Net Zero Banking Alliance Axiom

L'opinione di Laura Ramirez, Axiom Alternative Investments

Fine della Net Zero Banking Alliance, cosa cambia per gli investitori

A inizio ottobre la Net-Zero Banking Alliance (NZBA), la coalizione globale sostenuta dalle Nazioni Unite per promuovere la finanza a emissioni zero, ha cessato ufficialmente le proprie attività. La decisione, arrivata dopo il voto delle banche aderenti, segna la fine di un’iniziativa lanciata nel 2021 e rapidamente cresciuta fino a includere oltre 140 istituti finanziari in tutto il mondo. La NZBA non scomparirà del tutto: resterà come framework di riferimento, mantenendo linee guida e principi per supportare le banche nella definizione dei propri obiettivi di decarbonizzazione e piani di transizione climatica.

Di seguito riportiamo il commento di Laura Ramirez, head of ESG di Axiom Alternative Investments, asset manager indipendente specializzato in finanziari europei e gestore dell’Axiom Climate Financial Bonds, fondo SFDR 9 riservato agli investitori professionali che investe in bond subordinati, sulla fine della Net Zero Banking Alliance.


Come atteso, con il voto delle banche aderenti all’iniziativa, a inizio mese la Net Zero Banking Alliance ha chiuso i battenti e sarà trasformata in un’iniziativa quadro.

Per noi investitori questa è una cattiva notizia, perché le buone pratiche e la collaborazione incoraggiate da questa alleanza hanno contribuito a far progredire il lavoro delle banche realmente impegnate nel conseguimento di obiettivi di sostenibilità. Inoltre, l’adesione all’alleanza offriva una certa garanzia agli investitori, poiché forniva un minimo di certezza sul percorso che le banche dovevano seguire, anche dopo che le linee guida per la determinazione degli obiettivi erano state indebolite all’inizio di quest’anno.

La buona notizia è che il quadro di riferimento Net Zero della Science-based Target Initiative è già in vigore da 3 mesi. Sebbene lo standard non sia perfetto, esso impone alle banche di porre fine al finanziamento per obiettivi generici alle aziende coinvolte nell’espansione del settore petrolifero e del gas al più tardi entro il 2030. Pertanto, potrebbe diventare il nuovo ‘gold standard’ in termini di definizione degli obiettivi.

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