città sostenibili in Italia e nel mondo | ESG News

Città Sostenibili

Città sostenibili: Tutto quello che devi sapere

Oggi metà della popolazione mondiale, ovvero 3,5 miliardi di persone, vive in città e, secondo le stime attuali, entro il 2030 quasi il 60% della popolazione abiterà in aree urbane. Per questo motivo l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, “Rendere le città inclusive, sicure, resistenti e sostenibili”, è fondamentale. 

L’importanza dell’SDG numero 11 risiede nel fatto che, se è vero che negli ultimi decenni le città hanno permesso alle persone di migliorare la loro condizione sociale ed economica, è altrettanto vero che oggi persistono molte sfide per mantenere i centri urbani come luoghi di lavoro e prosperità e che allo stesso tempo non danneggino il territorio e le risorse.

La pandemia, inoltre, ha amplificato la necessità e l’urgenza di realizzare l’SDG11, soprattutto rispetto alla mobilità e all’organizzazione degli spazi urbani. È proprio in questo contesto che si è affermata l’idea della città dei 15 minuti, particolarmente promossa da architetti del calibro di Stefano Boeri e Carlo Ratti. Il concetto che sta alla base di questo tipo di centro urbano è la possibilità per i cittadini di raggiungere, a piedi o in bici, tutti i servizi necessari.

Che caratteristiche hanno le città sostenibili? 

La definizione di città sostenibili risiede proprio negli obiettivi e indicatori previsti dall’Obiettivo delle Nazioni Unite numero 11. L’SDG 11 pone particolare attenzione all’accesso agli alloggi e ai servizi di base, al sistema di trasporto sostenibile, all’urbanizzazione sostenibile, all’accesso agli spazi pubblici, agli edifici sostenibili, all’impatto ambientale pro capite delle città e alle politiche per fronteggiare il cambiamento climatico, all’efficienza delle risorse e alla riduzione del rischio di disastri.

Come è facile immaginare, ci sono numerose differenze strutturali tra le città dei Paesi sviluppati e quelle dei Paesi in via di sviluppo. Non a caso, oggi gli 830 milioni di persone che vivono in baraccopoli ai margini delle grandi città, sono diffusi principalmente in tre aree geografiche molto povere: Est e Sud-Est Asiatico (370 milioni), Africa Sub-Sahariana (238 milioni) e Asia Centrale (226 milioni). 

Ci sono molti passi da fare anche in termini di inquinamento prodotto dalle città, dato che sono responsabili del 60-80% del consumo di energia e del 75% delle emissioni di sostanze nocive, nonostante occupino solamente il 3% della superficie terrestre. 

Inoltre, è necessario uno sforzo dei Paesi verso lo sviluppo di politiche urbane nazionali, dato che ad oggi sono 156 quelli che le prevedono, sebbene siano solo in fase di implementazione. A tal proposito, l’OCSE(Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), ha evidenziato che i governi subnazionali devono adottare con una certa urgenza delle politiche adeguate a soddisfare i traguardi previsti dall’SDG 11.    

Per accelerare la realizzazione di queste politiche, le azioni regionali e locali devono mirare a ridurre l’inquinamento urbano, rafforzare l’accesso al trasporto pubblico e alla mobilità e incrementare l’accessibilità degli alloggi. Le misure politiche potrebbero essere considerate come indicatori dell’impegno dei governi locali a raggiungere il triplice obiettivo di essere economicamente produttivi, socialmente inclusivi e sostenibili dal punto di vista ambientale. 

Al tal proposito, il SDSN (Sustainable Development Solutions Network) sta lavorando a un nuovo progetto su “Il futuro dei trasporti e dell’uso del territorio nella città digitale” per identificare come gli strumenti di progettazione urbana e le nuove fonti di dati e modelli possano aiutare a informare la mobilità urbana e le strategie di uso del territorio nell’era digitale e sulla scia della pandemia COVID-19.

Da numerose ricerche, infatti, emerge chiaramente che la pandemia ha avuto un forte impatto sulla mobilità urbana, l’uso del territorio e i sistemi di trasporto sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, destinato a durare nel tempo. 

