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Legge europea

Clima, UE conferma obiettivo intermedio: -90% emissioni gas serra entro il 2040

I colegislatori del Parlamento e del Consiglio UE hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla modifica alla legge europea sul clima e confermato il nuovo obiettivo vincolante intermedio: ridurre del 90% le emissioni nette di gas a effetto serra (GHG) entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990.

Il target era stato proposto poco prima dell’inizio dei lavori della COP30 dalla Commissione europea. Alla notizia la presidente Ursula von der Leyen ha così commentato: “Oggi l’UE sta dimostrando il nostro forte impegno a favore dell’azione per il clima e dell’accordo di Parigi… Abbiamo una chiara direzione verso la neutralità climatica e un piano pragmatico e flessibile per rendere la transizione pulita più competitiva.”

Il testo dovrà ora essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. La modifica entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Flessibilità introdotte da Parlamento e Consiglio UE per raggiungere la neutralità climatica

Le istituzioni europee hanno concordato di introdurre maggiore flessibilità per gli Stati membri, con l’obiettivo di conciliare transizione verde e competitività economica. A partire dal 2036, fino a cinque punti percentuali delle riduzioni potranno essere coperti da crediti internazionali di alta qualità compatibili con l’Accordo di Parigi (due punti in più rispetto alla proposta della Commissione). Su richiesta del Parlamento, il testo include garanzie aggiuntive per evitare che tali crediti finanzino progetti contrari agli interessi strategici dell’Unione.

L’accordo riconosce inoltre la possibilità di utilizzare assorbimenti permanenti nazionali per compensare le emissioni più difficili da eliminare e prevede maggiore flessibilità tra settori, così da consentire agli Stati membri di recuperare eventuali carenze senza compromettere i progressi complessivi.

Parlamento e Consiglio hanno inoltre concordato il rinvio di un anno dell’avvio dell’ETS2, il nuovo sistema di scambio delle emissioni per edifici, trasporto stradale e piccole industrie, che entrerà quindi in funzione nel 2028. Restano invece invariati gli obblighi di monitoraggio e verifica previsti dal 2025.

Monitoraggio e revisione degli. obiettivi climatici dell’UE

La Commissione valuterà ogni due anni l’avanzamento verso gli obiettivi, tenendo conto delle nuove evidenze scientifiche, dei progressi tecnologici e dell’impatto della transizione sulla competitività europea. Questa valutazione analizzerà anche l’andamento degli assorbimenti netti e dei prezzi dell’energia, così come le ripercussioni per imprese e famiglie.

Se necessario, la Commissione potrà proporre modifiche alla normativa, compresa una revisione del target 2040 o l’introduzione di ulteriori misure per rafforzare la capacità dell’UE di mantenere competitività, crescita e stabilità sociale durante la transizione.

La legge sul clima dell’UE

La normativa europea sul clima, in vigore dal luglio 2021, sancisce giuridicamente l’impegno dell’UE a conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. L’UE ha adottato un pacchetto legislativo per il 2030 noto come Pronti per il 55 % e la sua attuazione da parte degli Stati membri dell’UE è in corso. La valutazione della Commissione dei piani nazionali per l’energia e il clima ha confermato che l’UE è sulla buona strada per conseguire collettivamente i suoi obiettivi per il 2030, rafforzando la credibilità della sua traiettoria a lungo termine.

La legge sul clima richiede giuridicamente un obiettivo climatico intermedio per il 2040 per stabilire il ritmo verso la neutralità climatica. Il 2 luglio 2025 la Commissione ha presentato la sua proposta di modifica, che ha costituito la base per il nuovo contributo determinato a livello nazionale (NDC) dell’UE nell’ambito dell’accordo di Parigi presentato per la COP30.