla cancellazione automatica delle quote in eccesso nella riserva di mercato

Carbon tax

EU ETS, l’Europa punta a rafforzare la stabilità: le quote in eccesso non saranno più eliminate

Stop alla cancellazione automatica delle quote di CO₂ in eccesso nell’EU ETS per rendere il mercato del carbonio dell’Unione Europea meno esposto a forti oscillazioni dei prezzi e più resiliente alle crisi energetiche. È la modifica proposta dalla Commissione Europea: in pratica, tutte le quote della riserva superiori a 400 milioni non saranno più invalidate, come accade attualmente, bensì mantenute come riserva in grado di sostenere la stabilità del mercato.

All’occorrenza, per esempio in caso di carenza di permessi o di prezzi troppo elevati, le quote eccedenti potrebbero quindi essere reimmesse sul mercato, contribuendo a evitare squilibri e a mantenere il prezzo della CO₂ più prevedibile nel tempo.

La riserva stabilizzatrice del mercato, infatti, è un meccanismo basato su regole per adeguare la fornitura di quote nell’EU ETS: riduce l’offerta di quote sul mercato in caso di circolazione eccessiva e inietta quote in caso di scarsità del mercato. Operativa dal 2019 ha affrontato con successo l’eccedenza strutturale di quote accumulata dopo la crisi finanziaria del 2008 e da allora ha contribuito a ripristinare la fiducia nel mercato del carbonio. Alla fine del 2024 erano stati invalidati 3,2 miliardi di quote.

La proposta di modifica della Commissione sulla riserva stabilizzatrice del mercato sarà ora presentata al Parlamento europeo e al Consiglio e dovrà seguire la procedura legislativa ordinaria per l’adozione. Un riesame completo dell’EU ETS seguirà nel luglio 2026. Ciò includerà eventuali adeguamenti pertinenti per mantenere la riserva stabilizzatrice del mercato adeguata allo scopo nel prossimo decennio.

Nel modello vigente, le quote accumulate nella MSR oltre la soglia di 400 milioni vengono invalidate in modo permanente, riducendo strutturalmente l’offerta e sostenendo il prezzo della CO₂. La proposta della Commissione introduce una discontinuità rilevante rispetto all’attuale configurazione del sistema ETS: le quote eccedenti non verrebbero più cancellate, ma mantenute all’interno della riserva, preservandone la funzione di strumento anticiclico.

L’intervento non altera le regole fondamentali del sistema, che resta basato sull’offerta e la domanda, ma ne modifica in modo significativo il funzionamento e la capacità di risposta agli squilibri di mercato. La riserva stabilizzatrice continurà a ridurre l’offerta di quote sul mercato in caso di circolazione eccessiva e a reimmetterle in caso di scarsità; tuttavia, la fine del meccanismo di invalidazione automatica amplia il margine di manovra del sistema nel medio-lungo periodo, riducendo il rischio di eccessiva contrazione dell’offerta.

In definitiva, la modifica proposta non ha un impatto immediato sull’equilibrio del mercato: le quote nella riserva sarebbero immesse sul mercato solo in periodi di tensione o di aumenti eccessivi dei prezzi.

La scelta riflette un mutato contesto di riferimento. Se nella fase successiva alla crisi finanziaria del 2008 la priorità era riassorbire un eccesso strutturale di quote, obiettivo perseguito anche attraverso la cancellazione permanente, oggi l’attenzione si sposta sulla capacità del sistema di gestire scenari caratterizzati da volatilità energetica, incertezza macroeconomica e tensioni geopolitiche. In questo quadro, una riduzione irreversibile delle quote disponibili richierebbe di rendere il sistema pro-ciclico, amplificando le oscillazioni del prezzo del carbonio invece di smorzarle.

La proposta interviene dunque per rafforzare la funzione di stabilizzazione della MSR, trasformandola in uno strumento più flessibile nella gestione degli stock di quote. Il mantenimento delle eccedenze all’interno della riserva consente di preservare una scorta di permessi cui attingere in caso di tensioni lato offerta, migliorando la prevedibilità del segnale di prezzo senza compromettere l’integrità del sistema.

“Si tratta di un primo passo importante per modernizzare il nostro mercato del carbonio”, ha osservato Wopke Hoekstra, Commissario per il Clima, l’azzeramento delle emissioni nette e la crescita pulita. “Rafforzando la riserva stabilizzatrice del mercato, rafforziamo la resilienza dell’EU ETS alla volatilità e garantiamo che continui a guidare la decarbonizzazione, sostenere la competitività e promuovere investimenti puliti”.

Il meccanismo di scambio di quote di emissione resta un pilastro della strategia climatica europea, la cui centralità impone un aggiornamento degli strumenti di regolazione per garantire che il sistema resti coerente con un contesto in continua evoluzione: da qui il riesame completo previsto a luglio.

L’EU ETS è un fattore chiave per la decarbonizzazione e si fonda su un meccanismo di “cap and trade” che combina un tetto quantitativo alle emissioni con la possibilità di scambio delle quote tra operatori. Questo impianto ha consentito di internalizzare il costo del carbonio e orientare le decisioni di investimento lungo traiettorie di decarbonizzazione economicamente efficienti, riducendo in modo massiccio il consumo di combustibili fossili e  la dipendenza dell’Unione dalle importazioni.

Principalmente grazie all’ETS, le emissioni interne nell’UE sono diminuite del 39%, mentre l’economia è cresciuta del 71% tra il 1990 e il 2024.

Nonostante il suo successo documentato nel ridurre l’impronta carbonica, il sistema rimane al centro di un acceso dibattito. Da un lato, i sostenitori ne lodano l’efficacia nel dare un valore economico all’inquinamento, incentivando l’efficienza; dall’altro, i critici segnalano i rischi di “carbon leakage” (la delocalizzazione delle industrie verso paesi con norme meno rigide) e l’impatto dei costi dei permessi sulle bollette dei cittadini.

La proposta della Commissione si inserisce in questo equilibrio delicato proponendosi come soluzione di compromesso: meno rigidità nella gestione delle quote, per evitare che il sistema diventi instabile proprio mentre è chiamato a guidare la transizione.

Scopri come ESGnews e i suoi partner possono aiutarti.