Città sostenibili in Italia

Per quanto riguarda la performance dell’Italia rispetto all’Obiettivo 11, e quindi alla presenza e diffusione di città sostenibili, stando ai dati dell’ASviS nel Rapporto 2021 su Città e Comunità Sostenibili e dell’Istat nel Rapporto SDGs 2021, il Paese deve ancora migliorare sotto diversi aspetti.

L’Italia, infatti, si posiziona, nel 2019, al di sotto della media europea: i dati più preoccupanti sono il tasso di sovraffollamento delle abitazioni (28,3% contro il 17,1% dell’UE) e l’esposizione alle Pm10 (25,5 μg/m3 rispetto a 20,5 dell’UE).

Nel contesto italiano, come sottolinea l’ASviS, il Goal 11 dell’Agenda 2030 è al centro delle azioni previste dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Il fondo complementare al Pnrr, infatti, prevede 2 miliardi di euro di investimenti per migliorare l’efficienza energetica, la resilienza e la sicurezza sismica, nonché la condizione sociale nel patrimonio residenziale pubblico.

Tra le politiche nazionali messe in atto a sostegno dello sviluppo dei centri urbani, negli scorsi mesi è stato riavviato il Programma straordinario per le periferie, con erogazioni di importi medi di oltre 30 milioni di euro al mese. È partita inoltre una linea di progetti di rigenerazione urbana gestiti dal Ministero dell’interno che ripartisce le risorse (8,5 miliardi di euro per Comuni capoluogo o con popolazione superiore a 15.000 abitanti) secondo le richieste degli enti locali. 

Per il disagio abitativo, la principale strategia messa in atto in Italia è la dotazione di edilizia residenziale pubblica, sebbene il ridotto impegno finanziario pubblico veda il Paese svantaggiato rispetto agli altri Stati europei. Secondo gli ultimi dati, infatti, sono oltre 1,1 milioni le famiglie che si trovano in condizione di disagio abitativo, acuto o grave.

Nell’ultimo anno, sono stati inoltre adottati interventi per mitigare gli effetti della pandemia sul trasporto pubblico, in particolare destinando alle linee metropolitane 2,7 miliardi di euro nel triennio 2021-2023 e stanziando 550 milioni per il rinnovo degli autobus (50% al Sud) e 1.550 milioni per le linee ferroviarie regionali (80% al Sud). Infine, è stata resa obbligatoria la figura del mobility manager, nuova professione che promuove e realizza interventi di organizzazione e gestione della domanda di mobilità delle persone, anche collaborando all’adozione del piano di mobilità sostenibile.

Per quanto riguarda il miglioramento della qualità dell’aria, il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr stabilisce l’erogazione di 105 milioni di euro per gli anni 2022-2024.

Relativamente alla riduzione del rischio di disastri ambientali nel Paese, a marzo 2022 l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha presentato la terza edizione del Rapporto “Dissesto idrogeologico in Italia: Pericolosità ed indicatori di rischio”, che fornisce il quadro nazionale di riferimento sulla pericolosità legata a frane, alluvioni ed erosione costiera. Dal Report è emerso che sono 7.423 i comuni(93,9% del totale) a rischio e, complessivamente, il 18,4% (55.609 km2) del territorio nazionale è classificato a pericolosità frane elevata, molto elevata e/o a pericolosità idraulica media. 

Un’altra caratteristica del nostro Paese è che ad oggi esiste ancora un grande divario tra nord e sud, come emerge dal Rapporto Ecosistema Urbano 2021 di Legambiente. In base ai dati raccolti dai questionari che Legambiente ha inviato a 105 Comuni capoluoghi, è stata stilata una classifica sulla performance ambientale delle città che vede la città di Trento in vetta e quella di Palermo nell’ultima posizione. 

Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano, 2021. 
Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano, 2021. 

Milano, pur non rientrando nelle prime posizioni della classifica di Legambiente (è al 30° posto), ha lanciato proprio in questi giorni la notizia dell’apertura al pubblico dal 30 aprile 2022 di MINDMilano Innovation District. Si tratta di un distretto di rigenerazione urbana che promuove l’eccellenza scientifica e tecnologica, che prenderà la forma di un quartiere della città. Il distretto sorgerà in un’area di 1 milione di m2 dove sette anni fa nasceva Expo 2015. Si svilupperà come ambiente di conoscenza e crescita sostenibile, aperto ad individui, aziende e istituzioni innovative.

