Attraverso la piattaforma Open-es, Bureau Veritas mette a disposizione delle imprese la Safety Excellence Card, uno strumento di autovalutazione pensato per rafforzare la cultura della sicurezza e accompagnare le aziende in un percorso di miglioramento continuo.
La sicurezza dei lavoratori è sempre più al centro delle strategie di sostenibilità e delle politiche industriali, non solo come obbligo normativo ma soprattutto come leva di responsabilità e competitività. In questo contesto Bureau Veritas, gruppo internazionale attivo nei servizi di ispezione, verifica e certificazione, ha contribuito allo sviluppo della Safety Excellence Card, un sistema di autovalutazione dedicato alla cultura della sicurezza sul lavoro.
Lo strumento è stato messo gratuitamente a disposizione delle imprese attraverso la piattaforma Open-es, con l’obiettivo di accompagnarle in un percorso di consapevolezza e miglioramento continuo. Ne abbiamo parlato con Claudia Strasserra, Chief Reputation Officer e Impact Manager di Bureau Veritas Italia, Laura Crivelli, Responsabile Schemi Sicurezza di Bureau Veritas e Debora Bertoni, Key Account Manager di Bureau Veritas.
Bureau Veritas fa parte dell’Alleanza Open-es. Quali sono gli obiettivi strategici di questa partnership e che valore può generare per le imprese?
Il grande valore di Open-es è l’aver creato un’Alleanza di sistema che unisce attori industriali, finanziari, associativi e istituzionali per accompagnare le imprese nel loro percorso di crescita e sviluppo all’interno di un contesto di doppia transizione: digitale e sostenibile.
Alla base c’è il convincimento profondo che tutte le imprese, grandi, medie, piccole e micro, abbiano un ruolo importante nell’implementare e diffondere la sostenibilità. E la filiera svolge un ruolo fondamentale in quanto è la vera cinghia di trasmissione che permette di trasferire questo impegno da un’azienda all’altra. Questa è l’intuizione centrale di Open-es.
L’iniziativa nasce da alcune grandi realtà, fortemente impegnate sui temi di sostenibilità, che hanno compreso quanto sia decisivo fare massa critica e portare a bordo le proprie catene del valore, coinvolgendo anche altri capofiliera che, a loro volta, possano promuovere la sostenibilità presso i propri fornitori.
Noi abbiamo sposato appieno questa visione proprio perché intanto crediamo che le imprese abbiano una grande responsabilità verso la comunità e il mercato. Per esempio, il rispetto della legge è fondamentale, ma le aziende possono scegliere di andare ben oltre la compliance, assumendo un ruolo proattivo. La catena di fornitura è il luogo ideale per amplificare questo impegno perché consente a un’azienda di raggiungerne cento, mille imprese lungo la filiera.
Inoltre, come Bureau Veritas, siamo provider di servizi di sostenibilità. Molte delle nostre attività riguardano la verifica di conformità su temi ESG, dal climate change, alla parità di genere, alle diverse dimensioni della sostenibilità. Abbiamo quindi anche un posizionamento specifico come ente di verifica e certificazione.
La piattaforma ci consente quindi di raggiungere una platea molto ampia, parliamo di oltre 40.000 aziende iscritte e in continua crescita. Noi, in qualità di Development Partner, partecipiamo in modo proattivo, forniamo contenuti, proponiamo webinar, ma allo stesso tempo siamo anche fruitori. È un network, una piazza in cui si offre e si riceve valore. La Safety Excellence Card è la migliore esemplificazione di quello che è il nostro contributo.
Dal vostro osservatorio, qual è il livello di gestione della sicurezza nelle imprese italiane?
Dal nostro osservatorio emerge un divario tra grandi e piccole imprese. Le dimensioni, e quindi anche gli strumenti a disposizione, possono incidere nell’affrontare i temi della sicurezza.
Le piccole e medie imprese, rispetto alle grandi, hanno bisogno di maggiore supporto nella gestione della sicurezza, e proprio per questo sono il target degli strumenti che abbiamo sviluppato. Vogliamo fornire loro strumenti pratici e semplici pensati per aiutarle a compiere questo passaggio culturale migliorando la gestione della sicurezza, non solo per rispettare le norme ma per ridurre concretamente gli infortuni.
Per quale ragione il sistema di norme, sanzioni e controlli, pur articolato, non risulta completamente sufficiente a garantire la protezione dei lavoratori? Come può essere integrato per rafforzare un approccio realmente preventivo alla sicurezza?
Ecco, a nostro avviso la chiave è proprio l’approccio culturale, in quanto non basta adempiere ai dettami normativi in termini di valutazione, predisposizione di documenti, formazione, ma serve un cambiamento di mentalità che metta al centro la persona e renda la sicurezza una priorità in ogni scelta aziendale.
La sicurezza, infatti, non dovrebbe essere la conseguenza di un obbligo, ma la premessa delle decisioni. Quando diventa un valore condiviso, aumenta l’attenzione e si riducono gli infortuni.
