Secondo il report Sustainable Signals – Institutional Investors 2025 di Morgan Stanley, performance solide e track record maturi spingono asset owner e asset manager verso la finanza sostenibile, che diventa decisiva anche nell’assegnazione dei mandati. Cresce l’attenzione ai rischi climatici e all’adattamento, mentre aumentano preoccupazioni su dati, regolamentazione e instabilità politica.
Più di quattro investitori istituzionali su cinque prevedono di aumentare la quota dei propri investimenti sostenibili nei prossimi due anni. È quanto emerge dal nuovo report Sustainable Signals – Institutional Investors 2025 dell’Institute for Sustainable Investing di Morgan Stanley, che evidenzia come asset manager e asset owner considerino sempre più l’offerta di investimenti sostenibili un fattore determinante nell’assegnazione dei mandati. Gli investitori manifestano una crescente preoccupazione per una serie di sfide legate all’investimento sostenibile, ma continuano a considerare la sostenibilità un elemento fondamentale per la gestione del rischio. L’efficienza energetica e le energie rinnovabili rimangono le due principali priorità di investimento sostenibile, mentre l’adattamento climatico sale al terzo posto.
Il sondaggio è stato condotto tra agosto e settembre 2025 e ha coinvolto oltre 950 investitori istituzionali in Nord America, Europa e Asia-Pacifico, tra cui 664 asset owner e 303 asset manager. Tutti gli intervistati effettuano o intendono effettuare investimenti sostenibili.
Secondo l’Istituto per gli Investimenti Sostenibili di Morgan Stanley, circa otto asset manager su dieci (79%) e oltre otto asset owner su dieci (86%) prevedono un aumento della quota di asset sostenibili in gestione (AUM) nei prossimi due anni. Ciò rappresenta un incremento di un punto percentuale su base annua per gli asset manager, ma di sei punti per gli asset owner. Tra questi ultimi, coloro che intendono aumentare le allocazioni a investimenti sostenibili citano come principali motivazioni la solidità della performance finanziaria e track record sempre più consolidati.
“Nel nostro ultimo sondaggio globale sugli investitori istituzionali, la maggioranza prevede di aumentare la quota di asset investiti in fondi sostenibili, con performance finanziarie e track record sempre più maturi a guidare queste allocazioni”, ha dichiarato Jessica Alsford, Chief Sustainability Officer e Chair dell’Institute for Sustainable Investing di Morgan Stanley.
Allocazioni in crescita: performance e track record spingono la domanda di. investimenti sostenibili
L’indagine conferma una tendenza in aumento: l’86% degli asset owner prevede un aumento della quota di asset sostenibili in gestione nei prossimi due anni (dal 79% del 2024), mentre il 79% degli asset manager attende un incremento dell’AUM sostenibile (in lieve crescita rispetto al 78% dell’anno precedente). Solo il 2% degli asset owner e il 3% degli asset manager si aspetta invece una riduzione.
A livello geografico, oltre il 90% degli asset owner nordamericani intervistati prevede di incrementare la quota di asset allocati in strategie sostenibili nei prossimi due anni, percentuale leggermente superiore a quella degli investitori europei (82%) e dell’area APAC (85%).
Gli asset owner indicano motivazioni soprattutto legate alla performance: il 22% indica come driver la solida performance finanziaria degli investimenti sostenibili o delle strategie ESG, mentre il 18% sottolinea la crescente maturità dell’investimento sostenibile come strategia supportata da track record consolidati.

Tra gli asset manager, la crescita dell’AUM sostenibile deriverà soprattutto da una maggiore domanda dei clienti esistenti (42%), dalla possibilità di ottenere nuovi mandati grazie all’offerta di strategie ESG (39%) e dalla richiesta di asset owner che investiranno in sostenibilità per la prima volta (36%).
La sostenibilità diventa decisiva nell’assegnazione dei mandati
Parallelamente all’aumento delle allocazioni, gli investitori vedono le opzioni di investimento sostenibile come un fattore distintivo per l’assegnazione dei mandati: il 90% degli asset owner concorda fortemente (44%) o in parte (46%) che le strategie sostenibili rappresentino un elemento chiave per selezionare o mantenere un asset manager. Una visione condivisa dall’88% degli asset manager, che considera l’offerta ESG o le strategie sostenibili decisive per acquisire o mantenere clienti istituzionali. Inoltre, l’89% degli asset owner afferma di richiedere ai gestori esterni una politica o strategia formale di investimento sostenibile.
Priorità di investimento: in forte crescita l’adattamento climatico
Le principali opportunità di investimento sostenibile indicate dagli investitori sono energie rinnovabili (30%), efficienza energetica (28%) e adattamento e resilienza climatica (23%). E se i primi due erano risultati essere settori prioritari anche nel 2024, l’adattamento climatico registra invece una crescita significativa: dal sesto posto nel sondaggio dello scorso anno sale al terzo nel 2025, confermando una nuova centralità per strategie capaci di mitigare gli impatti fisici ed economici del cambiamento climatico.
Questa dinamica si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione. Infatti oltre il 75% degli investitori istituzionali ritiene che i rischi fisici legati al clima influenzeranno i prezzi degli asset nei prossimi cinque anni. In particolare, il 35% prevede impatti sui prezzi significativi e diffusi sul mercato e il 42% impatti significativi su un numero limitato di asset.

Un dato in linea con le recenti rilevazioni di Morgan Stanley, secondo cui oltre il 60% delle aziende prevede, nello stesso periodo, effetti negativi sulle proprie attività a causa degli impatti fisici del cambiamento climatico.
Gli investitori stanno rispondendo cercando opportunità in strategie dedicate all’adattamento e alla resilienza, capaci di aiutare comunità e imprese a resistere agli impatti fisici ed economici del cambiamento climatico. In particolare, le aree chiave identificate dagli investitori per rafforzare l’adattamento climatico sono data & analytics, infrastrutture idriche e modernizzazione della rete elettrica.
A livello globale, più della metà degli investitori (53%) include già la resilienza climatica nel proprio modello rischio-rendimento quando valuta investimenti in asset fisici come infrastrutture o real estate. La percentuale sale al 65% tra gli investitori nordamericani.
A livello globale, metà degli investitori considera la resilienza climatica un elemento centrale del proprio modello rischio-rendimento quando investe in asset fisici, come infrastrutture o real estate,
La sostenibilità è un elemento importante per la gestione dei rischi d’investimento
Nonostante la volontà di incrementare le allocazioni sostenibili, aumentano anche le criticità percepite. Rispetto al 2024, la percentuale di investitori che indica preoccupazioni “molto significative” sale dal 25% al 38%.
Le principali criticità citate sono la disponibilità e coerenza dei dati per il 47% del campione (rispetto al 32% dell’anno precedente), l’incertezza normativa per il 43% (rispetto al 28% del 2024) e l’instabilità politica per il 37% (rispetto al 29%).
Nonostante ciò, oltre l’80% degli asset manager e degli asset owner considera la sostenibilità un elemento importante della gestione dei rischi di investimento, e circa un quarto degli intervistati indica la riduzione del rischio di portafoglio come principale motivo per praticare investimenti sostenibili.
“Come gli investitori retail e le imprese intervistati nella serie Sustainable Signals di quest’anno, anche asset owner e asset manager si aspettano un impatto crescente dal rischio climatico nei prossimi anni e stanno allineando le loro priorità per mitigare queste sfide”, ha aggiunto Alsford.