Trento

Trento città sostenibile in italia

La città di Trento si conferma prima nella classifica di Legambiente, come lo scorso anno e due anni fa, con 84,71 punti su 100 (79,98 nella passata edizione e 81,2 in quella precedente). I parametri di Legambiente per stilare la classifica sono diciotto e prevedono, appunto, l’assegnazione di un punteggio massimo di 100, sulla base di obiettivi di sostenibilità. Trento riesce anche nel 2021 a migliorare le performance già complessivamente buone. 

In particolare, migliorano i valori medi complessivi sia per quel che concerne il biossido di azoto (NO2) che per le PM10. Anche per quanto riguarda la raccolta differenziata, secondo le stime di Legambiente, la percentuale è in crescita, superando l’83%.

Contestualmente, nel capoluogo del Trentino è cresciuto lo spazio destinato alle infrastrutture dedicate alla ciclabilità (8,67 metri equivalenti ogni 100 abitanti) e migliora l’indice dedicato al consumo di suolo che si ferma a 8,50/10, segno che a Trento è stato davvero impostato un percorso teso alla sostenibilità.

Mantova 

Mantova città sostenibile in italia

Mantova è la terza città della classifica di Legambiente (segue Reggio Emilia), confermandosi tra i centri urbani più sostenibili in Italia, nonostante un lieve calo della media generale che passa dai 76,75 dell’anno precedente ad un punteggio attuale di 75,14. 

Nello specifico, la città lombarda migliora le già ottime performances in tutti e tre gli indici legati all’inquinamento atmosferico, così come nella raccolta differenziata, posizionandosi al quarto posto con una percentuale di 85,7% di differenziata. Nonostante rimanga una delle città migliori rispetto alla presenza di infrastrutture per la ciclabilità, la città del Mantegna scende dai 31,60 metri equivalenti ogni 100 abitanti agli attuali 28,46. 

La città sta implementando un progetto dal nome “Urban Green Up”, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, che ha l’obiettivo di ottenere una varietà di impatti collegati sia agli aspetti ambientali sia a quelli socioeconomici.Dal 2016 è in atto anche un progetto di rigenerazione della periferia est di Mantova denominato Mantova Hub.Il progetto prevede la riqualificazione di un’area degradata e abbandonata attraverso una ricucitura urbanistica, ambientale, sociale e culturale e di comunità. In questo modo, Mantova Hub punta a generare nuove attività e servizi, attraverso interventi di ridefinizione organica ed equilibrata del fronte urbano, recuperando e potenziando lo storico rapporto tra la città e i suoi laghi. Il progetto prevede anche l’applicazione di Nature Based Solutions, al fine di realizzare un’infrastruttura verde multifunzionale per la città tramite una nuova rete ciclabile di collegamento con la rete ciclabile già esistente. 

Bolzano

bolzano città sostenibile in italia

Il capoluogo altoatesino, che occupa il sesto posto della classifica di Legambiente, ha lanciato nel 2019 un “Patto di sostenibilità”, il cui documento strategico è stato approvato nell’estate 2021. L’obiettivo è quello di identificare e allineare gli sforzi per raggiungere un alto standard di sostenibilità.

Il territorio di Bolzano, così come tutto l’Alto Adige, è ricco di spazi verdi e naturali e di biodiversità, per questo si impegna nella sua tutela. La città è dotata anche di un sistema di trasporto pubblico molto efficiente e di piste ciclabili che consentono alla popolazione locale di ridurre fortemente l’utilizzo di automobili. 

A fine 2021, Bolzano ha aderito al “City Green Accord”, un’intesa promossa dalla Commissione Europea per sviluppare una rete di città più “sane, pulite e verdi”. L’accordo si fonda su cinque pilastri fondamentali: la qualità dell’aria, la qualità e l’efficienza nell’uso delle risorse idriche, la riduzione dell’inquinamento acustico, la conservazione e la valorizzazione della biodiversità urbana e l’avanzamento verso un’economia circolare, assicurato grazie al miglioramento nella gestione dei rifiuti. 

Sempre nel 2021 il consiglio comunale della città ha approvato il “Piano del Verde del Comune di Bolzano”, con l’obiettivo di aumentare il verde pubblico fruibile in città per tutelare l’ambiente e la biodiversità. Il Piano include la realizzazione di una “Ringpromenade”, una passeggiata pedonale di 33 km intorno alla città che riprende sentieri esistenti riqualificati. 

