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Salone del Risparmio: investire nella transizione all’ombra dei +3°C

Il pomeriggio della seconda giornata del Salone del Risparmio si è aperto in Sala Assogestioni con la conferenza Baby, don’t drill! Investire nella transizione all’ombra dei +3°C, dedicata al ruolo della finanza nella transizione energetica e alla capacità dei mercati di accompagnare imprese e investitori verso nuovi modelli di crescita. Al centro del confronto, l’evoluzione del quadro climatico, le ricadute degli attuali equilibri geopolitici e il ruolo crescente della regolamentazione europea.

Ad aprire i lavori è stata Elisa Ori, Presidente del Comitato Investimenti Responsabili di Assogestioni, che ha richiamato la complessità ma anche la centralità del tema: “La sostenibilità resta estremamente rilevante, anche se oggi convive nel dibattito pubblico con i temi della sicurezza energetica, della competitività e dell’autonomia strategica. In realtà sono tutte declinazioni della stessa sfida”.

Ori ha poi sottolineato come la transizione energetica sia già in corso, in particolare in Europa, dove il legame tra rinnovabili e sovranità energetica è sempre più evidente: “La decarbonizzazione continua a essere un driver fondamentale di investimento. Per rafforzare la finanza sostenibile serve però maggiore trasparenza e chiarezza, anche attraverso strumenti più leggibili per gli investitori, come una possibile categoria dedicata ai fondi di transizione”.

Nel keynote speech La sfida climatica – progressi e ostacoli nel cammino verso net zero, Mario Noera, Professore di Finanza all’Università Bocconi e Senior Associate del think tank ECCO, ha richiamato la distanza tra percezione e realtà: “Ci siamo dimenticati del clima, ma il clima non si è dimenticato di noi”. Pur in un contesto di attenzione altalenante sui mercati, la transizione non si è fermata: “La trasformazione energetica è in atto e non è reversibile. La vera domanda è se la sua velocità sarà sufficiente a contenere gli effetti della crisi climatica”.

Noera ha ricordato come, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel 2025 gli investimenti globali nelle tecnologie pulite abbiano superato quelli nei fossili, pur restando ancora insufficienti rispetto agli obiettivi dell’Accordo di Parigi. “La transizione richiede investimenti oggi per evitare costi molto più elevati domani. Il clima è ormai pienamente dentro il perimetro della finanza”.

La conferenza è proseguita con il panel Net Zero Horizon: Navigare la complessità della transizione energetica, che ha visto il contributo di Thibaud Clisson (Climate Lead di BNP Paribas Asset Management), Pietro Di Leo (Responsabile gestione prodotti ESG di Fideuram Asset Management) e François Humbert (Lead Engagement Manager di Generali Asset Management). Il confronto è stato moderato da Manuela Mazzoleni (Direttore Sostenibilità & Capitale Umano di Assogestioni) che ha sottolineato: “In un contesto di crisi energetica e instabilità geopolitica, la transition finance si conferma come un ponte necessario tra gestione dei rischi e sostenibilità: investire nella decarbonizzazione non è solo un imperativo climatico, ma la scelta strategica per proteggere l’economia e le imprese dalla volatilità dei fossili, investire in innovazione e promuovere competitività”.

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