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Alleanza per il clima

NZAM riparte: oltre 250 investitori rilanciano l’alleanza globale per il net zero

Sono ripartiti i lavori della Net Zero Asset Managers Initiative (NZAM). Dopo mesi di stallo e un acceso dibattito internazionale sul ruolo degli investitori nella transizione climatica, l’alleanza globale dei gestori patrimoniali impegnati verso le emissioni nette zero rilancia le proprie attività con un rinnovato sostegno da parte di oltre 250 investitori di tutto il mondo e un aggiornamento del proprio impegno.

Cos’è la Net Zero Asset Managers Initiative (NZAM)

La Net Zero Asset Managers Initiative è un’alleanza internazionale volontaria lanciata nel dicembre 2020 da un gruppo iniziale di 30 grandi gestori globali con l’obiettivo di sostenere il traguardo delle emissioni nette zero entro il 2050, o prima, in linea con l’Accordo di Parigi e con lo scenario di contenimento dell’aumento della temperatura globale a 1,5°C.

Fin dall’avvio, i firmatari si sono impegnati a lavorare in partnership con i propri clienti per allineare i portafogli all’obiettivo net zero, fissando target intermedi sulla quota di asset in gestione e sviluppando strategie di investimento coerenti con la decarbonizzazione dell’economia reale. L’elemento distintivo dell’iniziativa non è solo l’orizzonte temporale al 2050, ma l’assunzione di responsabilità progressiva e misurabile lungo il percorso.

Dopo il lancio, l’adesione è cresciuta rapidamente, coinvolgendo centinaia di asset manager a livello globale e arrivando a rappresentare una quota rilevante del risparmio gestito mondiale, per decine di migliaia di miliardi di dollari di asset. Il principio fondante resta invariato: chi gestisce capitali ha un ruolo sistemico nella transizione climatica e deve contribuire in modo trasparente e rendicontabile, integrando obiettivi di riduzione delle emissioni nei portafogli, rafforzando le politiche di engagement e orientando l’allocazione delle risorse verso attività compatibili con un’economia a basse emissioni.

Nello specifico NZAM offre ai gestori patrimoniali una piattaforma per rendere pubblici i propri impegni individuali per l’azzeramento delle emissioni nette e i relativi approcci di attuazione. I firmatari stabiliscono autonomamente obiettivi, sviluppano le proprie strategie e riferiscono annualmente sui progressi compiuti.

“I gestori patrimoniali che partecipano a NZAM inviano un forte segnale ai clienti, agli enti regolatori e ad altri stakeholder chiave: sono investitori lungimiranti e trasparenti, impegnati a gestire i rischi e le opportunità finanziarie legate al clima”, ha affermato Rebecca Mikula-Wright, presidente del comitato direttivo di NZAM.

Perché NZAM si era fermata

Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 però le cose sono cambiate e l’alleanza aveva sospeso le sue attività operative. Il motivo principale erano le pressioni politiche e legali, soprattutto negli Stati Uniti. Parte del mondo politico ha infatti accusato le iniziative net zero di configurare una forma di coordinamento potenzialmente distorsivo della concorrenza o di interferire con il dovere fiduciario verso i clienti. Situazione che ha portato i grandi asset manager ad abbandonare l’iniziativa. Tra i grandi operatori che hanno rivisto la propria partecipazione figurano anche alcuni colossi globali, a partire da BlackRock.

Da qui NZAM ha avviato una riflessione interna sulla governance e sulla formulazione degli impegni, per chiarire la natura volontaria dell’adesione e ribadire che ogni decisione di investimento resta prerogativa esclusiva del singolo gestore, nel rispetto degli interessi dei sottoscrittori.

Il rilancio di questi giorni avviene con un commitment aggiornato, che punta a rafforzare trasparenza e responsabilità individuale, mantenendo al centro l’obiettivo di lungo periodo della neutralità climatica.

Inoltre NZAM ha ricevuto anche un forte sostegno dalla comunità degli asset owner tramite una dichiarazione pubblica da parte di un gruppo di oltre 50 asset owner che rappresentano oltre 3,7 trilioni di dollari in asset. La dichiarazione invita i gestori patrimoniali a partecipare a NZAM, sottolineando che l’iniziativa è in linea “con i principi chiave che aiutano a orientare le migliori strategie di investimento”.

Gli impegni della Net Zero Asset Managers Initiative

Il nuovo Commitment Statement firmato dagli oltre 250 asset manager, riconferma dunque il loro impegno a contribuire al contenimento dell’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali e a proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C, in coerenza con l’Accordo di Parigi. L’attuazione degli impegni è però legata a variabili fondamentali: le scelte dei clienti e il loro orientamento sul clima, il quadro normativo e regolamentare definito dai governi, nonché le strategie adottate dalle imprese partecipate. L’alleanza riconosce quindi che la portata delle azioni dipende anche dall’esistenza di un contesto abilitante.

Nel rispetto dei doveri fiduciari, dei mandati ricevuti e degli obblighi legali, i firmatari si impegnano a:

  1. Fornire ai clienti informazioni chiare e comparabili sui rischi e sulle opportunità finanziarie legate al clima, affinché possano prendere decisioni consapevoli.
  2. Supportare il raggiungimento degli obiettivi climatici dei clienti, anche attraverso maggiori investimenti in soluzioni per il clima, finanziamenti alla transizione e strategie resilienti agli impatti fisici.
  3. Definire obiettivi climatici di breve e medio termine coerenti con il percorso verso le emissioni nette zero, rivedendoli periodicamente alla luce dell’evoluzione dei rischi, delle aspettative dei clienti e delle migliori pratiche di mercato.
  4. Implementare strategie di gestione degli investimenti che integrino in modo sistematico rischi e opportunità climatiche, con l’obiettivo di generare performance sostenibili nel lungo periodo.
  5. Collaborare con gli attori chiave dell’ecosistema finanziario, tra cui fornitori di dati, index provider, agenzie di rating, borse e consulenti, per migliorare la qualità e la disponibilità di strumenti e servizi coerenti con la transizione.
  6. Assicurare che eventuali attività di advocacy e dialogo istituzionale non compromettano gli impegni assunti sul fronte climatico.
  7. Pubblicare un piano di implementazione e rendicontare annualmente le azioni intraprese e i risultati conseguiti.

Chi sono gli italiani firmatari: Algebris, Eurizon e Fideuram

Tra i firmatari non mancano anche realtà italiane. La prima è Eurizon Capital, insieme a Fideuram Asset Management, entrambe parte di Intesa Sanpaolo. La loro adesione alla NZAM risale al 2021, quando sono diventati i primi italiani a partecipare al progetto.

Nel 2022 si è unita anche Algebris Investment.

In occasione del rilancio dell’iniziativa Maria Luisa Gota, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Eurizon Capital SGR SpA ha dichiarato, “Crediamo nel valore di NZAM e siamo lieti di ribadire il nostro impegno.”

La presenza di questi operatori conferma l’attenzione del mercato italiano verso le iniziative climatiche internazionali, spinte anche dalla regolamentazione europea, che incentiva l’integrazione dei fattori ESG nei processi di investimento.

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