Lettera aperta firmata anche dal Nobel Giorgio Parisi: “Non indebolire l’ETS e attuare il Piano di Adattamento”. Gli esperti avvertono che rallentare la decarbonizzazione esporrebbe l’Italia a maggiori rischi climatici e a una perdita di competitività industriale.
Un gruppo di 150 studiosi di scienza del clima e di transizione energetica ha rivolto un appello al governo affinché non indebolisca gli strumenti europei di decarbonizzazione e rafforzi le politiche di adattamento. La lettera aperta, firmata anche dal premio Nobel per la Fisica 2021 Giorgio Parisi, rievoca il disastro di Niscemi come “metafora drammatica di un intero Paese a rischio”, richiamando la necessità di affrontare la crisi climatica con misure fondate sulla scienza e orientate al lungo periodo.
“Non è pessimismo, ma realismo scientifico: l’Italia dovrà affrontare un rischio crescente di disastri climatici”, afferma Antonello Pasini (CNR-IIA).
Gli studiosi denunciano la miopia delle posizioni su cui si attesta il governo italiano all’indomani dell’accusa lanciata da BASF, il più grande gruppo chimico del mondo, che ha definito “obsoleto” il sistema europeo di scambio delle emissioni (EU ETS), pilastro della strategia europea per la neutralità climatica al 2050.
“L’attacco del governo al sistema ETS rischia di indebolire una politica che ha già dimostrato di ridurre le emissioni nei settori regolati, stimolare innovazione e accompagnare la transizione industriale a costi sostenibili“, sottolinea Stefano Caserini (Università di Parma). “Per questo non ha senso presentarlo come un ostacolo per imprese e famiglie”. Rallentare la decarbonizzazione potrebbe rendere il Paese subalterno alle industrie meno innovative, con effetti negativi sulla competitività dell’industria europea.
La lettera richiama infine l’urgenza di dare piena attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e di rispettare gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2040 e 2050, già approvati dall’Italia a livello comunitario.
