Il governo ripristina i fondi del Piano Transizione 5.0 portandoli a 1,5 miliardi, confermando il credito d’imposta per le domande in sospeso che potrebbe coprire fino al 90% degli investimenti nella transizione.
Dopo i tagli al Piano Transizione 5.0 introdotti dal decreto fiscale approvato pochi giorni fa, il Governo ha deciso di fare marcia indietro, ripristinando le risorse destinate alla misura. Al termine di un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy con le principali associazioni datoriali, il ministro Adolfo Urso ha annunciato che la dotazione complessiva salirà a 1,5 miliardi di euro, superando sia i 537 milioni previsti dal decreto fiscale sia gli 1,3 miliardi stanziati con l’ultima legge di Bilancio.
Il Piano Transizione 5.0, finanziato dal PNRR con oltre 6,3 miliardi per il biennio 2024-2025, punta a sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese attraverso un credito d’imposta destinato agli investimenti in tecnologie innovative, riduzione dei consumi energetici, autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e formazione del personale. L’incentivo è accessibile alle imprese di qualsiasi dimensione, settore e territorio, a condizione che i progetti garantiscano un miglioramento certificato dell’efficienza energetica.
Le modifiche annunciate arrivano dopo le forti preoccupazioni espresse dal mondo imprenditoriale per il drastico ridimensionamento delle risorse. Secondo quanto dichiarato il nuovo intervento annunciato recupera i fondi per le 7 mila domande del 2025 rimaste sospese e aggiungendo ulteriori 200 milioni, permette così di confermare un credito d’imposta ben oltre il 35% inizialmente ipotizzato che, secondo quanto dichiarato, potrebbe arrivare fino al 90%.