Città sostenibili nel mondo

Secondo il The Green Future Index 2021, sponsorizzato da Morgan Stanleyle aree del mondo più sostenibili si trovano nel continente europeo e in quello americano. Si tratta di una classifica di 76 nazioni e territori leader in base ai loro progressi verso la costruzione di un futuro a basse emissioni di carbonio. L’indice attribuisce i punteggi assegnati a ciascun territorio tramite cinque indicatoriemissioni di carboniotransizione energeticasocietà verdeinnovazione pulita e politica climatica

Secondo la classifica, al primo posto tra i “green leaders” si trova l’Islanda, seguita da Danimarca e Norvegia. Tra i “climate abstainers”, invece, vi sono la Russia, Hong Kong e l’Algeria. 

The Green Future Index rankings world map

Fonte: MIT Technology Review Insights, 2021. 

Un altro indice molto autorevole è lo Smart City Index 2021 rilasciato dall’Institute for Management Development, in collaborazione con la Singapore University for Technology and Design (SUTD). L’indice si concentra sull’analisi della rapida diffusione di COVID-19 tra le popolazioni urbane, che ha portato i leader delle città ad affrontare nuove responsabilità. A tal fine, centinaia di cittadini di 118 città sono stati intervistati nel luglio 2021 rispondendo a domande sulle disposizioni tecnologiche delle loro città in cinque aree chiave: salute e sicurezza, mobilità, attività, opportunità e governance. 

Zurigo

Zurigo città sostenibile

Zurigo, una delle città principali della Svizzera, che nel 2016 è stata riconosciuta come città più sostenibile al mondo dall’Arcadis Sustainable Cities Index, secondo lo Smart City Index 2021 ha uno Smart City Rating AA (il ranking va da AAA a D). 

La città svizzera è conosciuta per la sua politica ambientale molto attiva, progettata per mantenere alta la qualità del mondo naturale, sia fuori che all’interno dell’area metropolitana. 

Elementi chiave delle sue politiche ambientali sono: la pianificazione spaziale, in cui vengono tutelati gli spazi naturali disponibili, promuovendo così gli spostamenti a piedi e in bicicletta nella città; la politica di riscaldamento globale, che prevede una limitazione delle emissioni di carbonio e una riduzione dell’uso di cemento come materiale da costruzione; la preservazione della qualità dell’acqua, tanto che Zurigo ha il più alto standard di qualità dell’acqua al mondo; il mantenimento della biodiversità, tramite il collegamento delle cinture verdi in modo tale da far circolare liberamente le specie indigene in tutta la regione; il miglioramento della qualità dell’aria, che ha permesso alla città di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni di microparticelle del 50% negli ultimi 25 anni. 

Un progetto recente e molto ambizioso è “2000-Watt Society”, che ha come obiettivo primario la riduzione del consumo di energia e la costruzione di un eco-quartiere denominato Greencity. Il progetto, sviluppato dal Politecnico federale di Zurigo, si basa su un modello di politica energetica secondo cui è possibile consumare solo l’energia disponibile nelle riserve energetiche globali: ciò è possibile se ogni persona limitasse il proprio fabbisogno energetico a un massimo di 2000 Watt. Chiaramente, il tipo di fonti utilizzate è quello delle rinnovabili, consentendo così, oltre a tutelare le risorse del Pianeta, la riduzione delle emissioni di gas serra. Per raggiungere una “2000-Watt Society”, Zurigo si è impegnata, entro il 2050a raggiungere un’efficienza energetica da fonti rinnovabili soddisfacente, a costruire edifici sostenibili, a proteggere i luoghi naturali di cui la città è ricca.

Singapore

singapore città sostenibile

La città-stato di Singapore secondo il Green City Index è la città più verde dell’Asia. I ricercatori del MIT Senseable City Lab, infatti, ha inserito al primo posto Singapore (con un indice del 29,3%) nella classifica delle grandi città che contengono più verde che il pedone può vedere camminando per le strade.

