Un miliardo di risorse per contrastare la povertà e confermati gli impegni net zero al 2030
Con l’approvazione del Piano di Impresa 2026-2029, Intesa Sanpaolo presenta una strategia di medio periodo che combina solidità finanziaria, crescita sostenibile e leadership ESG, rafforzando ulteriormente il proprio ruolo nel sistema bancario europeo. Il Piano si fonda su tre grandi target numerici, che ne sintetizzano l’ambizione: utile netto superiore a 11,5 miliardi di euro nel 2029, distribuzioni complessive agli azionisti per circa 50 miliardi di euro, con un pay out ratio ci circa il 95% annuo, e una creazione di valore pari a circa 500 miliardi di euro per tutti gli stakeholder nel quadriennio. Accanto a questi obiettivi economici, viene ribadito e rafforzato un rinnovato impegno ESG, che attraversa l’intero Piano e si traduce in investimenti sociali, sostegno alla transizione sostenibile e attenzione strutturale alle persone del Gruppo. La creazione di valore non è limitata agli azionisti, ma si estende a famiglie, imprese, persone del Gruppo e comunità. In un contesto macroeconomico complesso, il Piano propone un modello di banca moderna, digitale e responsabile, orientata al lungo periodo e alla costruzione di uno sviluppo realmente sostenibile.
Un gruppo solido, efficiente e a “zero NPL”
Il Piano si pone l’obiettivo di confermare Intesa Sanpaolo come un gruppo bancario estremamente solido, con un modello di business resiliente e a basso rischio. Il mantenimento dello status di banca a “zero NPL”, con un’incidenza dei crediti deteriorati inferiore all’1% per tutto il periodo 2026-2029, rappresenta un elemento distintivo nel panorama europeo.
La qualità del credito, unita a un costo del rischio contenuto tra 25 e 30 centesimi di punto, consente alla banca di sostenere la crescita senza compromettere la stabilità. La patrimonializzazione resta elevata, con un Common Equity Tier 1 ratio sempre superiore al 12,5%, garantendo flessibilità e capacità di assorbire eventuali shock macroeconomici.
Crescita dei ricavi e forte creazione di valore
Il Piano prevede una crescita dei ricavi in linea con il PIL nominale, con un CAGR dei proventi operativi netti pari a circa il 3%, fino a raggiungere 30,7 miliardi di euro nel 2029. Il motore principale della crescita è rappresentato dalle commissioni, sostenute dallo sviluppo del wealth management, dell’assicurazione e dei servizi di advisory.
Questo approccio riduce la dipendenza dal margine di interesse e rende il modello di business più stabile nel tempo. La redditività è attesa in forte miglioramento, con ROE al 22% e ROTE al 27% nel 2029, livelli tra i più elevati nel settore bancario europeo.
Per gli azionisti, il Piano prevede distribuzioni per circa 50 miliardi di euro tra il 2025 e il 2029, con un payout ratio al 95% negli anni 2026-2029, combinando dividendi cash e programmi di buyback.
Riduzione strutturale dei costi e innovazione digitale
Un altro pilastro del Piano è la riduzione strutturale dei costi, resa possibile dai forti investimenti tecnologici già effettuati e da quelli previsti nel quadriennio. I costi operativi scenderanno a 11,3 miliardi di euro nel 2029, nonostante nuovi investimenti per la crescita.
Il cost/income ratio è atteso in miglioramento di oltre cinque punti percentuali, fino al 36,8%, grazie all’efficientamento dei processi e all’estensione delle piattaforme digitali. La trasformazione tecnologica consente anche un utilizzo più efficiente delle risorse, migliorando la qualità del servizio alla clientela e la produttività interna.
Il Piano 2026-2029 rafforza in modo significativo la leadership di Intesa Sanpaolo nell’impatto sociale. Nel quadriennio è previsto un contributo aggiuntivo di circa 1 miliardo di euro per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze, con un effetto moltiplicatore stimato in circa 3 miliardi di euro sull’ecosistema socio-economico.
Il 30% del nuovo credito a medio-lungo termine totale erogato nel periodo 2026-2029 sarà sustainable lending per un controvalore stimato di 25 miliardi di euro di flussi cumulati nel quadriennio.
La banca si propone come attore centrale nello sviluppo inclusivo, affiancando famiglie, imprese e terzo settore, e confermando una visione della sostenibilità che va oltre la dimensione ambientale.
ESG – Transizione sostenibile e decarbonizzazione
Sul fronte ambientale, il Piano prevede un forte sostegno alla transizione sostenibile. Il 30% del nuovo credito a medio-lungo termine sarà destinato a sustainable lending, includendo finanziamenti per progetti ambientali, sociali e di governance.
Sono confermati gli obiettivi di decarbonizzazione, con target net-zero al 2030 per le emissioni finanziate e proprie, nonché per le attività di asset management e assicurative. Questo impegno posiziona il Gruppo tra i principali player europei nel supporto alla transizione green dell’economia reale.
ESG – Le persone come risorsa chiave
Le persone del Gruppo sono al centro del Piano. Intesa Sanpaolo prevede significativi investimenti nel capitale umano, con programmi di formazione e riqualificazione che coinvolgeranno circa 10.000 persone, oltre a 8.000 giovani inseriti in percorsi di sviluppo dedicati.
Ogni anno, circa 20.000 dipendenti parteciperanno a programmi formativi avanzati, rafforzando competenze digitali, consulenziali e manageriali. Il ricambio generazionale sarà gestito in modo responsabile, senza impatti sociali, confermando l’attenzione del Gruppo al welfare e al work-life balance.
Rafforzamento della cultura di Gruppo, con la promozione di un Codice di Cultura di Gruppo e coinvolgendo nel 2026-2029 tutte le persone del Gruppo in iniziative di comunicazione della cultura di Gruppo.
Espansione internazionale e nuovi modelli di servizio
Il Piano guarda anche alla crescita internazionale, in particolare nel wealth management, con il lancio di isywealth Europe. L’iniziativa combina digitale e consulenza finanziaria per servire clienti in diversi Paesi europei, valorizzando le sinergie di Gruppo.
Parallelamente, è prevista una crescita significativa della base clienti, delle attività finanziarie gestite e del risparmio amministrato, rafforzando il posizionamento competitivo del Gruppo nei mercati chiave.