Per Bureau Veritas e Open-es, la sicurezza rappresenta un pilastro fondamentale: tutelare le persone significa generare valore sia per il mercato sia per la società. In questa prospettiva abbiamo sviluppato iniziative come la Safety Excellence Card, uno strumentoper rafforzare il presidio della sicurezza nelle imprese, coinvolgendo attivamente tutte le persone che ne fanno parte, anche attraverso modalità innovative. L’obiettivo è aumentare la sensibilizzazione sul tema e raggiungere risultati tangibili: maggiore attenzione, consapevolezza diffusa e la convinzione che la sicurezza sia una responsabilità condivisa, non un solo un adempimento normativo.
È questo movimento dal basso, unito alla responsabilità dell’impresa verso i propri dipendenti e la propria filiera, che può fare la differenza.
Quali sono le figure aziendali da coinvolgere per garantire un sistema efficace di sicurezza sul lavoro?
Tutte. Nessuna è esclusa perché ciascuna ha un ruolo. Ovviamente ci sono le figure che per norma, per ruolo, per posizione aziendale sono più chiave di altre perché hanno determinate responsabilità.
Tuttavia, è l’insieme, a fare la differenza. A partire dalla proprietà e dalla direzione che devono esprimere un impegno chiaro, al middle management, fino ai responsabili della sicurezza e a tutti i lavoratori con tutti i livelli di gerarchia, inclusi i capi turno, i capisquadra e i capi reparto.
Da cosa nasce l’idea di creare uno strumento di autovalutazione sul fronte della sicurezza del lavoro?
Nasce dall’esigenza di favorire consapevolezza e coinvolgimento. Uno strumento di autovalutazione guida, infatti, un processo di riflessione condivisa e aiuta l’azienda a prendere coscienza del proprio livello di maturità.
Va precisato che la Safety Excellence Card non è e non vuole essere un percorso certificativo né prevede una valutazione esterna delle risposte. Il motivo è che vuole dare alle imprese uno spazio di analisi sereno, da affrontare con onestà e senza pressioni, per capire dove si trovano e quali aree richiedono maggiore attenzione.
Implementando le azioni suggerite, un’azienda può eventualmente avvicinarsi a un sistema di gestione più strutturato, anche certificabile, ma questo rappresenta un passaggio distinto. L’obiettivo della Card resta quello di accompagnare le imprese in un percorso di consapevolezza e miglioramento continuo che porti un cambiamento interno reale.
Come funziona la Safety Excellence Card?
La Safety Excellence Card è un questionario strutturato con domande a risposta multipla che accompagnano l’impresa in un percorso guidato attraverso i diversi ambiti della cultura della sicurezza.
La compilazione diventa un momento di riflessione su ciò che è già stato fatto e su ciò che può essere migliorato. Le risposte eventualmente negative non rappresentano un limite, ma uno stimolo, indicando le aree sulle quali è necessario intervenire.
Quindi l’intento della Safety Excellence Card è orientare l’azienda e suggerirle la strada da percorrere.
Tra i vari ambiti del questionario, per esempio, una sezione è dedicata al commitment della direzione, cioè all’impegno del management. Qui viene chiesto se la direzione ha intrapreso delle iniziative di partecipazione attiva durante eventi aziendali o ha promosso attività in ambito sicurezza che vanno oltre la mera conformità normativa. L’obiettivo, in questo caso, è stimolare proprietà e management a mettersi in gioco e a dimostrare il proprio impegno e, se non l’hanno già fatto, a intraprendere progetti di questo tipo.
Un’altra area riguarda il miglioramento continuo, dove viene quindi chiesto alle aziende in che modo pianificano le azioni in ambito sicurezza, come monitorano quello che già avviene, quindi se tengono conto deiNear Miss, se li raccolgono, se parlano con i lavoratori, se indagano tutto ciò che accade o potenzialmente sarebbe potuto accadere e che utilizzo fanno di questi dati in un’ottica di miglioramento continuo.
Come può la Card attivare il cambiamento all’interno delle aziende e contribuire a rafforzare la cultura della sicurezza e della sostenibilità all’interno delle organizzazioni?
Può farlo offrendo spunti di miglioramento, con iniziative e azioni pratiche che possono essere messe in atto e su cui l’azienda può misurarsi, adattandole ovviamente alla propria realtà organizzativa, alle proprie dimensioni e alle proprie risorse disponibili.
A supporto abbiamo predisposto anche video-pillole che accompagnano le imprese nel percorso. Si tratta di approfondimenti discorsivi che spiegano il senso delle domande e forniscono esempi pratici delle azioni che le aziende possono mettere in atto per rafforzare la cultura della sicurezza.
In che modo il processo di autovalutazione può accompagnare le aziende verso l’implementazione di pratiche e progetti di miglioramento?
Il cambiamento nasce dalla consapevolezza del punto in cui si è. La compilazione della Card può dunque diventare un momento di confronto interno su ciò che funziona e su ciò che può essere rafforzato o implementato.
Il processo di autovalutazione accompagna così le aziende verso l’implementazione di quelle pratiche mancanti che emergono da ogni risposta non soddisfacente, diventando uno stimolo per crescere di livello e innescare il miglioramento.
