Munich Re, uno dei maggiori gruppi assicurativi europei e il più grande riassicuratore globale,si ritira dalle coalizioni sul clima. Tra queste la Net Zero Asset Owner Alliance (NZAOA), la Net Zero Asset Manager Initiative (NZAM), che a seguito di una serie di defezioni a gennaio ha sospeso le attività), Climate Action 100+ (CA100+) e l’Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC). La decisione, motivata da pressioni legali e regolatorie, segue l’uscita della società dalla Net-Zero Insurance Alliance (NZIA) nel 2023, quando aveva citato rischi legati alla normativa antitrust.
Il CEO Joachim Wenning ha spiegato che le opportunità di perseguire obiettivi di decarbonizzazione in un approccio collettivo tra assicuratori globali sono limitate, rendendo più efficace un impegno autonomo e mirato.
L’impegno climatico prosegue: i target di decarbonizzazione
Nonostante il ritiro dalle coalizioni Net Zero, Munich Re ribadisce il proprio impegno ambientale e dichiara di mantenere i propri obiettivi climatici. In particolare:
- Investimenti: riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) del portafoglio di investimenti del 29% entro il 2025, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.
- Assicurazioni fossili: riduzione dell’esposizione al settore petrolifero e del gas fino ad eliminare le emissioni nette entro il 2050, con una prima riduzione del 5% entro il 2025. Dal 2023, la società ha cessato di assicurare nuovi progetti petroliferi e infrastrutture per il trasporto del greggio.
- Carbone: diminuzione del 35% dell’esposizione al carbone entro il 2025, con l’obiettivo di eliminarla completamente entro il 2040. Dal 2018, la società ha smesso di assicurare nuovi impianti a carbone, miniere di carbone e, dal 2019, progetti di estrazione di sabbie bituminose.
- Operazioni interne: neutralità carbonica dal 2015, con una riduzione del 44% delle emissioni pro capite tra il 2009 e il 2019. Entro il 2025, l’azienda mira a una ulteriore riduzione del 12% delle emissioni per dipendente e alla completa neutralità climatica entro il 2030.
La reazione delle coalizioni e il contesto normativo
L’uscita di Munich Re dalle iniziative Net Zero è parte di una tendenza più ampia: diverse aziende finanziarie stanno lasciando le coalizioni ESG a causa delle crescenti pressioni politiche e regolatorie, soprattutto negli Stati Uniti. Dopo l’uscita di BlackRock, la NZAM ha sospeso le attività principali per adattarsi al nuovo contesto normativo. Anche la Net-Zero Banking Alliance (NZBA) ha visto il ritiro di tutte le principali banche statunitensi e canadesi.
Un portavoce della NZAOA ha confermato che Munich Re ha comunicato il proprio ritiro, ma ha ribadito che gli impegni climatici dell’azienda rimangono in linea con i protocolli dell’Alleanza, ringraziando la società per la collaborazione negli ultimi cinque anni.
Verso una strategia climatica autonoma
Munich Re ha chiarito che continuerà a contribuire alla protezione del clima in modo indipendente, evitando obblighi di rendicontazione non prescritti dalla normativa e puntando su un approccio più mirato e strategico. Entro la fine dell’anno, la società presenterà nuovi obiettivi climatici, consolidando la sua strategia di sostenibilità.
