Nuovo rinvio per il balzello sui piccoli pacchi importati da Paesi terzi: l’entrata in vigore slitta al 1° ottobre dopo le richieste della filiera logistica.
Slitta ancora l’entrata in vigore della tassa sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE e di valore inferiore a 150 euro. Il Governo ha deciso di rinviare di tre mesi l’applicazione del contributo, spostandone la decorrenza dal 1° luglio al 1° ottobre 2026.
La proroga dovrebbe essere contenuta nel decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei ministri e rappresenta un nuovo rinvio per una misura introdotta con l’obiettivo di contrastare la crescente diffusione delle piattaforme di e-commerce e ultra-fast fashion provenienti soprattutto dalla Cina.
Secondo quanto previsto dalla normativa, il contributo nazionale sarebbe dovuto entrare in vigore contestualmente al dazio europeo di 3 euro sui pacchi di basso valore provenienti da Paesi terzi. Con il nuovo slittamento, imprese della logistica, operatori postali e piattaforme di commercio elettronico avranno invece altri tre mesi per adeguarsi alle nuove regole.
La decisione arriva dopo le forti preoccupazioni espresse dal settore della logistica. Le associazioni di categoria avevano infatti chiesto al Governo di rinviare l’applicazione della misura, sostenendo che il nuovo onere avrebbe potuto provocare una significativa riduzione dei traffici merci e avere effetti negativi sull’intera filiera.
Non si tratta del primo rinvio. Dopo l’introduzione della misura nella legge di Bilancio, l’entrata in vigore era già stata sospesa una prima volta fino a marzo e successivamente prorogata fino al 1° luglio, in attesa del coordinamento con la disciplina europea. Con l’ultimo intervento del Governo, la data è ora fissata al 1° ottobre 2026.