La città asiatica è caratterizzata da un clima tropicale e l’aumento delle temperature legato al cambiamento climatico non ha influito positivamente sulle peculiarità climatiche della zona. Per far fronte a questo problema, è stata costruita un’oasi con migliaia di piante in un’area di oltre 400.000 m2, denominata Marina One. L’obiettivo di questo progetto di bioarchitettura è quello di creare un microclima in cui edifici e spazi verdi interagiscono. All’interno del complesso, inoltre, vengono utilizzati sistemi di ventilazione a risparmio energetico, dispositivi di schermatura solare e vetri che riducono la radiazione solare negli edifici. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, nell’area di Marina One non è prevista la circolazione di auto, ma solo di autobus, mezzi elettrici e biciclette. 

A proposito di mobilità sostenibile, la città offre anche una rete di centrali elettriche a isola per veicoli elettrici, denominata Greenlots, che è collegata direttamente all’infrastruttura elettrica nazionale. 

Infine, un progetto degli ultimi anni, è la realizzazione di Tengah, una città sostenibile che ospiterà 42.000 case all’interno di Singapore. Si tratta di un progetto molto ambizioso e, per questo, anche complesso nella sua attuazione: si estende in una zona in cui le emissioni pro-capite sono molto alte. Le strade saranno riservate esclusivamente a pedoni e ciclisti, dato che il traffico delle auto e i parcheggi saranno sotterranei. Al centro di Tengah, inoltre, verrà costruito un corridoio ecologico per favorire la fauna selvatica e una zona dove praticare l’agricoltura collettiva, il Plantation District. A Tengah, infine, la tecnologia avrà un ruolo determinante: la raccolta dei rifiuti sarà automatizzata, le luci pubbliche saranno dotate di sensori, vi saranno molte stazioni di ricarica per i veicoli elettrici e cittadini potranno monitorare autonomamente i consumi e l’impatto ambientale.

Oslo

Oslo città sostenibile

Anche la capitale norvegese, così come Zurigo, ha ottenuto uno Smart City Rating AA secondo lo Smart City Index 2021. Oslo, che si trova in uno dei tre Paesi più sostenibili secondo il The Green Future Index 2021, nel 2019 è stata eletta “European Green Capital” (nel 2021 il riconoscimento è andato ad una città finlandese, Lahti). 

La città si estende su una superficie di 454 km2, di cui 242 km2 di foresta e 8 km2 di parchi e campi sportivi. Quindi, circa due terzi della sua superficie totale sono ricoperti da foreste, colline e corsi d’acqua. Il governo della città, conscia del suo ricco patrimonio naturale, ha istituito delle leggi e attuato delle politiche ambientali volte a tutelare le aree verdi. In questo contesto si inserisce il progetto “Nature Needs half”, che ha come obiettivo principale la coesistenza pacifica e armoniosa tra popolazione e biodiversità che vive nell’ambiente urbano. 

Oslo punta entro il 2030 a ridurre del 50% rispetto ai livelli del 1990 le emissioni di carbonio. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale il ruolo ricoperto dall’Oslo Climate and Energy Fund, finanziato da una tassa sull’elettricità volta a convertire i sistemi di riscaldamento alimentati a petrolio in sistema basato sui biocarburanti. 

La capitale norvegese è avanti anche per quanto riguarda il sistema dei trasporti, che è molto efficiente: dal 2003 al 2008 la percentuale dei viaggiatori di trasporti pubblici è cresciuta di più del 35%. Inoltre, la città ha iniziato a usare biogas per gli autobus e i veicoli, contribuendo così alla riduzione di emissioni di CO2 per 10.000 tonnellate all’anno. Inoltre, più del 60% dell’energia usata per il trasporto pubblico è rinnovabile

Anche per il sistema di riscaldamento la città si è dotata di fonti naturali, alimentandolo all’80% da energia rinnovabile, derivante principalmente dalla biomassa dei rifiuti, e contribuendo così anche alla gestione del sistema dei rifiuti. Oslo gode anche di uno dei sistemi di illuminazione stradale intelligente più evoluto al mondo. 

Una recente iniziativa di sensibilizzazione verso i temi sostenibili della popolazione della città è l’eco-certificazione che Oslo rilascia ai dipendenti e alle aziende che riducono il proprio consumo di energia e che ricorrono a fonti rinnovabili, ma anche a coloro che riducono l’utilizzo di sistemi di trasporto altamente inquinanti. 

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