De Felice Intelligenza Artificiale | ESG News

"Il Mondo Nuovissimo"

De Felice: investire sulle persone per una Intelligenza Artificiale etica

La capacità dell’Intelligenza Artificiale di migliorare la vita degli esseri umani dipende dall’abilità di supportare e promuovere parallelamente il progresso morale delle persone. L’IA ha le potenzialità per aiutare l’umanità ad affrontare le principali sfide globali ma solo se saremo capaci di utilizzarla come uno strumento inquadrato in un determinato perimetro d’azione regolamentato. “Dobbiamo investire sulle persone nella stessa misura con cui stiamo investendo in tecnologia” sostiene Fabio De Felice, professore di ingegneria all’Università degli Studi di Napoli Parthenope, imprenditore “seriale” e fondatore di Protom, “bisogna educare al rispetto reciproco e alla tolleranza. Incentivare la cooperazione internazionale e la diplomazia come strumenti primari per la risoluzione dei conflitti. Solo così potremo cogliere la portata dei tanti potenziali benefici di questa tecnologia”

De Felice è componente della taskforce Digitalization del B20, il Business Forum del G20 e autore di numerose pubblicazioni sulle sfide della digital transformation. È autore del recente libro Il Mondo Nuovissimo che ha scritto con Roberto Race, edito da Luiss University Press nella collana Bellissima diretta da Nicoletta Picchio. Centosettantaquattro pagine di dialoghi su etica e intelligenza artificiale che si sostanziano di confronti appassionanti tra i due autori sull’impatto dell’innovazione in ambiti svariati: dall’arte all’innamoramento, dalla globalizzazione all’economia circolare.

Alle loro analisi interattive, segue una parte seconda, in cui ad essere intervistati e a rivelarsi quali protagonisti-testimonial del ‘pensiero’ e delle pratiche digital sono alcuni dei più qualificati top manager operanti in Italia.

Nel vostro libro affrontate il delicato tema del rapporto tra etica e AI. Quali indicazioni si possono trarre?

Dobbiamo essere consapevoli delle sfide poste dalla nostra epoca. Tradotto sul piano morale, vuol dire guardare al progresso come una strada da costruire, e non limitarsi a percorrere, con il supporto delle tecnologie e dell’AI. Dobbiamo sempre tener presente che non esiste “l’etica dell’AI”. Dobbiamo parlare di “l’etica per l’AI”, come ci ricorda l’amico Massimo Chiriatti. La macchina non è etica, perché è semplicemente la somma delle sue parti, e le sue parti sono materia ed algoritmi; la nostra coscienza, invece, è più della somma delle parti. Pertanto, dal momento che potremmo definire l’etica tutto ciò che non è esigibile per legge (come suggerisce Paolo Benanti), dobbiamo investire sulle persone nella stessa misura con cui stiamo investendo in tecnologia. Solo così potremmo favorire uno sviluppo etico dell’intelligenza artificiale, come di tutte le tecnologie che stanno colorando il nostro mondo.

L’AI è uno strumento estremamente potente: potrà portare enormi benefici all’umanità, ma anche pericoli. Qualcuno addirittura profetizza scenari di fine dell’umanità. Come gestire questo processo?

Dobbiamo spostare il focus, mettendo al centro di questo dibattito l’essere umano. Siamo noi a definire l’uso di una tecnologia, che non nasce buona o cattiva. Dobbiamo darle uno scopo, indirizzarla perché diventi strumento per potenziare le capacità umane e supporto per risolvere le grandi sfide della nostra era. La capacità della AI di migliorare la vita umana dipende decisamente da un parallelo progresso morale dell’uomo. Per ottenerlo, bisogna educare al rispetto reciproco e alla tolleranza. Incentivare la cooperazione internazionale e la diplomazia come strumenti primari per la risoluzione dei conflitti. Solo così potremo cogliere la portata dei tanti potenziali benefici di questa tecnologia.

Ma lo sviluppo dell’AI è più veloce di quello delle regole…

Decisamente. E sarà sempre così se continueremo a legiferare in ‘difesa’, sul passato, su quanto è già accaduto. Dovremmo iniziare a redigere leggi che regolamentino il futuro, così da dare traiettorie chiare su cui investire e concentrare gli sforzi della ricerca. 

Dalle testimonianze raccolte nel libro qual è la chiave per far lavorare l’AI a favore dell’umanità?

Gli imprenditori dei diversi settori mostrano sempre grande ottimismo. Forse perché l’imprenditore è solito guardare più ai benefici che ai rischi. Purtroppo la natura umana ci porta a concentrarci sulle possibili storture nell’impiego dell’intelligenza artificiale, ma ciò non significa trascurarne gli enormi potenziali vantaggi. Basti pensare a quanto accaduto durante il covid per i vaccini, solo un assaggio di come potrebbe contribuire a risolvere annose malattie che attanagliano l’umanità. 

Uno dei rischi è che, essendo governata da pochi, il loro dominio sul mondo si estenda non solo alla sfera economica, ma anche a quella politica della democrazia e della libertà?

Non dobbiamo rallentare o arrestare il progresso, ma impegnarci a integrare l’etica e i valori umani nella progettazione e nello sviluppo della tecnologia stessa. La politica non può controllare la velocità di sviluppo ma deve controllarne le traiettorie e delineare la cornice nella quale i plutocrati delle big tech possano ‘muoversi’. 

Ciò implica, necessariamente, porgersi all’ascolto, recepire istanze, ridurre diseguaglianze che, al contrario, sono state finora aggravate dallo sviluppo tecnologico, che ha incrementato i divide ed accentuato le differenze, relegandoci a un ruolo di “supporter” di una parte o dell’altra. In questo modo il digitale ha assunto il ruolo di megafono di una narrazione volta ad esasperare le divergenze, senza promuovere alcun dialogo.

In ambito di trasformazione digitale, ha fondato Protom. A quali progetti sta lavorando l’azienda?

Protom è la prima KTI (knowledge & Technology Intensive) company italiana e offre un mix unico di competenze diverse che operano in maniera integrata: Knowledge Development, Digital Trasformation, Advanced Engineering e Smart Manufacturing. Grazie ai suoi due Lab attivi nel campo della R&D e dell’Innovation, produce innovazione di prodotto e/o processo per i suoi clienti e, nel contempo, prodotti innovativi che porta direttamente al mercato. Tra i suoi clienti ci sono realtà come ABB E-MOB, Enersys, Leonardo, Airbus, Atr, Hitachi Rail, Accenture, NTT Data, Gi Group.

Attualmente l’azienda dispone di 280 collaboratori e ha sedi a Napoli e Milano. Il suo volume d’affari ha raggiunto i 40 milioni di euro nel 2022 con proiezioni di crescita al 2025 superiori al 30%. Protom è certificata Elite, il programma di Borsa Italiana per le aziende ad alto potenziale ed è entrata in TechShare, il programma di preparazione alla quotazione di Euronext dedicato alle società tecnologiche.

Punto di riferimento in Italia nel campo dell’innovazione, ha conseguito 6 brevetti nell’ultimo biennio ed ha già spin-offato due nuove società cui ha conferito le sue tecnologie innovative: Scuolab e Protom Robotics, la prima attiva nel campo dell’Edutech mentre la seconda opera nel settore della robotica sociale. Il nuovo piano industriale prevede lo sviluppo e l’investimento sui mercati extraeuropei, a partire dagli Stati Uniti dove apriremo una nuova sede e l’implementazione delle tecnologie sulla Digital Trasformation.