L’Intelligenza Artificiale (IA) è ancora gestita dalle aziende come una tecnologia e raramente i suoi impatti etici, ESG e di sostenibilità sono affrontati in modo organico nei codici etici o in policy specifiche. È quanto emerge dalla ricerca di Standard Ethics Unmasking Sustainability in AI: an overview of global company practices, svolta dall’agenzia di rating londinese con l’obiettivo di fornire una visione sulla governance dell’intelligenza artificiale da parte delle maggiori quotate a livello globale. L’intento è stato comprendere se l’IA è ancora gestita come una semplice tecnologia o se invece viene governata come uno strumento più complesso che impatta anche i diritti degli individui a vari livelli, come ormai evidenziato da analisti e da grandi organizzazioni internazionali.
Standard Ethics ha quindi esaminato un campione di 245 grandi quotate, con una capitalizzazione minima di almeno un miliardo di dollari, di cui 98 dell’area Ue e 147 non-Ue. Lo studio si è basato su 4 domande per indagare se all’intelligenza artificiale è stato riconosciuto il suo impatto etico (e ESG) ed è quindi trattata nei codici etici, se le imprese hanno sentito la necessità di pubblicare una policy sull’IA per rendere conto agli stakeholder dei loro approcci, se le imprese rendono pubblici altri documenti minori sull’argomento, seppure meno completi di una policy, e se le eventuali policy dedicate all’IA siano chiaramente allineate alle indicazioni internazionali.
Dall’analisi è emerso che nessuna società del campione ha introdotto il tema dell’IA all’interno del codice etico o di condotta, mentre solo il 9% delle società (ed esclusivamente in ambito europeo) pubblica una policy sulla IA. Nessuna di tali policy sulla IA fa però esplicito riferimento alle indicazioni volontarie internazionali sull’intelligenza artificiale.
In riferimento invece alla pubblicazione di documenti più generici (quindi non policy) il 64% delle aziende europee offre documenti sull’IA, percentuale che scende al 55% per le aziende non europee. In Ue a fornire una qualche documentazione sul tema dell’intelligenza artificiale è l’89% delle società del settore finanziario, l’88% di quello sanitario, l’86% del settore tecnologico e il 70% delle utility.
Nella maggior parte dei casi le società quotate forniscono dunque dichiarazioni sull’intelligenza artificiale che però non sono parte integrante degli strumenti di governance (come i codici etici) e quindi non rientrano tra i processi vigilati e verificabili. Inoltre, sono affermazioni che spesso rimandano a future regolamentazioni e solo in pochi casi, si registrano delle policy dedicate. Date le evidenze, Standard Ethics, si legge in un comunicato, rende noto che l’IA è ancora trattata dalla maggior parte delle grandi aziende come ogni altra tecnologia e raramente i suoi impatti etici, ESG e di sostenibilità sono trattati in maniera organica.
