Oltre 25 scienziati, tra cui il fisico e Premio Nobel Giorgio Parisi, Stefano Caserini dell’Università di Parma e Antonello Pasini del CNR, hanno indirizzato una lettera aperta alla Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, chiedendo un impegno netto per sostenere l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di gas serra del 90% entro il 2040.
La richiesta si basa sulle evidenze scientifiche che mostrano come il cambiamento climatico stia già colpendo duramente l’Italia, con ondate di calore sempre più frequenti e intense, stress idrico, incendi vasti e innalzamento del livello del mare. Gli esperti sottolineano come il nostro Paese, per responsabilità storica, debba assumere un ruolo di leadership nella lotta alle emissioni climalteranti.
L’appello arriva a pochi giorni dall’annuncio della Commissione Europea che conferma i progressi verso gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati per il 2030. Parallelamente, il Comitato scientifico consultivo europeo sui cambiamenti climatici ha ribadito che per centrare la neutralità climatica entro il 2050, sancita dalla Legge europea sul clima, è indispensabile raggiungere una riduzione del 90-95% delle emissioni entro il 2040.
Oltre all’urgenza ambientale, gli scienziati evidenziano come questo traguardo rappresenti una straordinaria opportunità economica. Ridurre drasticamente le emissioni significa infatti stimolare l’innovazione tecnologica, favorire la nascita di nuove imprese e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro “verdi” nei settori dell’energia rinnovabile, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile.
Inoltre, questa strategia rafforzerebbe la sicurezza energetica europea, diminuendo la dipendenza da importazioni di combustibili fossili, spesso soggetti a instabilità geopolitiche, e rendendo il sistema produttivo più resiliente e competitivo in un mercato globale sempre più attento alla sostenibilità.
La lettera sottolinea che il raggiungimento dell’obiettivo intermedio al 2040 sarebbe una scelta strategica per l’economia italiana ed europea. “La chiarezza e la coerenza degli obiettivi climatici sono fondamentali per orientare gli investimenti dell’industria e della finanza verso soluzioni sostenibili e innovative. Solo con una rotta ben definita, supportata da evidenze scientifiche e da solide motivazioni politiche, possiamo evitare di rallentare la transizione energetica, mettere a rischio la competitività del nostro sistema produttivo e, allo stesso tempo, contribuire efficacemente alla lotta contro il riscaldamento globale”, si legge nella missiva.
